Corsivi corsari Economia & Finanza

Una repubblica fondata sul retributivo

“Sei milioni di pensionati aiutano aiutano le proprie famiglie”, scrive la pagina Facebook ufficiale della Spi Cgil. “Dieci miliardi di euro all’anno. E scusate se è poco”-

Il vero problema, in questo post, è che contiene una narrazione molto diffusa. Mi è capitato diverse volte di sentirmi rispondere: “ma col retributivo gli anziani mantengono i giovani”. È come se a fronte di un sistema in cui le donne non riuscissero a entrare nel mercato del lavoro in condizioni soddisfacenti e fossero relegate ai margini della società si rispondesse: “E si lamentano pure? Tanto i mariti le mantengono”.

Bisogna uscire da questa condizione di minorità psicologica. Bisogna tornare a rendersi conto che in un sistema sano sono i giovani che mantengono i vecchi e il fatto che siano i vecchi a dover mantenere i giovani non è un’attenuante: è IL problema. Il fatto che abbiamo uno stato sociale così sbilanciato sulle pensioni è il motivo principale per cui manca un welfare per i giovani disegnato per chi ha tutto da guadagnare e non tutto da perdere.

E bisogna dare ai troppi giovani che vivono solo grazie al sostegno dei più anziani una diversa rete di opportunità, che li convinca di ciò che Pannella disse della pensione a 50 anni: “la mancetta del nonno è una coglionata”.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

3 comments

Aldo Mariconda - Venezia 11/11/2019 at 12:07

Siamo al solito discorso: l’Italia è bloccata, i dati OCSE sugli ultimi 20 anni fanno vedere come il ns. PIL/pro.capite sia leggermente calato, mentre altrove negli altri Paesi OCSE sia aumentato, fino al +30% in Svezia. Abbiamo progressivamente perso gran parte delle grandi imprese. La politica, da Berlusconi 1994 in poi, non ha saputo/voluto darsi una strategia per affrontare la globalizzazioine.
Tutti gli osservatori internazionali, OCSE, IMF, Commissione EU e i migliori economisti italiani e stranieri sostengono che dobbiamo fare delle riforme strutturali per riavviare il motore del Paese, e con questo re-inventare iul welfare e ridurre il debitio. Se soltanto la Giustizia funzionasse avremmo un +1% del PIL/annuo. Aggiungiamo, una PA efficiente, meno leggi e più chiare, una gestioine dei servizi pubblici locali alla svedese (infrastrutture pubbliche e servizi privati in concorrenza, non come strumento elettorale e di potere) meno tasse e burocrazia per le imprese, Merito, Concorrenza e Mercato a 360°.
Chi vuiole questo in Italia, a parte Cottarelli, immagino Calenda e +Europa, oltre a tanti economisti, studiuosi e giornalisti. Non certamente la maggior parte della classe politica!
E vi è una cultura anti-impresa che purtroppo è trasversale, l’idea che bisogna sempre dividere meglio una torta piccola invece che farla più grande, la ricerca deviante di trovare falsi responsabili della ns. crisi, dall’Euro, l’Europa brutta e cattiva, le multinazionali, ecc., ecc.; e l’assenza di una cultura dedlla gestione, unita alla concezione che il bilancio pubblico sia un pozzo senza fondo!

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Franco Puglia 11/11/2019 at 12:19

Che gli anziani mantengano i giovani è una anomalia grave. Dovrebbe essere.il contrario, entro certi limiti. Ma in tema pensioni distinguiamo tra sistema a ripartizione o ad accumulo, che niente ha a che vedere con il calcolo delle quote pensionistiche individuali, su base contributiva o retributiva. Il sistema a ripartizione, quello attuale, dice che le pensioni attuali so o pagate con i contributi previdenziali dei lavoratori attuali. Questo è un sistema Sano, in sé, secondo il quale, se tutti i lavoratori di oggi facessero figli e questi avessero un lavoro in età idonea, i lavoratori di oggi avrebbero in futuro una pensione sicura, e magari elevata, se l’economia fosse in costante crescita. Ma se nessuno fa figli e se la crescita economica ed il lavoro hanno segno negativo, allora si, non c’è presente e non c’è futuro per i lavoratori di oggi.

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Dario Greggio 14/11/2019 at 00:42

you must die.

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