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Attualità

Trust the Plan: il meme contro l’assurdità della politica

Nella giornata di ieri, 24 maggio, a dare il buongiorno alla Capitale è stata la faccia soddisfatta del leader di Italia Viva Matteo Renzi. Spalmata su manifesti dall’estetica vaporwave, essa è apparsa in varie zone del centro di Roma con il monito “trust the plan” in sovrimpressione. Ma cosa sono questi “misteriosi” cartelli? Noi di Immoderati lo abbiamo chiesto direttamente all’ideatore della magna trollata.

Un meme apparso sulla page “Società Aperta”.

Ad un ignaro passante che si ritrovasse di fronte ad un vostro manifesto e si chiedesse di che cosa si tratta, quale spiegazione gli daresti?

“Per prima cosa gli dico “ok boomer!“: non si spiegano i meme, è triste! Ma se proprio insiste gli racconterei da dove è nato tutto: alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle hanno fatto mettere in giro per Milano dei cartelli per glorificare Giuseppe Conte. La cosa ci ha talmente schifato che abbiamo deciso di rispondere con dei cartelloni ironici del senso opposto che avessero come protagonista Renzi e che giocassero sul fatto che, in fin dei conti, sia stata una sua mossa a far crollare il governo Conte II, trust the plan.”

Oltre alla vicenda della crisi di governo, dietro i singoli meme c’è tutta una lore, un retroterra satirico molto esteso. Come è nato? Come si è sviluppato?

Trust the plan” prende in giro alcuni gruppi di complottisti che avevano formulato la teoria secondo cui Matteo Renzi avesse avuto un piano segreto per aiutare Joe Biden a salire al potere a discapito di Trump. Dopodiché, a distanza di poco tempo, Renzi fa cadere il governo Conte II e da lì nasce il meme: “ma allora è vero che c’è un piano segreto di Renzi?” o ancora “il piano segreto di Renzi ha fatto vincere i Maneskin all’Eurovision!“. In questo modo si prendono in giro i complottisti mescolando allo scherzo qualcosa di vero. E’ post-ironia.

Oltre il meme fine a se stesso, la campagna “trust the plan, bischero” ha un intento sociale e politico più profondo?

“Il messaggio di trust the plan è più profondo di quel che sembra, non parla solo di Renzi. L’intento è mettere alla berlina un certo stile politico che si è appropriato della scena pubblica negli ultimi anni: quello dei seguaci di Conte, di Salvini, caratterizzato da una tendenza a demonizzare alcuni personaggi e a perdonare qualsiasi errore commetta il proprio beniamino. Per via di questo atteggiamento abbiamo figure largamente odiate come Renzi o Giannino, e figure altrettanto criticabili – se non molto di più – che hanno dalla loro il perdono ed il sostegno della maggior parte dell’opinione pubblica, come per l’appunto Giuseppe Conte. Sempre, anche quando si sfiora l’assurdo. Il clima di odio non permette dialogo e quindi neanche la diffusione di idee terze, nuove, nate dal confronto. Il populismo si chiude in se stesso. E ciò che ci preoccupa di più è che questa ideologia inscalfibile ed assolutamente maggioritaria si fonda su statalismo e collettivismo, ciò costituisce un certo pericolo ai nostri occhi e agli occhi di chi possiede una visione del mondo simile alla nostra.”

Come si compone la community dei trustatori? Bazzicando il web si evince come sia un gruppo trasversale a varie realtà afferenti l’area lib-right.

“La community dei trustatori si compone di tanti ragazzi giovani provenienti da varie realtà web come per esempio la pagina di cui sono admin, Società Aperta, la nostra principale partener Più Europa Shitposting, Milton Spritzman, Proprietari Armati per il Capitalismo, ecc… Tutte pagine che si sono unite nella stessa causa. Siamo di ispirazione chiaramente liberale e liberista. La nostra visione del mondo concilia la libertà economica con quelle civili, sociali, politiche. Per questo ci opponiamo alla cultura politica dominante in Italia.”

La spinta decisiva ve l’ha data senza dubbio la vostra campagna crowdfunding che ha avuto un successo inaspettato, secondo voi da cosa è dovuto?

“In due giorni abbiamo raccolto quasi €3.500. Il successo è dovuto soprattutto al fatto che nella nostra area, anche per via della nostra età, non abbiamo mai avuto l’opportunità di sentirci uniti in una causa comune. Che sia seria o ironica poco importa. Avevamo bisogno di uscire fuori dalla bolla social e fare qualcosa di concreto, di reale, di rompere la quarta parete. Quella di trust the plan è stata un’occasione per opporre resistenza a quella patina di retorica che avvolge la politica e che impedisce a noi giovani di dire la nostra, di esprimerci. La politica è talmente distante da noi che abbiamo bisogno di pagine satiriche come le nostre per poter trovare dei canali attraverso i quali esprimere le nostre idee, la nostra dimensione politica, e provare quindi ad impattare sulla realtà che ci circonda.”

Molti stanno commentando la notizia con parole veramente poco piacevoli, cosa rispondete a chi, oltre a non saper scherzare, prova ad offendervi?

Che qualcuno provi ad offenderci fa parte del gioco. Ormai sui social qualsiasi cosa tu faccia, anche ironicamente, spesso non vieni compreso e attiri offese. E’ scontato e non c’è nessun problema. Se non ti ci abitui non puoi fare nulla. In ogni caso se qualcuno prova ad offenderci io gli risponderei di trustare più forte il piano, perché il piano è metafisico e bisogna trustare nella vita.”

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Qualunque sia la risposta, we trust the plan.

“Finché lo scherzo durerà e ci farà ridere andrà senza dubbio avanti. In questo dobbiamo esser bravi noi a scherzare bene e a far si che che la trollata continui: non bisogna mai abusare degli scherzi. Un augurio che mi faccio è che le intelligenze che si sono messe in moto ed hanno collaborato nella realizzazione del progetto possano trovare anche in futuro una causa comune nella quale credere ed investire, insieme.”

1 comment

Roberto Colleluori 26/05/2021 at 18:39

Eccellente. Bravi bravi bravi. Sarebbe utile tappezzato le città più importanti.

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