Economia & Finanza Videointerviste

Quel Fastidioso Prurito al Cu…neo Fiscale

Il governo rosso antico, in preda ad una spasmodica crisi di panico per il rischio di tracollo nelle elezioni regionali in Emilia Romagna (poi effettivamente scongiurato), ha approntato a tempo di record un bonus in busta paga a partire dal prossimo luglio.

Con incommensurabile sprezzo del ridicolo, tre settimane dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020, il Tesoro decide che i conti pubblici vanno riscritti e i saldi di bilancio vanno a farsi benedire (probabilmente direttamente da lo Santo Padre Pio per intercessione del devoto ex Avv. del Pop. Giuseppi Conte).

Eccitato da cotale alzata d’ingegno di stampo renzian-grillino, Gualtieri ha prospettato che essa posta costituire il preludio di una riforma fiscale organica di cui si favoleggia da alcuni decenni.

Insomma dopo le promesse di Berlusconi su “meno tasse per tutti”, i piani fantastici di Tremonti sull’ Irpef semplificata a due aliquote e ovviamente la comica flat tax di Borghi (derubricata a flatulence tax) arriva un altro tentativo di circonvenzione di elettore incapace. Il caos economico fara’ giustizia di questi deliri, che pero’ nel frattempo minacciano di farci precipitare in una deriva squisitamente ellenica.

Non sappiamo se avra’ successo questo ennesimo tentativo di rivitalizzare un ronzino politico morente (foto) come il Mo-vi-mento pentastellato a colpi di spesa pubblica con un bonus fiscale per vincere in Emilia Romagna. La terapia mira a fargli esalare l’ultimo respiro dopo l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Ma se in Emilia Romagna cedesse la diga delle Coop, della Ditta comunista e dell’olio di fegato di sardina, un manipolo di parlamentari grillini (atterriti dalla prospettiva di tornare al loro status di nullita’) si intrupperebbero sotto le insegne di Salvini (come hanno gia’ fatto decine di colleghi). A quel punto il governo non avrebbe piu’ la maggioranza in Parlamento.

Riforme immaginarie e autoritarismo vero

In questa video intervista con Nicola Forte, uno dei fiscalisti piu’ illustri d’Italia, ipotizziamo gli effetti di questo decreto (ancora in fieri).

Con l’occasione, oltre al bonus fiscale per vincere in Emilia Romagna, spieghiamo perche’ le limitazioni all’uso del contante sono un attacco alla liberta’ individuale e il coronamento di un disegno autoritario orwelliano.

Con la scusa della lotta all’evasione fiscale il pecoroname italiota si e’ fatto convincere da una propaganda ossessiva a mettersi un guinzaglio al collo affidato alle mani degli amici di Davigo e o ai giannizzeri di Salvini (o chi verra’ dopo di lui a esigere i pieni poteri). Il tutto per la goduria delle banche.

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

1 comment

Aldo Mariconda - Venezia 26/01/2020 at 19:22

Vedo molto astio in questo e in altri articoli. Io vedo critica la realtà italiana, tutta insieme. Condivido la critica alla sinistra, ma non vedo prospettive a destra se questa continua sulla strada del sovranismo, dell’aumento del debito pubblico peraltro condivisa dai citati provvedimenti dell’attuale governo giallo/verde. Avere Salvini al governo è per me un pericolo, sia per le tesi economiche del trio Borghi, Bagnai, Rinaldi, sia per l’atteggiamento anti-EU e filo Visegrad.
L’Italia ha bisogno di un progetto di sviluppo e di un”alternativa al populismo/sovranismo, sia esso 5Stelle o Lega.

Reply

Leave a Comment

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com