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Johnny Depp vs Amber Heard: nel processo a perdere è il garantismo

Johnny Depp vs Amber Heard

Sul caso Depp/Amber Heard sono stati scritti rotocalchi infiniti e si sono espressi giudizi di ogni tipo.

Per quanto la vicenda mi intrighi e la stia seguendo con un certo interesse, eviterò di dare miei pareri personali sulla questione e non sparerò sentenze come piace fare a noi italiani; in primis perché assolutamente ininfluenti e non richieste, e poi perché parlare di un processo che probabilmente si porterà avanti ancora per mesi (se non per anni) mi pare abbastanza inutile.

Credo invece sia interessante analizzare come l’opinione pubblica nel corso degli anni e dei vari appelli, abbia cambiato idea riguardo la vicenda più o meno col ritmo in cui in Italia cambiano i governi.

Inizialmente, dopo le prime accuse di Amber Heard, il giudizio mainstream delle femministe da social e dei giornali nazionali (e non), portavano avanti la narrazione di Johnny Depp come il classico maschio bianco etero violento e privilegiato che sfrutta il suo status per prevaricare sul partner. Dopo invece le varie indagini ed intercettazioni che hanno palesato le violenze della Heard, l’angelica vittima del patriarcato si è magicamente trasformata per l’opinione pubblica in una squallida arrampicatrice sociale matta e senza scrupoli.

Per quanto mi riguarda, credo che i nevrotici capovolgimenti di schieramento nella guerra ideologica che è diventato questo processo saranno ancora molteplici.

E mentre femministe urlanti e misogini pronti a scaricare tutto l’odio in corpo contro la Heard si scannano a suon di sentenze discutibili e ideologismo puro, io sorseggio comodamente il mio drink godendomi tutti i retroscena di questo folle processo (tipo la storia delle feci sul letto, arte pura).

Credo però che la vera vittima di questa storia sia il garantismo, che come al solito è stato calpestato da processi sommari ed ideologia, spesso i veri protagonisti di vicende divisive come questa.

Soprattutto al giorno d’oggi in cui tutti abbiamo la possibilità di sparare giudizi e dibattere su tutto senza cognizione di causa, si è creata una malsana tendenza nel portare avanti processi pubblici paralleli a quelli reali, spesso prettamente ideologici e basati su pregiudizi verso gli imputati.

Nelle menti di tanti, (anche di chi dovrebbe fare informazione razionale e raccontare la realtà), i colpevoli e gli innocenti esistono già prima di qualsiasi sentenza di un giudice, e ciò credo sia drammatico e pericoloso.

È un’utopia, ma sogno una realtà in cui la razionalità ci spinga ad essere prudenti nell’interpretare il mondo e in cui gli istinti non governino le nostre reazioni, anche se è un po’ come chiedere a Orsini un’analisi lucida sulla guerra in Ucraina (assolutamente fuori contesto, ma ci stava).

L’istinto è spesso la via più semplice e che richiede meno sforzo, il più delle volte non mette in dubbio le nostre convinzioni e ci da risposte semplici a domande complesse, ma spesso ciò ci porta a schiantarci dolorosamente contro il muro della verità.

Indipendentemente dall’esito del processo, entrambi (più Johnny Depp che Amber Heard, ma dettagli) hanno perso parte della loro vita e della loro carriera.

Hanno visto contratti, occasioni professionali e stima nei loro confronti svanire da un giorno all’altro, sicuramente a causa loro, ma anche per via di giudizi sommari, pregiudizi e prese di posizioni ideologiche nei loro confronti.

In un mondo che si allontana sempre più dalla realtà e dal pragmatismo, essere garantisti e diffidare da chi da risposte semplici è un dovere.

1 comment

Dario+Greggio 05/05/2022 at 22:21

ho avuto una donna molto simile a sta qua, la mia cara roberta brovero 😉
per cui diciamo che mi schiererei con Depp, che peraltro non stimo più di tanto.

Quindi insomma non mi interessa molto di sta storia, ma appunto si spera non ci siano pregiudizi.

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