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Economia & Finanza

Scostamento di bilancio: quando la politica mente

scostamento di bilancio

La maggioranza di governo, insieme alla quasi totalità dell’opposizione, ha votato a favore di uno scostamento di bilancio per il valore di otto miliardi di euro. Alla Camera i voti favorevoli sono stati 552 e ci sono state 6 astensioni, su un totale di 558 presenti. Invece al Senato i voti favorevoli sono stati 278 e quelli contrari 4 così come gli astenuti.

Tutti leader politici hanno inondato articoli di giornale, i social ed i mediocri talk show offerti dalle reti televisive nostrane con i loro proclami di vittoria. Il segretario PD, Nicola Zingaretti, ha esultato al TG3: “Oggi è una giornata importante per l’Italia, il voto di oggi è un bel segnale di unità della politica”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, sembrava quasi vantarsi: “Il governo si è accorto che senza di noi non va da nessuna parte”. Non è stata da meno Giorgia Meloni, la quale addirittura sostiene che il centrodestra avrebbe costretto il governo a dargli ragione.

Sostanzialmente ogni parte politica ha sfruttato questa questione soltanto per cercare consenso. Nessuno dei leader politici dei partiti più grandi, di maggioranza ma anche di opposizione, è entrato davvero nel merito dell’argomento, anzi: tutti quanti, come se avessero stretto un patto silenzioso, hanno abilmente evitato parlare dei rischi effettivi per le finanze pubbliche dell’ennesimo scostamento di bilancio. Nel nostro Paese quindi riemerge per l’ennesima volta una verità piuttosto amara: la vera maggioranza non è quella dei vari governi che si susseguono, bensì quella dei cialtroni, che mentono spudoratamente all’elettorato, che continuano ad opporsi al MES per paura di perdere consensi, che spacciano uno scostamento di bilancio per una miracolosa manovra economica.

La protesta di Azione e +Europa

Nonostante in Parlamento si trovi una maggioranza decisamente ampia di politicanti che si stanno rivelando, specialmente durante questa pandemia, decisamente inadatti ad onorare il loro mandato, per fortuna che esistono delle eccezioni. La componente Più Europa-Azione, di cui fanno parte tra gli altri Emma Bonino, Gregorio De Falco, Matteo Richetti e Tiziana Drago, non ha votato a favore dello scostamento di bilancio.

In particolare, il Senatore Richetti è intervenuto al Senato ricordando alla platea che, a quanto pare ignara, che mentre si discute di uno scostamento di bilancio per otto miliardi, da giugno è disponibile per l’Italia l’accesso al Mes sanitario. Lo strumento europeo è decisamente più vantaggioso e aiuterebbe in modo concreto ad avere un maggior margine di spesa per la sanità che, altrimenti, il governo dovrebbe finanziare riducendo la spesa altrove o accumulando ulteriore debito.

É stato significativo anche l’intervento alla Camera dell’Onorevole Nunzio Angiola (Azione) che ha sottolineato l’indisponibilità del Ministro della Sanità, Roberto Speranza, a rivelare quanti dei 9 miliardi stanziati per la sanità siano stati effettivamente spesi, informazione che un ministro non avrebbe motivo di tacere. Probabilmente, è solo un maldestro tentativo di nascondere l’ennesima dimostrazione di inefficienza nella gestione della crisi sanitaria. Un insuccesso completo, che coinvolge la tanto inadeguata quanto piena di sè figura del commissario Arcuri, i vari commissari alla sanità della Calabria che si sono succeduti in brevissimo tempo durante questi ultimi giorni e, infine, proprio il Ministro Speranza, che definisce il Mes essenziale pur facendo parte di un partito sempre più populista ed inquinato da ideali rosso-bruni della peggior sinistra populista e guevarista.

Keynes si rivolta nella tomba

Esistono due tipologie di persone: i fan di Keynes e quelli che lo hanno capito. Sfortunatamente, l’arco parlamentare italiano è un fan-club keynesiano, che ha distorto il pensiero di Keynes stesso. Tutti quanti, da Salvini a Fratoianni o chiunque sia ora il leader della sinistra sognatrice attualmente, chiedono sempre margini di spesa maggiori.

Restano avvinghiati all’Unione Europea, che considerano una mucca da mungere che non finirà mai il latte. Com’è ovvio, non sono disposti ad accettare alcuna condizione, costringendo di fatto l’Europa, come i peggiori ricattatori, a redistribuire fondi che sperpereranno in bonus elettorali. Ogni minimo suggerimento da Bruxelles si scatena il putiferio. Subito sentiamo tuonare giornalisti, politici ed opinionisti da quattro soldi: “Ah beh, se l’Europa è questa meglio uscire”. Purtroppo bisogna constatare che i semi di conoscenza coltivati da Keynes, in Italia hanno generato questo.

Qualcuno, come il Professor Carlo Cottarelli, durante i tanti confronti televisivi a cui partecipa ripete spesso un concetto fondamentale espresso da Keynes: ci si indebita solo se in recessione e promuovendo investimenti per rilanciare la crescita del paese. Sono tra questi la riduzione della pressione fiscale, non a debito, o magari la semplificazione e digitalizzazione della PA.

Questo ennesimo scostamento di bilancio, la mancanza di trasparenza del ministro Speranza e il rifiuto del Mes sono chiari segnali di inadeguatezza di questa maggioranza, che comprende anche quasi la totalità di coloro che si fanno chiamare “opposizione”. Ma si sa, stando ai fatti, l’opposizione negli ultimi trent’anni ha sempre finto ostacolare il governo, salvo poi accordarsi su un unico principio: mentire a spese di chi lavora e lavorerà da ora ai prossimi vent’anni.

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2 comments

Dario Greggio 30/11/2020 at 12:24

😀 yeah, and that’s wonderful!

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Paolo Filippelli 30/11/2020 at 22:29

Grande! Proprio bravo!
Ti faccio i miei complimenti!
Sai chi sono e puoi immaginare quanto sono grandi!

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