Speaker's Corner

Ritratti della III Repubblica| Alberto Bagnai, il pifferaio magico della Lega

Siamo già alla seconda esperienza di governo della Terza Repubblica, in un paese in cui i governi hanno una durata media di circa un anno e due mesi. In mezzo a questa instabilità permanente esiste tuttavia una certezza: continuiamo a versare nella fase più buia di selezione della classe dirigente. Senatori antisemiti, ministri senza laurea, parlamentari rissosi… l’emorragia politica italiana non si lascia certo accusare di scarsa originalità. Ma come disse un grande ideologo marxista, è il chiaroscuro fra il vecchio mondo morente e il nuovo mondo incipiente ad essere terreno fertile per la nascita dei mostri. Come il senatore Alberto Bagnai.

Siamo sicuri che il professor Bagnai non ce ne vorrà per questa definizione: da classicista qual è non potrà certo ignorare il significato originario del termine ‘monstrum’, tutt’altro che spregiativo. Quel che dovrà perdonarci, invece, è il fatto che sulla scelta dell’accezione gli lasceremo il beneficio del dubbio. Economista di punta della Lega e del think tank euroscettico, Bagnai è uno dei parlamentari più popolari tra le forze sovraniste italiane. Ognuno di noi, almeno una volta, si è imbattuto nella figura del sacro docente fiorentino: egli non si limita a diffondere il verbo salviniano nelle classiche sedi televisive, come Omnibus o Coffee Break, ma imperversa nel Web con il suo blog di successo e le sue interviste tendenziose nel canale di Claudio Messora; lo stesso canale, per intenderci, che ha dato visibilità alla figura di Andrew Wakefield, il ciarlatano che ha sdoganato la falsa correlazione tra vaccini e autismo.

Tuttavia ridurre Bagnai alla stregua di un mistificatore sarebbe errato, prima ancora che scorretto. Certo, il professore propone da anni di uscire dall’Euro per tornare a svalutare in maniera competitiva, col risultato inevitabile di ridurre i salari reali dei lavoratori; un dettaglio, quest’ultimo, che il buon Bagnai si dimentica sempre di citare nelle sue filippiche contro la moneta unica. Ma cosa volete che importi? Le ricette economiche del professore non sono certo acclamate per la loro bontà, tutta da verificare, ma per quell’efficacia retorica di cui il senatore leghista è maestro indiscusso. Bagnai è infatti un oratore istrionico dalle doti eccezionali. Imperturbabile nel portamento e misurato nel confronto, esibisce sempre un tono conciliante al limite dell’affettazione, cui unisce un repertorio di formule artefatte che servono a guadagnarsi la benevolenza dell’interlocutore: “dirò una banalità, mi perdonerete”, “vi ringrazio se mi date del ‘politico’, significa che mi sto adattando bene all’ambiente”, “apprezzo molto la possibilità di dialogare con lei” e altre amenità simili.

Tuttavia il compito del senatore Bagnai, all’interno del principale partito d’opposizione, non è semplicemente quello di infiocchettare discorsi. No, l’economista della Lega svolge una funzione mediatica ben precisa: conferire un tocco di erudizione a un partito che ha fatto della lotta alle élites culturali il suo marchio di fabbrica. Laddove le forze di sinistra fanno leva sulla rozzezza di Salvini, con autogol elettorali clamorosi, ivi la Lega contrattacca con l’intellettualismo da salotto di Bagnai. Il manierismo classicista del senatore fiorentino è un esperimento, un’operazione culturale che cerca di trapiantare nella prassi e nella propaganda leghista, non certo famose per la loro raffinatezza, quel non so che di elevato, ricercato, aulico; magari occultando, con l’eleganza della forma, un ben più discutibile contenuto. Il Cicerone euroscettico è il prototipo dell’uso distorto della cultura classica. Quella verso cui nutriamo una sconfinata quanto legittima ammirazione, ma da cui talvolta ci lasciamo sedurre troppo facilmente. Perciò Bagnai è nel chiaroscuro fra una classe politica decadente e una rinnovata: a fronte di una preparazione tecnico-culturale di alto livello si affianca un uso deteriore della medesima.

