Speaker's Corner

Salvini e il Fascino del Meno Peggio

Su Facebook una mia amica di lunga data mi pone una domanda che riflette un pensiero molto diffuso: “Perché prendersela tanto con Salvini? Non è l’ideale, certo, ma chi dovremmo sostenere? Il PD e i 5S? Non capisco perché dalle tue posizioni liberali/liberiste non appoggi invece l’unico politico che, almeno a parole, sembra voler sostenere taglio delle tasse e altre politiche liberali“.

Questo articolo fornisce una spiegazione, per quanto non esaustiva alle illusioni di quella categoria confusa che abbiamo definito “liberali per Salvini“. In effetti la domanda stessa fornisce la risposta: Salvini fa il liberista solo a parole, anzi a chiacchiere da Papeete. E stato al governo per un anno scegliendo personalmente il ministro dell’Economia, ma di misure vagamente liberiste e liberalizzartici non se n’e’ vista l’ombra.

Al contrario ha elargito soldi a palate ad una masnada di parassiti privilegiati con Quota 100 e il Reddito di cittadinanza a una pletora di gente che vive di espedienti, Non ha ridotto le tasse se non per qualche limitato gruppo di partite IVA e le ha alzate per tutti gli altri. Per di più ha inasprito i poteri arbitrari dell’Agenzia delle Entrate. Insomma il governo di cui si vantava di essere il dominus ha dichiarato guerra a imprenditori e imprese fingendo vergognosamente di difenderne gli interessi.

Inoltre ha lasciato un enorme buco nel bilancio pubblico con le clausole di salvaguardia sull’IVA che implicano una sola cosa: altre batoste di tasse in futuro. Insomma Salvini e’ un imbonitore. Sfrutta a piene mani l’ignoranza di un pubblico poco istruito, che si informa pigramente attraverso la TV infestata dai suoi servetti: gente che si spaccia per giornalista (pur essendo sicari di partito). Una corte dei miracoli catodica graziosamente messagli a disposizione da un Berlusconi ormai privo di qualsiasi lucidità e circondato da sicofanti che ne spolpano i resti dell’impero politico e mediatico.

Per finire, da inetto perdigiorno qual e’, Salvini ha affidato la politica economica della sua masnada, a una teppaglia di deficienti in malafede che vogliono l‘uscita dell’Italia dall’euro in modo da far fallire il paese, ridurlo in miseria, attribuire le colpe “all’Europa” e governare sulle macerie, come i castristi a Cuba.

L’unico punto su cui concordo e’ che il M5S e il PD non sono meglio di Salvini. Sono della stessa pasta perché pescano nello stesso elettorato di cialtroni che non hanno alcuna voglia di lavorare e di assumersi le proprie responsabilità. Gli attuali maggiori partiti di governo e di opposizione, rappresentano in solido una classe dirigente da Circo Barnum che si e’ prefissa come unico obiettivo farsi ripagare i debiti dai tedeschi e immediatamente iniziare a farne di nuovi.

Nuova offerta politica

La gente che lavora tenendo a galla l’economia e la classe media che ha tutto da perdere dallo sfascio (di cui Salvini e tutta la Lega di governo sono una delle cause) devono ficcarsi in testa che e’ imperativo sostenere col voto, con l’impegno personale e con i soldi una nuova formazione politica. Altrimenti l’unica scelta sara’ tra la bancarotta con un governo di intellettualoidi comunisti squinternati o un’accozzaglia di fascisti beceri somari che ragliano in TV.

Le ricette per turlupinare i dementi

Bisogna spiegare anche i telelobotomizzati che se fosse possibile risolvere i problemi economici accumulando debiti e spendendo il malloppo per foraggiare parassiti e sfaticati, avremmo trovato il Bengodi. Faremmo tutti allegramente i parassiti e gli sfaticati, perché non esiste al mondo cosa più facile che indebitarsi e distribuire prebende alla folla osannante.

