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Speaker's Corner

Perché la versione di Luciano Canfora non mi convince affatto

Immoderati

La riflessione preliminare è che non dobbiamo stupirci se l’Italia sia un paese che si sta progressivamente staccando dal resto dell’Europa e non solo dal punto di vista economico. È incredibile il numero di intellettuali marci riveriti e ascoltati che non hanno gli strumenti e la lucidità per leggere la realtà. Di solito (ma non sempre) si tratta di accademici avvolti da un’aurea di saggezza che poco sanno e poco hanno da dire al di fuori del loro campo. Mai aggiornati, intrisi di cascami novecenteschi, zavorrati da pregiudizi anti capitalisti e anti occidentali, nella migliore delle ipotesi approssimativi, convinti di avere “la chiave di lettura universale” grazie ai loro studi, i nostri intellettuali sono spesso inadeguati ad affrontare i temi d’attualità. Ci sono volute una pandemia e una guerra perché il fenomeno emergesse in tutta la sua gravità, anche se personalmente da tempo ero convinto della pochezza della nostra decadente intellighenzia.

L’immagine simbolo di questa realtà che più mi piace richiamare è il Massimo Cacciari che cerca sul web notizie segretissime sui vaccini e le riporta in tv convinto di avere fatto scoperte eccezionali che il sistema corrotto ci nascondeva (preso sul serio dai nostri inadeguati conduttori).

Dopo i vari Agamben, Cacciari, Barbero, Freccero, Montanari, Maddalena, Rovelli, Santoro ecc. si è mostrato a noi in tutta la sua insipienza il grande e stimato Luciano Canfora. Quello che quando va in TV riceve inchini e deferenze che neanche un prete che incontra il Padre Eterno. Uno che non capace neanche di verificare un dato di pubblico dominio perché lui non si fida, ma andiamo con ordine. Lo fa nella recente intervista per la Gazzetta del Mezzogiorno.

La prima domanda verte sulla figuraccia di Salvini col sindaco di Przemysl, Canfora ci fa notare che quello stesso sindaco è un nazionalista ed è sindaco di un “paesuccolo”. Argomentazione molto debole. Evidentemente fosse stato un sindaco di sinistra di una grande città si poteva tollerare ma come osa criticare Salvini uno che non fa parte della sinistra dura e pura? Solo quelli “de sinistra” hanno la purezza morale per criticare il Felpa. Adesso cancello tutti i miei post e articoli in cui critico Salvini perché non essendo “de sinistra” (o almeno non nel modo in cui vorrebbe Canfora) le mie critiche sono ipso facto sbagliate. Alla fine Canfora rimprovera a Salvini di non aver difeso Putin seguendo una logica perversa che francamente stento a capire.

Nella seconda risposta (facendo cadere nel vuoto lo stupore della giornalista sul fatto che Salvini avrebbe dovuto difendere Putin), Canfora ci informa che nessuna potenza può tollerare missili ai propri confini. Il vate non sa o finge di non sapere che testate nucleari in Ucraina non ci sono e non ci sarebbero mai state (ammesso e non concesso che tra un numero imprecisato di anni l’Ucraina fosse entrata nella NATO). Non ci sono neanche nelle repubbliche baltiche che già alla NATO hanno aderito. Non ci sono perché non sarebbero di alcuna utilità e perché la NATO non ha alcun interesse a minacciare militarmente la Russia (l’Occidente ha stravinto la guerra fredda economicamente e ora il suo “avversario” è la Cina). Non ci sono perché gli Stati Uniti da anni non vedono l’ora di disimpegnarsi militarmente dal teatro europeo e, infine, perché nessuno pensa seriamente che dovranno essere usate (tranne Putin che minaccia un giorno sì e uno no di usarle per mascherare la sua debolezza). Canfora, in pratica, riporta le giustificazioni fornite dal dittatore che sta al Cremlino e le prende per vere. Ma è lo stesso Putin che non crede alle giustificazioni che ha addotto alla comunità internazionale dato che la neutralità dell’Ucraina gli serviva solo per papparsela a pezzi e bocconi e che i suoi piani sono stati solo accelerati dalla svolta occidentale di Zelensky. Putin neanche dopo due litri di vodka ha mai temuto veramente una minaccia militare della NATO. D’altronde non abbiamo mandato neanche un soldato in Ucraina tanto era la nostra voglia di un conflitto militare, pur sapendo che in un conflitto convenzionale la Russia verrebbe annientata dalla NATO per questioni di risorse economiche prima ancora che militari (la Russia è un nano economico con un PIL inferiore a quello italiano). Si rassegni Canfora, l’Occidente capitalista e corrotto la guerra alla Russia proprio non ha voglia di farla, Putin lo sa e ne sta approfittando tirando la corda fino al limite.

