La NaDef-iciente per gli Spolpulisti Rossi

La Nota di aggiornamento al Def presentata ieri dal governo conferma che l’Italia, al contrario della Gallia di Cesare non è divisa in tre parti, ma è unita in tre diverse varianti del populismo, dedite allo spolpulismo, cioè a spolpare il denaro dei contribuenti.

Come avevamo anticipato in un podcast con Nicola Rossi, il dibattito si concentra sulla fogliolina dei fatidici 23 miliardi che dovrebbero scongiurare l’aumento dell’IVA (una mina vagante frutto delle follie economiche del primo governo Conte), ma ignora la foresta dei 500 miliardi che l’INPS spende ogni anno in pensioni, cassa integrazione e welfare assortito. Una foresta che andrebbe disboscata mentre il provvedimento demenziale denominato Quota100 infligge un’ulteriore mazzata ai conti disastrati.

Per favorire una platea di circa 5-600mila persone si spenderà in tre anni una cifra vicina ai 15 miliardi di euro. Se invece queste risorse fossero state spese per la ricerca, l’innovazione, la modernizzazione della PA, la riduzione del cuneo fiscale e altre misure che stimolano la crescita e l’occupazione, ne avrebbero beneficiato milioni di cittadini.

Sono questi i frutti avvelenati del clientelismo che rimane la Stella Polare dei governi italiani. In sostanza si succedono e si intrecciano classi dirigenti di destra e di sinistra (a cui si sono saldate pure quelle grilline) sempre più screditate e incapaci. L’unico modo per tenersi a galla è il voto di scambio su scala gigantesca.

 

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