Politica interna Speaker's Corner

Falce e nasello, San Giovanni piena di sardine (ma abbastanza stagionate)

La piazza delle sadine

L’europarlamentare lampedusano Pietro Bartolo, il viceRaggi Luca Bergamo, Imma Battaglia insieme alla procace moglie Eva Grimaldi, il propagandattore Diego Bianchi “Zoro”, il no-Tav Erri de Luca, il rifondatore della Quarta Internazionale Marco Ferrando, Isabella Ferrari mito del naturismo a 55 anni, il protagonista della meteora dei “girotondi” Paolo Flores d’Arcais. E ancora, Giovanni Floris, Nicola Fratoianni, la presidente dell’Anpi Carla Nespolo, il redivivo Michele Santoro, Nico Stumpo, Nichi Vendola con famiglia. La “novità” delle Sardine può contare anche su di loro.

La sinistra tosta, quella che si sente più orfana di riferimenti (e di idee), ha finalmente l’occasione per ritrovarsi e ricontarsi in piazza. Soddisfatta per averla quasi riempita quella del Laterano, grazie alla chiamata ipermediatica dei quattro eroi “tutti giovani e belli”.

Molto il fai-da-te, poca la creatività a causa dei diktat che censurano l’ostentazione delle storiche e memorabili identità. I cartoncini colorati e ritagliati con la sagoma di sardine anche un po’ sbilenche, colpa del polistirolo o dell’età, costituiscono uno dei pochi lasciapassare. Poi qualche cartello pennarellato con richiami all’antifascismo, buono per tutte le stagioni. Una bandiera della pace assicura colore. Uno striscione della Sinistra sbiancato e riutilizzato seminasconde il retro della scala santa. Innumerevoli le barbe e gli occhiali da intellettuale, per qualcuno accompagnati dal bastone o dalla stampella. Età media elevata, come è possibile rilevare anche dalle fotografie. Ma anche tante famiglie. I fazzoletti dell’Anpi al collo per l’occasione sono più ambiti di quelli di Brunello Cucinelli. Dai salotti alla piazza. Numerose le spillette dell’universo della sinistra antagonista, accomunate dalla rispolverata falce e martello. Kefiah, keffiyeh, kufiya, hatta, il fashion ideologico e ideale per proteggersi dal freddo.

Immancabile Bella Ciao

Molte le ugule impegnate con “Bella Ciao”, qualcuna con “Fischia il vento”. C’è spazio anche per l’inno ufficiale italiano, copyright dell’unico vero rivoluzionario che c’ha rimesso la pelle, tale Goffredo Mameli. Nessuna canzone di chiesa nonostante la presenza dei Papaboys, tipo l’evergreen “Resta con noi”, casomai dedicata a Marco Rizzo, impressionato e risentito per la cacciata delle bandiere rosse dalla piazza ittica a fronte della presenza delle bandiere europee accompagnate dai “consigli interessati” dati da Prodi e Monti. Robaccia che porterebbe Salvini “non al 50 ma all’80 per cento”, secondo lo statista che un tempo auspicava la rifondazione e oggi è solo meramente comunista.

Al centro della piazza un camioncino con amplificatore al posto di quei immensi palchi che sanno tanto di Cgil, Cisl e Uil. Presente anche un gruppo di migranti per l’abolizione del decreto sicurezza. Tanti i richiami alla resistenza e allodio per la Lega.

Mattia Santori, il leader del movimento, con incedere meno televisivo e più da periferia romana, chiede a gran voce la cancellazione del decreto sicurezza. Ma anche una stretta sulla violenza verbale da parte della politica. L’indomani, i 160 referenti delle piazze delle Sardine in riunione allo SpinTime, a pochi passi da San Giovanni, struttura del movimento della lotta per la casa “Action”. Naturalmente occupata. L’antagonismo cambia l’ennesima pelle.

Pierino Vago

Pierino Vago, irriverente canzonatore di costumi, s’affida a pensieri nomadi che finiscono nei milieu più imprevedibili. In una sorta di masochismo perenne, gli unici due punti di riferimento sono i cromosomi sanniti e il sangue giallorosso.

3 comments

Aldo Mariconda - Venezia 15/12/2019 at 19:50

Temo che le considerazioni dell’articolo siano più che vere. Forse un elemento positivo è la richiesta di finirla, da parte dei politici, con la campagna elettorale continua, di pensare anche a governare, a fare dei progetti che non siano solo legati alla contingenza del momento.
E’ una forma di reazione, per certri versi sorprendente quanto alla capacità di mobilitare folle nelle piazze. Temo tuttavia molto la cultura italiana fondamentalmente ostile all’impresa, al merito e al mercato, che non contrasta in linea di principio con un sistema di welfare diffuso. Le due cose possono convivere, come avviene in Danimarca e in Svezia.
Il mondo cambia rapidissimamente. Un movimento nuovo e spontaneo dovrebbe guardare al domani, non al passato!

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Cinque Stelle: da San Giovanni a San Silvestro, sola andata… 07/02/2020 at 18:52

[…] della sorte, ora San Giovanni la riempiono le sardine, nuovi vaffa-isti in un Paese dove i movimenti di protesta (sempre contro la Casta, ora contro il […]

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Sardine o Anguille? | Immoderati 21/02/2020 at 13:06

[…] anche che provavo per loro una istintiva simpatia; il fatto che fossero giovani, che esprimessero un richiamo alla gentilezza e ai buoni propositi, che la Cristallo avesse tenuto testa a Salvini in una delle poche occasioni in cui sono incappato […]

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