Economia & Finanza

Veneto: studio punta alla sostenibilità 100% regionale nel 2050

Il Veneto come le nazioni nordeuropee con gli obiettivi dell’energia completamente rinnovabile e di zero emissioni di CO2 in tempi non troppo lontani? Secondo un qualificato studio di un team di 27 tra professori e ricercatori del Centro studi di economia e tecnica dell’energia “Levi Cases” dell’Università di Padova non è utopia. E c’è una data: il 2050.

I docenti che hanno coordinato lo studio scientifico – Alberto Bertucco, Arturo Lorenzoni e Paola Valbonesi – hanno tracciato le traiettorie per raggiungere il risultato, intervenendo nei campi dell’edilizia, della mobilità, dei servizi pubblici e della produzione energetica.

Il report “Veneto 100% sostenibile, efficiente e rinnovabile” parte da una sfida: quella di creare una regione completamente a energia rinnovabile e a zero emissioni di CO2 nel 2050. A partire dall’analisi del presente, sono state analizzate le strade che possono portare a questo traguardo ed è stato creato un piano per combattere il riscaldamento globale e ridurre l’inquinamento atmosferico, creando nel  contempo nuova occupazione. Le traiettorie individuate sono tre (edilizia, trasporti, energie rinnovabili) per ciascuna delle quali sono stati fissati obiettivi e azioni da mettere in campo.  

Si legge nel lavoro che le abitazioni consumano il 30 per cento di tutta l’energia del Veneto e oltre l’80 per cento degli edifici residenziali sono stati costruiti dopo il 1945: sono dei “colabrodo energetici” al punto che le famiglie venete pagano la bolletta per consumi energetici più alta in Italia (in media 1.592 euro l’anno rispetto ad una media di poco superiore a 1.300 euro). Il riscaldamento è inoltre responsabile della produzione del 21 per cento della CO2 emessa e del 64 per cento delle polveri sottili prodotte.

L’obiettivo è di ridurre del 35 per cento i consumi energetici degli edifici al 2050 e di efficientare almeno la metà degli edifici costruiti dopo il 1945 (circa 470mila): un investimento pari a circa 20 miliardi in 30 anni che possono essere recuperati al 65 per cento dai cittadini tramite la detraibilità fiscale (in base alle norme attuali).

Tra le azioni da mettere in campo figurano quindi interventi di isolamento sull’involucro degli edifici, ampia diffusione delle pompe di calore per riscaldare e raffrescare, integrazione con solare termico e fotovoltaico, stabilizzazione ecobonus/conto termico e un fondo di garanzia per efficienza energetica presso Veneto Sviluppo.

Sul fronte dei trasporti, i consumi energetici rappresentano il 29,7 per cento del totale e di questi oltre il 90 per cento è costituito da idrocarburi (benzina e diesel); la mobilità è responsabile dell’emissione del 28 per cento della CO2 e del 14 per cento delle polveri sottili. Il cambiamento in questo caso passa attraverso due linee evolutive: la sostituzione dei motori a combustione con quelli elettrici  e la diffusione della mobilità condivisa e collettiva. Si stima, in particolare che i motori elettrici possano portare un incremento di efficienza di almeno il 60 per cento e lo sviluppo della mobilità condivisa e pubblica una riduzione del 30 per cento delle percorrenze singole. Insieme, queste misure possono consentire una diminuzione del 70 per cento dei consumi di energia per trasporto. Tra le azioni da mettere in campo ci sono, quindi, misure per l’abbassamento dei prezzi dei veicoli elettrici e la diffusione delle infrastrutture di ricarica, lo sviluppo del trasporto pubblico locale (treni, autobus) e nuove politiche per la mobilità condivisa e intelligente.    

Infine il ruolo delle rinnovabili. Lo scenario “Veneto 100% sostenibile” prevede un sostanziale raddoppio del fabbisogno elettrico (al netto dei consumi industriali).Per rispondere a questa domanda sarà necessario ricorrere alle fonti rinnovabili e a farla da padrone sarà il fotovoltaico.In particolare servirà  moltiplicare per otto volte l’attuale potenza fotovoltaica installata, a parità di rendimento di conversione, con un incremento di 14,7 GW. Per farlo dovrà essere creato un grande polmone solare pari a circa 12mila ettari di superficie (lo 0,65 per cento del territorio regionale). Ai costi attuali la copertura del fabbisogno elettrico al 2050 comporterà un investimento complessivo di 20,1 miliardi di euro in 30 anni.

Il report raccoglie molte proposte concrete. Si va dal Nuovo regolamento edilizio regionale per edifici a zero emissioni, con revisione della legge 49/2019 alla legge regionale per la promozione delle comunità energetiche, dal Programma fotovoltaico fuori tetto (zonizzazione di parcheggi, discariche, aree dismesse, aree di risulta per il polmone fotovoltaico del Veneto) all’istituzione del fondo regionale per la transizione energetica (priorità riqualificazione energetica edifici). E’ previsto anche un Piano colonnine ricarica: 5000 colonnine pubbliche al 2050, con l’adozione di piani comunali per le infrastrutture di ricarica. Tra gli altri obiettivi riguardanti soprattutto la mobilità, lo spostamento  del 30 per cento dei viaggi da auto privata a mobilità condivisa/collettiva/dolce al 2050, la frequenza 30’ per tutto il servizio ferroviario regionale. 10/15’ per l’area metropolitana Veneto centrale,  l’integrazione ferro/gomma su trasporto pubblico locale con biglietto unico regionale, il finanziamento sharing mobility nei Piani Urbani Mobilità Sostenibile. Infine, per quanto riguarda l’energia, la priorità alla transizione energetica nella programmazione dei Fondi Strutturali Europei 2021/2028, l’istituzione del Polo Solare Veneto  (centro per la ricerca, l’innovazione, la formazione e il monitoraggio della transizione energetica), la stabilizzazione delle detrazioni fiscali per la  riqualificazione energetica.

Il rapporto completo può essere scaricato gratuitamente dal sito: www.veneto100x100sostenibile.it.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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