Paradossalmente il senatore leghista è proprio il contrassegno del nostro tempo segnato da una crisi culturale che ci rende incapaci di distinguere un discorso scarno, ma sensato, da un discorso ingioiellato, ma vuoto. Da questa prospettiva Bagnai ricorda molto la figura di Trimalchione, il liberto arricchito nato dal genio letterario di Petronio. Quando i protagonisti del Satyricon entrano nella sua dimora in occasione della cena, Trimalchione è intento a esibire la propria ricchezza in maniera dissoluta e volgare: stuzzicadenti d’argento, scacchiera con monete d’oro al posto delle pedine, tovaglioli listati di porpora… qualsiasi cosa è utile a stupire i commensali. Cultura compresa. Peccato che nel far sfoggio di quest’ultima egli dia prova della sua immensa ignoranza, dichiarando come propri dei versi che in realtà erano stati composti da Lucrezio e altri poeti. L’esibizione fine a sé stessa della cultura è un’arma a doppio taglio: può affabulare i più disattenti, ma può smascherarti di fronte ad altri. Difatti qualcuno un po’ più autorevole di Bagnai ci aveva avvisati: «Chi sa di essere profondo, si sforza di esser chiaro. Chi vuole apparire profondo alla folla, si sforza di esser oscuro…», scriveva Nietzsche ne “La gaia scienza”. Chissà, magari Bagnai potrebbe prendere questo ritratto come un complimento: in fondo sembra che all’ambiente si sia adattato benissimo.

Avete letto un contributo di uno dei nostri collaboratori esterni. Le idee e le posizioni riportate nell’articolo non coincidono necessariamente con quelle della redazione e dell’editore de Gli Immoderati.

Maurizio Mascitti

Classe ‘97, al momento specializzando in Filosofia al San Raffaele di Milano (unisr). Coltivo la passione per la scrittura collaborando con alcune riviste e blog online, soprattutto per temi di politica e attualità.

44 comments

Aldo Mariconda - Venezia 30/12/2019 at 18:24

Bagnai non credo sia ignorante, anche se non mi risulta quotato come un grande economista. E’ uno che dietro la parvenza sxcientifica non fa un quadro completo di una scelta a mio avviso perniciosa, quella dell’uscita dall’Euro.
Sicuramente non siamo entrati nel modo migliore nella moneta unica: il cambio Lira/Euro di fatto è scaduto quasi a 1€ = 1000 Lit.; inoltre, non eravamo in regola con i conti pubblici, dato il livello del debito e il governo di allora ha fatto forse un atto di coraggio nell’aderire alla moneta unica proprio per essere costretti ad una migliore gestione dei conti pubblici.
Detto questo, non è che uscendo avremmo dei vantaggi. l’Euro ha giovato sull’onere di interessi che lo Stato deve pagare per finanziare il nostro debito. L’economia ha tratto vantaggio dalla stabilità dei cambi ed è significativo che Confindustria e le altre associazioni imprenditoriuali e comunque tutto il Nord produttivo non voglia l’uscita.
Tornare alla Lira comporterebbe:
– Alimentare la sfiducia in chi sottoscrive i ns. titoli del debito pubblico perché
– Lo spread si amplierebbe a forbice e l’inflazione salirebbe alle stelle. Ricordiamo gli anni ’70?
– Tutti cioloro che hanno reddito fisso sarebbero penalizzati in termini di potere d’acquisto
– L’economia non avrebbe vantaggi da una ns. ripresa di sovranità sulla moneta e quindi sul giochetto della svalutazione perché la ns. industria è prevalentemente di trasformazione.
– Aggiungerei: già soffriamo di scarsa produttività del sistema Italia, nel pubblico causa l’enorme carico di norme, la burocrazia forte, lenta e inefficiente, troppe tasse sulle imprese e P. Iva, Giustizia che conosciamo, ecc., avremmo qualcge impresa che approfittando delle svalutazioni c.d. competitive si asterrebbe o ridurrebbe l’investimento in produttività, tipo Industry 4,0.

