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Siria: Tra Zar e Sultano non metterci mano

Miliziani sunniti

Mentre l’attenzione del mondo e’ assorbita dall’epidemia di Covid-19, agli Inglorious Globastards non sfuggono gli sviluppi geopolitici che stanno cambiando l’assetto del Mediterraneo.

In Siria Erdogan e Putin si stanno contendendo alcuni pezzi di territorio. Il Sultano vorrebbe costruire un cordone sanitario oltre la sua frontiera Sud per impedire agli irredentisti curdi di creare problemi alla Turchia. Assad e Putin (che sostiene il dittatore alawita) invece intendono bonificare le ultime sacche di resistenza intorno ad Idlib dei ribelli sunniti che inglobano gli elementi di Al Qaeda e Isis sopravvissuti alla disfatta del Califfato di Raqqa.
Gli scontri hanno provocato diverse vittime tra i soldati turchi urticando i falchi di Ankara.

Per il momento tra i due contendenti e’ stato raggiunto un accordo, che sembra favorire Putin mentre Erdogan si trova a dover difendere una posizione militare e politica molto fragile.

Conscio di cio’, per forzare l’appoggio dell’Europa e della Nato ha spalancato le frontiere con la Grecia ai profughi siriani. Ma anche da questo lato gli e’ andata male. L’UE questa volta ha dato pieno appoggio alla Grecia che ha respinto in modo violento i richiedenti asilo. Insomma la pazienza della Nato e dell’Europa nei confronti del Sultano dopo tante provocazioni (su tutte l’acquisto di missili russi) e le frizioni politiche si sta esaurendo.

Peraltro a Berlino il clima e’ totalmente cambiato rispetto all’ultima volta che Erdogan uso’ la marea umana dei profughi come arma di pressione politica. Oggi l’accoglienza propugnata dalla Merkel e’ solo un lontano ricordo.

Ma il duello tra Zar e Sultano si estende anche alla Libia, dove tocca i nostri interessi diretti, mentre Giggino nel Paese delle Meraviglie dorme tra due guanciali.

Alberto Forchielli

Managing Partner at Mandarin Capital I have developed my strategic abilities thanks to 35 years of managerial experience in international affairs development, with a particular focus on the United States, Europe, and China. Currently, I also deal with dynamics and themes related to the global labor market, as well as talent and skills management at an international level with special attention to problems youth are facing and professional training. I have worked and lived for long periods of time in Santiago, Lima, Buenos Aires, Boston, London, Rome, Turin, Singapore, Kuala Lumpur, Washington DC, Luxembourg, and Munich. Currently, I divide my time between Boston and Bangkok, and I am always aware of themes regarding the global economy, internationalization, and labor globalization. Pragmatic, passionate, and obsessive, I work for ideals not money.

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