Giustizia

Radicali italiani, lettera aperta contro il “sicurezza bis”

“Signor Presidente, sono trascorsi 14 mesi da quando ha firmato il decreto legge in materia di sicurezza e immigrazione dell’ottobre 2018, con l’invio contestuale di una lettera al presidente del Consiglio contenente alcune osservazioni. E sono passati quattro mesi dalla conversione del decreto sicurezza bis, accompagnata da una nuova lettera ai presidenti di Senato, Camera e Consiglio dei ministri con la segnalazione di ‘rilevanti perplessità’ su alcuni punti della norma e la conseguente richiesta di un nuovo intervento normativo. I due provvedimenti, tuttavia, non sono stati ancora modificati e né parlamento né governo sono intervenuti a correggere le parti che Lei ha chiesto di modificare, nonostante evidenti e pesanti siano le conseguenze di tale inerzia sui nostri territori”.

Inizia così la lettera-appello che i Radicali Italiani hanno rivolto al presidente Sergio Mattarella per far richiamare le valutazioni già espresse sui “decreti sicurezza” e di evidenziare la necessità di tutelare i diritti inviolabili di ogni persona nel quadro degli accordi con la Libia nell’ambito del tradizionale discorso di fine anno e in un messaggio alle Camere.

Le firme in calce alla lettera “aperta” sono molteplici e includono, tra gli altri, Fulvio Abbate, Pietro Bartolo, Gregorio De Falco, Lorenzo Lipparini, Pierfrancesco Majorino, Rossella Muroni, Moni Ovadia, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Michele Usuelli, Mina Welby e Edoardo Zanchini, oltre alle organizzazioni non governative Open Arms, Sea Watch, Mediterranea-Saving Humans.

“L’Italia non può temporeggiare sui diritti umani: è significativo che tra i cittadini che vogliono mandare questo messaggio vi siano personalità del panorama culturale, sociale e politico italiano con background diversi – commenta Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali italiani. “Sono oltre 150 le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale solo da agosto, quando il presidente ha fatto i suoi rilievi sul decreto sicurezza bis, che ha un impatto sulle operazioni di ricerca e soccorso. Sono 80mila, inoltre, coloro che rischiano di uscire dal circuito di accoglienza, esposti a sfruttamento lavorativo e criminale per effetto del decreto precedente, promulgato ormai 14 mesi fa. Nessuna modifica ai testi di legge è stata da allora apportata: l’immobilismo politico del governo su questo tema non è tollerabile”.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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