Canfora poi ci parla del tradimento degli accordi del ‘91 (immagino la nascita della CSI) senza specificare a quale punto in particolare si riferisce. Male ha fatto la giornalista a non chiedere chiarimenti perché sarebbe stato interessante entrare nel merito di frasi fatte che si sentono di continuo. Potremmo comunque ricordare a Canfora il Memorandum di Budapest del 1994 in cui l’Ucraina si impegnava a consegnare le sue testate nucleari alla Russia (cioè a disarmarsi di fronte a un potenziale nemico) in cambio della garanzia della sua indipendenza, integrità e sicurezza. A proposito di impegni palesemente traditi… Per soprammercato per alcuni giuristi gli altri garanti del patto (Stati Uniti e UK) avrebbero titolo a intervenire in difesa dell’Ucraina proprio in virtù di quel memorandum. Detto questo un’invasione militare non sarebbe giustificata da nessun patto non rispettato in mancanza di un chiaro e imminente pericolo per la propria sopravvivenza. Non c’era nessun pericolo per la sicurezza della Russia che potesse giustificare una reazione così abnorme, mostruosa e sproporzionata.

Andiamo oltre… Canfora ci parla del colpo di stato del 2014 nel tentativo di delegittimare il governo ucraino. Lasciamo stare le definizioni perché anche se volessimo definirlo così non si capirebbe per quale motivo i russi avrebbero titolo 8 anni dopo di bombardare le città ucraine. In ogni caso egli dimentica che dopo quel “colpo di stato” ci sono state due democratiche elezioni generali riconosciute come valide dalla comunità internazionale. Due presidenti riconosciuti come legittimi interlocutori dalla stessa Russia. Nel 2014 fu eletto presidente Poroshenko con il 55% dei voti e nel 2019 Zelensky con il 73% dei voti. Oltre al diritto internazionale e al buonsenso è la stessa strenua resistenza degli ucraini che dovrebbe suggerire anche ai più confusi che la Russia non sta liberando un popolo oppresso da un colpo di stato finanziato dai perfidi occidentali.

Paradossalmente questi intellettuali illuminati, profondamente progressisti, poi invece si trovano a giocare al Congresso di Vienna (quello della restaurazione post napoleonica per intenderci) e dai loro salotti decidono a tavolino chi deve stare con chi, senza alcun riguardo per la volontà degli stati e dei loro cittadini.

Saltiamo qualche passaggio interlocutorio e passiamo al punto in cui Canfora entra in modalità “il sistema ci mente e io sono troppo furbo per cascarci”. Al vate non quadra la cifra di un milione e mezzo di profughi perché a lui non gliela si racconta. Afferma con sicurezza: “Non credo a queste cifre”. Così come è accaduto per Cacciari è indicativa l’incapacità di verificare i dati. Se lo sapesse fare saprebbe che secondo l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UHNCR), che mi dicono essere più affidabile del fiuto di Canfora, solo in Polonia all’8 marzo erano presenti 1.402.503 profughi, 214.460 in Ungheria, 165.199 in Slovacchia e via a seguire. Il totale ad oggi ha già superato i due milioni. Si stima che presto questo numero potrebbe raggiungere e superare i 4-5 milioni data la marea di profughi potenziali bloccati contro la loro volontà in Ucraina. È grave a certi livelli dimostrare tanta superficialità.

La giornalista (che immagino frustrata) alla fine gli chiede se lui si schiera con la Russia. Canfora aggira la domanda e risponde che la colpa del conflitto è di chi disattende gli accordi. “Quindi la Russia” risponde la giornalista forse convinta di aver fatto ragionare il grande intellettuale. Ma Canfora risponde: “No! L’Ucraina, come ho spiegato, ha violato gli accordi.”

Canfora non ci degna neanche di quella sciocca equidistanza di chi si dichiara né con la Russia né con la NATO. Lui ha le idee chiare: la colpa dell’invasione dell’Ucraina è dell’Ucraina stessa che ha spazientito Putin con quella sua sciocca pretesa di voler decidere del suo destino per non fare la fine dei poveri bielorussi. Quei bielorussi che si trovano a vivere sotto un dittatore vassallo di Putin e che dovevano essere il modello da applicare in Ucraina dopo averla smembrata. Agli ucraini questo destino che sembrava scritto non andava bene quindi è colpa loro se sono stati invasi.

Leggi anche:
Cacciari: il filosofo che scambiò il problema per la soluzione
“Né con Putin, né con la NATO” è un manifesto contro la pace

3 comments

Federico 13/03/2022 at 21:49

Ma perché Canfora è sempre in TV?

Reply
Dario+Greggio 13/03/2022 at 22:22

yeah

Reply
Charlotte 14/03/2022 at 06:09

La soluzione contro i Canfora, i Cacciari ed i Barbero che pontificano è molto semplice.

Spegnere la televisione e disdire il canone entrando nel sito web dell’Agenzie delle Entrate.

Risultato: una qualità di vita migliore e più soldi in tasca.

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