Quindi, non solo Bagnai, ma metterei insieme il trio Bagnai, Borghi e Rinaldi, fanno proposte ingannevoli e dannose.
Cosa c’è dietro? Fare della dietrologia è sempre rischioso e si può sbagliare. Io faccio il seguente ragionamento: l’Italia ha bisogno di riforme radicali (mi riferisco a Cottarelli per rapidità, V. I Sette Peccati Capitali dell’Economia Italiana, che comunque riflette le tersi ben più serie di IMF, OCSE, EU e di tanti osservatori internazionali). La Lega oggi sovranista e nazionalpopolare attira consensi promettendo di tutto come se il bilancio pubblico fosse un pozzo senza fondo ma non ha il coraggio di affrontare le riforme (che sono impopolari, toccano un establishement trasversale che non le vuole. Non a caso la Thatcher e Schroeder hanno perso il potere). Allora, sfondare i conti pubblici, non avere più i doveri di rispetto dei parametri EU, controllare la moneta, togliere – ed è tesi di Borghi – l’autonomia a Bankitalia, vuol dire costringere quest’ultima a battere monetra, a comprare titoli del debito pubblico, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.
Questa non è politica economicva. Se la mia ipotesi fosse vera, sarebbe pura cialtrioneria, mascherata dalla forma gentilke e dal paravento dell’accadcemia!
Last but not least: Malgrado le posizioni del trio Bagnai Borghi e FRinaldi, consulenti e ispiratori di Salvini il quale si è fatto vedere in TV con la maglietta NO EURO in campagna elettorale, ora ha affermato che non si è mai sognato di uscirne. L’economia vive molto di certezze. Quale impressione diamo come Paese ad un investitore estero, ma anche interno, e a chi finanzia il ns. debito pubblico?
Una cosa è fare il politico, e ogni opinione è degna di rispetto, altra è fare il politicante cialtrone che non governa e fa solo campagna elettoraler prospettando soluzioni false e apparentemente facili a problemi complessi. E questo atteggiamento, secondo Marc Lazar e Ilvo Diamanti, è la caratteristica del sovranismo.
C’è chi pensa che Salvini sia abilissimo nel catturare voti ma poi non andrà contro l’imprenditoria del Nord. Magari!

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Graziella Moretti 31/12/2019 at 16:36

Lei situa il suo ragionamento in un ristretto ambito neoliberista, che vuol dire no Stato e tutto mercato. Infatti è questa la filosofia politica cui si ispira la Uem. E per la quale la nostra è stata condannata al ristagno a causa del principio della deflazione salariale e della compressione della domanda interna. L uscita dalla euro è tutt’altro che una cosa semplice e nemmeno bagnai ha la formula giusta

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Piergiuseppe Orsi 31/12/2019 at 18:37

Quindi secondo le sue elucubrazioni sul carattere italico, è giusto e sacrosanto che prendiamo ordini da mane a sera dai nostri parenti europei. Nessuno ci ha mai spiegato perché siamo diventati lo zerbino della comunità europea. Attendo ulteriori approfondimenti da suo essere italiano.

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 18:48

Guarda che sei tu ad essere diventato lo zerbino della società a furia di leggere e crede alle bojate che ti inculcano i mestatori alla Bagnai. Loro si pappano un stipendio che non avrebbero visto mai nemmeno in cartolina e voi babbei rimanete a sputare veleno.

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Dario 05/01/2020 at 19:23

Bagnai ha un blog e si assume le responsabilità di quello che afferma e fino ad ora ( dal 2011) le ha azzeccate tutte. Tu dall alto della tua ” scienza pecorina” oltre a criticare e offendere gli altri ed a lavorare con i riciclatori cosa proponi ?

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Roberto 01/01/2020 at 09:53

Prima di denigrare devi studiare da dove deriva il valore della moneta, chi ne è il vero proprietario e chi non lo deve essere. Prima va capito il suo status giuridico mai applicato. Se sei contento di regalare 80 miliardi di euro all’anno a chi ti impresta abusivamente ed incostituzionalmente una cosa che puoi crearti in proprio per il bene comune e non per l’avidità del criminalcapitalismo dove pochi ricchi lo sono sempre di più ed i poveri sempre più poveri. Si chiama neoliberismo anzi finazismo ossia nazismo finanziario che si appropria dei beni comuni inalienabili rendendoti schiavo a vita, generazioni future comprese. Il sistema economico attuale va ribaltato alla radice del male. Diversamente si é conniventi ed in malafede a meno che non se ne ignori la causa, come spero sia il tuo caso. Domandati perchè il debito sommato di tutti gli Stati é varie volte il PIL mondiale e chi sono i creditori ? Sono i marziani ? Apri gli occhi! Ciao.roberto

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Giorgiovanni 30/12/2019 at 22:35

Te se magna.

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Dario 31/12/2019 at 01:28

L’Italietta pre € e pre Maastricht era una potenza economica mondiale, la produttività era elevata, la disoccupazione bassa e l’inflazione non era un problema grazie alla scala mobile. Il debito pubblico infine è schizzato a causa del divorzio ideologico fra Tesoro e Banca d’Italia.
L’articolo è un’invettiva ad personam: Bagnai sarebbe un novello Trimalchione? Allora deve esserlo anche il premio nobel Stiglitz dato che entrambi dicono molte cose simili!

