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Repubblica degli ottimisti: 1 dipendente su 2 si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno

Ancora nubi nere sull’Italia, perlomeno nella percezione della maggior parte dei lavoratori italiani, secondo l’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro. Sono soltanto poco più di quattro dipendenti su dieci a credere in una crescita economica italiana nei prossimi dodici mesi. Esattamente il 44%. E sono in calo del 4% rispetto al 2018 e ben 13 punti sotto alla media internazionale, pari al 57%. L’Italia si colloca al terzultimo posto su 34 paesi per livello di fiducia nelle condizioni economiche nazionali, insieme al Belgio e davanti soltanto a Spagna (41%) e Giappone (26%). Resiste la fiducia nei risultati delle imprese, con il 67% dei lavoratori ottimista sulle performance del proprio datore di lavoro, ma risulta comunque in calo rispetto al 75% di due anni fa e distante tre punti dalla media mondiale (70%).

Cresce invece l’ottimismo sulle condizioni economiche individuali, con il 50% dei dipendenti che si aspetta di ricevere un bonus nel corso dell’anno (più 5% sul 2018) e il 41% che spera in un aumento di stipendio (più 2%). Sono le previsioni economiche e finanziarie dell’ultima edizione del Randstad è il primo operatore mondiale nei servizi per le risorse umane. L’indagine viene effettuata su un campione di 405 lavoratori di età compresa fra 18 e 67 anni per ogni nazione, che lavorano almeno 24 ore alla settimana e percepiscono un compenso economico per questa attività.

“Gli auspici per il 2020 sono meno positivi rispetto a due anni fa – commenta Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia. “C’è tuttavia qualche elemento positivo. La fiducia nelle imprese resta elevata, mentre cresce nei lavoratori l’aspettativa di un miglioramento delle proprie condizioni personali. È il segnale che ci sono gli elementi per ripartire e invertire la tendenza e soprattutto le aziende dovranno essere capaci di non disperdere la credibilità guadagnata negli anni precedenti, investendo con decisione in strategie mirate di employer branding che puntino a soddisfare le aspettative dei propri dipendenti in termini di opportunità di carriera, formazione e work-life balance per attrarre i migliori talenti sul mercato e ridare fiducia ai lavoratori”.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

1 comment

Dario Greggio 23/01/2020 at 21:45

de-to-na-te!

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