Approfondimenti Economia & Finanza

Populismo Straccione: Golden Power e Divieto di Short

Populismo straccione in Borsa

Il richiamo, anzi l’allarme, più volte lanciato da Legislatore, Banca d’Italia e Consob sulla necessità di aprire il capitale delle piccole e medie imprese italiane, con strutture ad alto debito bancario e bassa patrimonializzazione, sembra cadere nel vuoto davanti al Covid19 e al populismo straccione che ne deriva.

Ad oggi si registrano interventi scellerati paragonabili alle politiche espansive di solo aumento del credito alle imprese private, in un paese già tanto indebitato a livello pubblico, che tende solo a rinviare e aggravare il problema al futuro, scaricando sui privati i costi socio/economici della pandemia ed il rischio default.

La politica deve dare segnali e soluzioni adesso, la lungimiranza non porta voti, qualcuno è da sacrificare ora. Dal lato del mercato finanziario, paradossalmente, per punire i cattivi speculatori (anche chi investe specula), sono stati messi in essere due interventi “diabolici” per le finanze e l’economia italiane, che hanno portato minori volumi di negoziazione e maggiore volatilità dei prezzi sul listino dei derivati della Borsa Italiana. Si è così incentivato lo sviluppo di un habitat ideale per gli speculatori, ormai liberi nelle loro scorribande, ma la situazione peggiorerà con la prossima applicazione della normativa sul golden power. Di seguito i due interventi:

1) Il divieto di short selling sul mercato italiano

2) La nazionalizzazione dell’economia italiana, alla faccia della globalizzazione, con il golden power (anticipato dall’altro recente intervento Consob sulla comunicazione obbligatoria relativa all’abbassamento delle soglie  di legge per le partecipazioni rilevanti)

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Quali prove? I dati della Borsa Italiana di marzo sono chiari: sull’Idem, il mercato casalingo dei derivati, dalla partenza del divieto di short selling i volumi sono più che dimezzati e la volatilità aumentata con top al 90%.

Quando entrerà la “regola d’oro”, probabilmente la nostra Borsa varrà meno del bronzo, visto che sarà chiusa al mercato dei capitali esteri  e le aziende potranno finanziarsi principalmente con debito bancario, aggravando la situazione patrimoniale e finanziaria propria e quella delle banche di riflesso, se dovessero andare in default le imprese.

E’ necessario un richiamo urgente alla responsabilità dei regolatori visto che  alto è il rischio di tornare ai manager di famiglia, con relative incapacità che hanno generato a volte disastri, senza incentivare la ricerca dei manager più bravi, quelli più costosi e richiesti sul mercato: praticamente un ritorno al nano capitalismo italico.

I capitali di rischio e obbligazionario vengono messi alla porta per tornar al rapporto incestuoso banca-impresa familiare che hanno portato al nanismo economico e finanziario italiano, con complicità del settore pubblico, dei politici e di tutta la classe dirigente che ha badato ai propri egoistici interessi.

Le attività produttive italiane private sono messe a dura prova, più che dal Covid19, dal legislatore incauto che darà vita ad una selezione naturale durissima ed i sopravvissuti formeranno oligopoli pubblico-privato chiusi, uccidendo il libero mercato. Bentornati al passato!

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