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 18:51

Una potenza economica fallita che dagli anni 70 agli anni 90 e’ dovuta andare più volte col cappello in mano a chiedere prestiti in giro per il mondo per poter assicurare il cibo sulle tavole dei suoi cittadini. Ma questo i vari Bagnai non lo dicono ai ritardati anonimi che credono alle loro menzogne, vero?

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Massimo 31/12/2019 at 10:31

Quindi Lei avalla il fatto che quattro straccioni in base a non so quale diritto ( forse ” divino” Deuteronomio: voi (soggetto privato) presterete denaro ma non ve lo farete prestare) possano creare denaro dal nulla e prestarlo agli Stati dotati di sovranità che viene non da un Dio ma dal popolo e impoverire e rendere schiavi milioni di individui! Beh, la scuso visto che è del 97 e quindi giovanissimo, ma invece della filosofia studi la nostra Costituzioni che è il frutto del sacrificio di suoi simili e cerchi di capire il concetto di democrazia. E lascia stare Bagnai che è un Grande!

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 19:27

Io sono del 61 e ti posso assicurare che sei tu il cretino (peraltro vigliacco anonimo e fallito) che si abbevera dai liquami di fogna che quattro bestie ti hanno propinato, facendo leva sulla tua credulità di cialtrone ignorante. E la tua confusione mentale la certifichi con queste citazioni da malato di mente che mettono insieme la Costituzione (che ovviamente non hai letto) con i testi sacri (che ovviamente non capisci).

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Federico 31/12/2019 at 11:15

Articolo coraggioso, dato l’altissimo rischio di aggressioni verbali nello Stadio della politica composto da fazioni (l’ Italia è una e da sempre divisa ). Ogni qualvolta , ormai sempre più di rado , riesco a tollerare fino a due minuti di slogan propagandistici propri agli ambienti istituzionali, mi torna in mente il grande Tognazzi nei panni del Conte Mascetti in Amici Miei con le sue “supercazzole “.

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Michele Pesce 31/12/2019 at 13:45

argumentum ad hominem: mai riconoscere valore alle idee dell’avversario discutendone il merito.
Ne faremo di strada così …
Eloquio cristallino a sostegno di un ottimo contributo alla negazione di un dibattito che, se fosse franco, rischierebbe di intaccare interessi che devono restare al riparo dalla critica aperta della pubblica opinione e da processi elettorali.
Per il nuovo anno le auguro la svolta che la sua carriera merita. Ad maiora!

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 18:46

Non ce’ niente da dibattere con Bagnai. E’ solo un propagatore di menzogne per gente senza cervello e senza alcuna preparazione culturale, che crede alle favole. Fattene una ragione.

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Claudio Driver 31/12/2019 at 14:03

Perché non motivi le cose che dici?

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Ivano 31/12/2019 at 14:58

Un articolo che trasuda ignoranza (sui temi economici, e non solo) in ogni suo passaggio. Ecco, il punto è proprio questo: per contestare una tesi (quella della perniciosità del sistema euro) non si utilizzano argomentazioni scientifiche, ma elucubrazioni a metà tra il banale e l’offensivo. Ma siete sicuri di essere giornalisti?

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Graziella Moretti 31/12/2019 at 16:04

Bagnai non mi convincerà certo a votare Lega, ma ho visto come scrive anche se le ultime performance non ne parlano bene. Sarei meno sprezzante e liquidatorio al posto del autore non fosse altro perché non mostra altrettanta cognizione in termini di storia della euro e destini della italia ma una acritica adesione alla mitologia europeista

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Patrizia 31/12/2019 at 18:14

Dissento profondamente da questo ritratto che il Mascitti fornisce di Alberto Bagnai, il quale si distingue per rara e autentica cultura, che spazia dall’economia alla musica antica(di cui è appassionato studioso oltre che valente concertista), non solo tra i leghisti, ma anche rispetto a moltissimi intellettuali da talk show cosiddetti di sinistra. Ricordo che il senatore Bagnai è uomo che arriva da sinistra, dove purtroppo le posizioni che si discostano dalla visione ufficiale ortodossa della politica economica UE sono stigmatizzate a prescindere. E non si tratta di un “pifferaio” :se il sig. Mascitti avesse frequentato un po di piu il blog di Bagnai, ma anche solo le interviste che lo vedono protagonista su vari canali (ovviamente non generalisti) saprebbe che il suddetto senatore, che non sarebbe mai stato candidato nelle liste dello schieramento
che non riesco a definire di sinistra, invita continuamente i cittadini ad INFORMARSI e a studiare per potersi formare un’opinione consapevole sulle questioni. Non ho mai votato lega e probabilmente non lo farò mai, ma di fronte a certe forme di denigrazione di esponenti di valore di uno schieramento che nella visione del sig. Mascitti e di troppi giornalisti politically correct deve essere per forza composto da trogloditi la tentazione viene…