Non ci sarebbe bisogno di un governo, basterebbe un computer che al minimo segno di recessione o rallentamento economico emetterebbe più titoli del debito pubblico e distribuirebbe il ricavato a pioggia. Non occorrerebbe pagare le tasse perché il governo potrebbe finanziare tutte le spese con pezzetti di carta colorata. Purtroppo questa favola in Italia ha attecchito da decenni (a cominciare dai governi democristiani) e ha causato i disastri che finora abbiamo pagato a caro prezzo.

Salvini, formatosi politicamente nei centri sociali dell’estrema sinistra, batte su questa grancassa perché sa che la gente disperata si aggrappa a qualsiasi menzogna. Esattamente come i malati terminali di cancro si aggrappavano al cosiddetto “metodo Di Bella” o i genitori di bambini affetti da gravi malattie si aggrappavano al “metodo Stamina” propagandato dalle Iene sulla TV di Berlusconi. Questi imbonitori impuniti non erano diversi da Salvini che vende il suo olio di serpente economico con la complicità di falliti spacciati in TV per economisti e di altri personaggi di simpatie naziste al soldo dei russi.

Il risentimento contro gli immigrati

Inoltre Salvini sfrutta il risentimento contro gli emigrati (che sicuramente costituiscono un problema, ma un problema facilmente gestibile come fanno da decenni a Dubai con minimi problemi). Ma se Salvini da Ministro dell’Interno non e’ mai andato alle riunioni dei Consigli Europei dove appunto si affrontava il tema dell’immigrazione, come pretende di risolverlo?

E per finire andrebbe ricordato al pubblico telelobotomizzato che la legge sull’immigrazione in Italia l’hanno firmata due soggetti che si chiamano Bossi e Fini. Salvini (insieme alla Meloni) fa finta di non conoscerli. In tutte le dirette Facebook e le interviste in TV non ne parla mai. E ovviamente i sicari di partito spacciati per giornalisti si guardano bene dal chiedergliene conto. Ecco perché Salvini può continuare ad essere un imbonitore.

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

2 comments

Dario Greggio 18/01/2020 at 19:31

ovvio, ma parole sprecate in mafialandia.

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Aldo Mariconda - Venezia 18/01/2020 at 19:58

Larticolo è bellissimo e fa un quadro di Salvini che condivido al 100%. Tuttavia se vogliamo capire il successo della Lega non possiamo non tener conto di alcuni fattori di crisi dell’Italia. Tra questi:
-La stagnazione economica che . V. i dati OCSE, dura da 20 anni. Abbiamo un po’ perso in termini di PIL/pro-capite mentre gli altri sono andati avanti
– L’impatto della globalizzazione in termini di concentrazione della ricchezza, perdita di peso e di potere d’acquisto della classe media diminuito, aumento delle fasce povere
– Lavoro nel settotre privato sempre più precario e problema dei giovani
– Percezione diffusa di insicurezza anche alimentato dalle norme sui domiciliari e da situazioni critiche sopratutto nelle periferie anche legate a concentrazioni di immigrati irregolari, zingari ecc.

Le soluzioni di Salvini sono illusiorie, ingannevoli e sbagliate. Ma manca una proposta alternativa di stampo liberale che sia imperniata su una STRATEGIA DI SVILUPPO attraverso quelle riforme (V. Cottarelli, IMF. CEFOS, EU Commission ecc.). Abbiamo troppe normative e confuse, V. CGIA di Mestre e Ambrosetti House, una Giustizia che non funziona, troppa burocrazia, fisco e incombenze pesanti per l’impresa. Insomma, l’Italia non è un Paese in cui conviene investire. Bisogna invertire questa tendenza, creare sviluppo per ripensare anche al welfare.
E non è l’attuale governo in grado di implementare questa politica, ma purtroppo non basta porsi come obiettivo quello di evitare Salvini. Bisogna veramente avviare una politica a favore dell’impresa e della crescita, certo anche compatibile con l’ambiente.

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