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 18:45

Il blog di Bagnai contiene un cumulo di falsità che lui sapientemente distilla ad un pubblico di irrimediabili idioti comne te. E tra l’altro e’ anche disonesto intellettualmente perché dai commenti alle sue farneticazioni di accademico fallito censura quelli lo svergognano come millantatore e ciarlatano e lascia solo i commenti incensatori delle bestie che credono alle sue fregnacce.
Gli unici trogloditi che conosco sono i vigliacchi anonimi come te pagati per gestire profili fake. E adesso vai a frignare al Papeete.

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Dario 06/01/2020 at 00:46

Le tue offese ti auto qualificano. Al posto di Bagnai quali sono le soluzioni che proponi ? possibilmente senza bestemmie e parolacce.

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Stefano 31/12/2019 at 19:48

Articolo molto tendenzioso e poco corretto.
Una gioventù buttata nel cesso. Informati meglio e cresci. Bolli anche Messora che ti sta 10 spanne sopra come giornalista

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Fabio Scacciavillani 05/01/2020 at 18:39

Adesso i somaristi vi pagano pure per venire a sputare veleno qui? Avete esaurito le scorte di mojitos, oltre che di neuroni?

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Gesino 31/12/2019 at 23:57

Caro Maurizio, perdonami ma il tuo articolo è palesemente fazioso. Capisco l’esser schierati e giustamente polemizzare con chi di controparte, ma screditare senza conoscere nel dettaglio è poco “nobile”. Mi scuso, meglio pronunciare una parola tipo “felice”, non vorrei apparire classista.
Indipendente dalla posizione politica, ritengo che Bagnai sia un uomo di grande cultura, se non il numero uno di Italia sia per conoscenza che per esposizione degli argomenti.
La mancanza di conoscenza del soggetto criticato è evidente per chi ha letto, come me, I suoi testi. Non è vero quanto tu dici innanzitutto sui salari reali, e comunque nei suoi testi trovi serenamente le risposte.
Se conoscessi veramente Bagnai, sapresti anche che da persona onestà intellettualmente, tralasciando la posizione politica, nei suoi testi ti spiega chiaramente che l’euro può anche esistere a patto che i paesi in surplus siano disposti a bilanciare i conti come funziona per esempio negli Stati Uniti d’America tramite FED, ma la BCE non è la FED.
Inoltre, se conoscessi bene Bagnai sapresti che lui non si ritiene inventore e scopritore di nulla, ma ti dice che il mancato funzionamento dell’euro è teorizzato e spiegato da decenni da economisti molto più grandi di lui, nonché premi Nobel per l’economia, anzi, macroeconomia per essere precisi.
Se posso permettermi di darti un consiglio, prima di criticare sarebbe bene conoscere a fondo le persone.
Buona vita

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Marco 01/01/2020 at 01:12

Mascitti e Mariconda, un’ottima compagnia. Il primo ignora sentenze della magistratura italiana come il motivo per cui se sbaglia una casa farmaceutica i danni li paga lo stato. Come mai Maurizio? Spari sentenze dall’alto della tua ignoranza e scrivi articoli dispregiativi commissionati da chi? Quattro inutili sardine in scatola che non piacciono a nessuno?
Mariconda sei mai stato in Giappone? Prima di scrivere cazzate sul ruolo della Banca d’Italia e ipotizzare scenari drammatici all’uscita dall’euro studia come andava l’economia italiana sino al 1981 sempre che tu abbia un minimo di intelligenza aperta all’autocritica. Normalmente voi sinistridioti avete la presunzione di dispensare verità mentre affogate nella vostra ignoranza.

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Luca Massimo 01/01/2020 at 01:37

Tu a Bagnai non potresti lustrare neppure le scarpe sei solo un prolisso aspirante sardina del ceo capitalism.
Prova a scrivere meno scemenze ed a trombare di più.

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Gianluca 01/01/2020 at 09:19

Mamma mia quanta superficialità in questo articolo. È il prototipo di chi parla senza aver letto o capito nulla: caro ragazzo, hai davanti spianata una carriera da giornalista.
E il giornale per il quale scriversi so’ già che non dovrò comprarlo.

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Giorgio 01/01/2020 at 09:48

Un laureato in filosofia che spiega l’economia a Bagnai… andiamo bene!

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Franco 01/01/2020 at 10:07

Falsa correlazione tra vaccini e autismo… Questo “post” si commenta da solo, mia nipote è stata affetta da sindrome di Kawasaki.
Quando? Subito dopo un vaccino.
Ma si sa son tutti casi

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Simone 01/01/2020 at 11:16

Come solitamente accade chi vota a destra è necessariamente ignorante, queste continue insinuazioni, prive di fondamento, fanno aumentare la voglia di avvicinarsi a Salvini. Alla gente non piace farsi dare dell’ignorante non lo avete ancora capito?
Quando parlate di economia fareste bene ad essere più informati , specialmente se dovete controbattere le posizioni di un grande economista.
Il dato di fatto che molti dimenticano è che l’Italia prima di entrare nell’euro era la 4 potenza economica del mondo , questo è un fatto. Quando entrammo nell’euro Prodi accettò un cambio che neanche il più ignorante dei contadini avrebbe accettato.
Lo spread, è stato fatto in modo e maniera da arricchire la Germania, anche questo fatto, ahimè, con malizia, dai nostri accondiscendenti politici, nel calcolo del debito tedesco, per fare un esempio, mancano indebiti dei lender , le regioni germaniche, nel nostro debito invece sono incluse. Se avessimo il solito modo di calcolare il debito la germania avrebbenil debito pari al nostro ergo, spread uguale a truffa.
Dovete sapere che l’euro è una moneta a debito differentemente dalla flat money che era la moneta stampata dallo stato che non creava debito se non con lo stato stesso, la banca centrale stampava denaro che serviva per lo svolgimento delle funzioni dello stesso, gli interessi generati venivano reinvestiti nello stato. La moneta a debito, l’euro , funziona con una richiesta dello stato che per ipotesi necessità di 10 per mandare avanti le attività dello stesso, a fine anno ne deve restituire 1, se deve restituire 1 deve fare dei tagli (scuole, sanità ecc) l’anno successivo ne chiede altri 10 ma deve restituire 1 dell’anno precedente e 1 di quest’anno e così via. Questo cosa vuol dire? Che con la moneta a debito, l’euro, con tutta la buona volontà di qualsiasi amministratore il debito è destinato ad aumentare.
Poi dovete spiegarmi la diminuzione degli stipendi, pensate che cambiando moneta il potere di acquisto diminuisca? Cavolate, la nuova moneta circola all’interno di uno stato sovrano dove si spende quella determinata moneta che probabilmente varrà in termini internazionali solo il 20/30% in meno dell’euro.(il dollaro è arrivato ad essere 50% in meno)
Poi un piccolo particolare che in molti scordano, l’unione europea e tutti i regolamenti della stessa non sono compatibili con la nostra costituzione, se ci fosse una corte costituzionale in buona fede saremmo già fuori dall’euro da molto tempo. Lo stato Italiano NON PUÒ CEDERE SOVRANITÀ.

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Sandro Perini 01/01/2020 at 12:07

Caro Maurizio Bagnai o no da ignorante so una cosa che con l’entrata nel l’Euro il mio stipendio ha perso un potere d’acquisto intorno ai 6/700 Euro pur aumentando da 36 a 39 ore settimanali l’orario di lavoro.
Auguri buon Anno Sandro.

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Valerio 01/01/2020 at 13:28

Comincia la macchina del fango?

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Dario 01/01/2020 at 13:49

Ma lei a 22 anni si permette di giudicare le opere e gli scritti di Bagnai? Ma se non rappresnti nulla e nessuno! Ma cosa vorrebbe insinuare? Lei è un nano in confronto a lui. Fossi io Bagnai valuterei una bella querela per diffamazione.

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Dario 01/01/2020 at 13:54

Ma lei sa che la Cina ha il debito pubblico al 300%? Tutto quello che dice non è corretto anzi è falso. A iniziare dalla produttività e italiana a tutto il resto. Il resto verrà da se senza bisogno di voi scienziati che denigrate le persone in quanto vittime di una stampa mainstream.

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Demis Luffarelli 01/01/2020 at 14:23

Le do un consiglio, prima di parlare di svalutazione competitiva, legga qualcosa di economia, altrimenti continui a filosofeggiare senza sconfinare in altri ambiti, correndo il rischio di fare delle brutte figure.

Prima di parlare del Prof. Bagnai, inoltre, avrebbe fatto bene ad approfittare leggendo il libro che gli ha dato la fama meritata.

Le spiego un paio di cose, anche se ho paura che senza le dovute basi, potrebbe essere inutile.

Intanto, la svalutazione (e la rivalutazione) è la normale applicazione della legge della domanda e dell’offerta, pertanto, più prodotti italiani sono richiesti dal resto del mondo, più la valuta italiana si dovrebbe apprezzare rispetto alle valute estere; quindi, la svalutazione in generale non è un male (come si lascerebbe intendere dal termine “competitiva”), ma è necessaria al fine di prezzare la moneta di una Nazione, rispetto alle altre valute. Con l’Euro viene forzato questo meccanismo, per cui si ha il cambio bloccato tra le valute dei Paesi membri, violando appunto la regola base della domanda e dell’offerta tra le valute, regola che continua ad esistere tra Euro e Dollaro, ma non tra Euro tedesco ed Euro italiano.

Seconda cosa, la macelleria sociale dei lavoratori è dovuta proprio alla moneta che una nazione non si può permettere (troppo forte, come per noi l’Euro), perchè se la moneta non può essere svalutata per definizione (tra Italia e Germania ad esempio, a causa del cambio bloccato per la presenza dell’Euro), allora l’unico modo per continuare a vendere i nostri prodotti all’estero è quello di abbassare il prezzo dei prodotti stessi, e ciò è possibile farlo solamente tagliando i salari dei lavoratori (invece, con una PROPRIA moneta prezzata nei mercati internazionali, non è necessario abbassarne il salario, poiché ci pensa direttamente la moneta a fluttuare al fine che un Paese possa continuare a vendere i propri prodotti, e seppur il salario reale diminuisce a causa della svalutazione della moneta, il lavoratore prenderà sempre lo stesso stipendio di prima in termini di valuta locale, senza subire l’aumento dei prezzi, e soprattutto senza perdere alcun diritto acquisito (nessuna modifica del proprio contratto). Non ci crede? Vada a leggere i dati relativi alla svalutazione del 1992 e alla relativa inflazione: qualora la svalutazione fosse stata “mangiata” dalla conseguente inflazione, avrebbe ragione lei, ma così non è stato e non sarà nel caso di uscita dall’Euro); come si fa ad abbassare i salari col cambio bloccato, ovvero con l’Euro? Ma è molto semplice: eliminazione dei contratti a tempo indeterminato e a poco a poco di tutti i diritti dei lavoratori, con disoccupazione che deve restare al di sopra di determinate percentuali al fine di creare un nuovo mercato dei lavoratori (qui sì che vale la legge della domanda e dell’offerta…), arrivo di nuova manodopera straniera pagata 2 soldi, ecc. ecc.

Quindi, vi sono 2 modi per diminuire i salari reali, il primo è quello di tagliare i salari col cambio bloccato (ovvero quelle che succede ovvero è successo esattamente con l’Euro, e perché lei non ne parla?), con tanto di macelleria sociale, mentre il secondo è quello che non prevede alcuna macelleria, perchè nel 1992 mio padre ha continuato a prendere lo stesso stipendio in termini di Lire, non ha trovato al supermercato prodotti più costosi a seguito dell’Uscita dell’Italia dallo SME Credibile (antipasto dell’Euro), e non è stata fatta macelleria sociale.

Anche la storia dell’Italia del 1992 è importante, così come la storia della riunificazione delle 2 Germanie, con l’inganno della moneta forte rivalutata del 300% ad Est in una notte, se la vada a leggere!

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Stefano 01/01/2020 at 20:50

Chapeau

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Giangiacomo Aliprandi 06/01/2020 at 11:36

Mai lette così tante idiozie in poche righe. Le rispondo brevemente. 1) L’ euro non é la causa dei nostri mali perché la Tfp italiana cala a partire dagli anni ‘70; avevamo l’euro all’epoca vero?; 2) Le svalutazioni degli anni ‘70 e ‘80 tanto care ai running dogs di Bagnai avevano lo straordinario potere di ridurre il salario reale dei lavoratori; 3) dal 1950 al 1999 abbiamo svalutato la lira rispetto al marco dell’84% e non mi pare che la Wolkswagen abbia chiuso i battenti; 4) le svalutazioni non hanno impedito la caduta del reddito procapite italiano iniziata nel 1978; 5) se l’euro é la rovina del nostro export, come mai l’export italiano negli ultimi anni ha ottenuto risultati considerevoli? 6) provi a ragionare (…): prima di andare in Parlamento Bagnai afferma: “ l’€ é la causa dei nostri mali”; entrato in Parlamento, fa parte di una coalizione che dichiara apertamente di non voler abbandonare la moneta unica. Quindi, delle due l’una: 1) o mentiva quando affermava che la moneta unica fosse la causa di ogni male, prendendo per i fondelli i furbissimi elettori della Lega, 2) oppure mentiva quando, durante il primo governo Conte, affermava di non voler uscire dall’euro, scherzando pericolosamente con i risparmi degli italiani.
Il sospetto che il simpatico e intelligente Bagnai vi abbia tirato fango in faccia per andare in Parlamento, guadagnare legittimamente 13/15.000 € al mese ( euro, non lire svalutate, capito?) e riscattare la sua brillante carriera universitaria non vi viene, vero? Distinti saluti.

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Giangiacomo Aliprandi 06/01/2020 at 12:19

Ovviamente, il mio commento era rivolto al dott. Luffarelli, e non al bellissimo articolo del dott. Mascitti.

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Dario 06/01/2020 at 12:51

Come mai negli anni 70 e 80 le famiglie riuscivano a pagarsi i mutui ed oggi non riescono nemmeno ad accedere ad i mutui ? Come mai la Volkswagen e tutta la Germania erano sull orlo del fallimento verso la fine degli anni 90 ? Per essere competitivi bisogna abbassare i salari e mi pare che tenedoli fissi da oltre 20 anni è come averli abbassati perché nel frattempo è aumentato tutto. La riprova? Il risparmio sceso a zero mentre negli anni 90 si risparmiava..

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Giangiacomo Aliprandi 07/01/2020 at 23:39

Dario non dire sciocchezze, alla fine degli anni ’90 come stava la Fiat? E l’Italia com’era messa? I nostri salari non crescono perché la produttività è bassa. Ripeto quanto ho scritto poco sopra, in Italia la Tfp e il reddito pro capite iniziano a calare negli anni ’70, avevamo l’euro all’epoca? L’Italia paga la sua miopia politica, iniziata negli anni ’70 e consacratasi negli anni ’80 con Craxi, a causa della quale si sono tenute in vita imprese a basso valore aggiunto utilizzando le svalutazioni, cioè a discapito del salario reale degli operai. Punto. Il resto sono solo cavolate dei troppi seguaci di Bagnai. Cari sovranisti, portate numeri. O state al largo.

politeia 01/01/2020 at 17:46

Quindi anche la svalutazione competitiva operata dalla Germania quando è entrata nel’euro è sbagliata?
Laddove la svalutazione competitiva taglia i salari reali, la rivalutazione artificosa prodotta dell’aggancio all’euro in Italia ha tagliato drasticamente lavoro, risparmio ed infine salari, che non si sono mai più adeguati ad una pur bassissima inflazione.
Forse era meglio assorbire gli shock lasciando che gli altri rivalutassero (cioè svalutando).

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Opinione | Gianluigi Paragone? Un mostro creato dalla Rai lottizzata | Immoderati 03/01/2020 at 18:02

[…] ulteriormente nella qualità dei talk e contribuendo a creare i personaggi di Fusaro, Borghi, Bagnai… naturalmente inveendo contro l’Europa, “l’establishment” e la politica cui doveva […]

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Dario 08/01/2020 at 14:18

le notizie che do e che da Bagnai sono supportate dai dati e da tabelle.
le tue notizie sono false e supportate dal nulla ossia dalla narrazione di certa stampa che pilota opinione pubblica avendo interesse a svendere italia.
Tu sei la vittima di questa stampa, come tanti.
anche io la pensavo come te, ma mi sono ricreduto con lo studio.
non scrivere sciocchezze anzi idiozie!
IL risparmio lo hanno azzerato mentre prima si risparmiava.

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giangiacomo aliprandi 09/01/2020 at 15:49

“Le notizie che do sono supportate da dati e da tabelle” nel frattempo, però, cambi argomento e straparli di complotti sulla svendita del paese.
La verità è che puoi avere tutta la sovranità monetaria del mondo ma se non riformi strutturalmente il paese ( ex multis: federalismo fiscale che responsabilizzi il Sud, taglio delle pensioni, riforma scuola, riduzione tasse, abolizione contratto collettivo, abolizione rdc e cassa integrazione rimpiazzate da un sussidio di disoccupazione fatto come si deve) il paese galleggerà finché il risparmio privato potrà essere tassato per finanziare la spesa pubblica. Poi, un bel giorno, il fieno in cascina finirà, Salvini e relativi animali da circo, codardi come al solito, scapperanno a gambe levate, lasciando a qualcun altro l’onere di andare a Bruxelles con il cappello in mano per rimediare ai danni fatti anche da Bagnai grazie al maledetto voto dei suoi degni elettori. Punto. So long!

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Dario 09/01/2020 at 23:08

Ahahahah

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