Approfondimenti Inglorious Globastards Politica estera

Petrolio: Shalers Delendi Sunt


Per oltre tre anni Putin ha mantenuto un’alleanza di convenienza nel quadro del cosiddetto OPEC +, alleandosi con l’Arabia Saudita e gli altri membri del cartello petrolifero, in modo da esercitare un effettivo potere sul mercato del petrolio mondiale.

Questa alleanza e’ stata abbastanza efficace nel riportare il prezzo del Brent oltre i 60 dollari al barile dopo il crollo verticale dei prezzi a fine 2014.

Nell’ultimo incontro a Mosca Putin ha informato MBS, il Principe della Corona saudita, che la Russia aveva deciso di adottare una strategia del tutto diversa. Una strategia d’attacco frontale.

Invece di tagliare la produzione di petrolio i russi avrebbero colto l’occasione della recessione scatenata dalla pandemia di coronavirus per colpire al cuore l’industria petrolifera americana e in particolare quella dei giacimenti che giacciono sotto strati di scisti, in inglese shale. Peraltro molti paesi pur promettendo di tagliare la produzione in realtà imbrogliavano spudoratamente (inclusa la Russia) come mostrato dal grafico in basso che riporta i dati di gennaio 2020.

Adesione dei paesi produttori ai tagli previsti

opec inline tout
Fonte: Bloomberg

Gli shalers statunitensi grazie al fracking hanno inondato il mercato mondiale con milioni di barili di petrolio mentre i membri dell’Opec + tenevano i pozzi inattivi e perdevano quote di mercato. Ora per Putin sembra presentarsi l’occasione propizia per la rivincita scatenando una guerra di prezzi. Secondo il Cremlino e i colossi petroliferi russi come Gazprom, lo shock di domanda di petrolio causato dalla pandemia deve costituire la Waterloo per gli odiati shalers.

In questa puntata gli Inglorious Globastards spiegano come intende procedere l’autocrate del Cremlino sfruttando la crisi finanziaria di Wall Street.

Tra l’altro Putin ha anche un conto in sospeso con Trump sulle sanzioni Usa volte ad impedire il completamento dell’oleodotto che collega i giacimenti di gas della Siberia con la Germania, noto come Nord Stream 2.

La batosta inizia a farsi sentire. In Texas i nuovi investimenti stanno crollando e si pensa di limitare l’estrazione per evitare un massacro.

Alberto Forchielli

Managing Partner at Mandarin Capital I have developed my strategic abilities thanks to 35 years of managerial experience in international affairs development, with a particular focus on the United States, Europe, and China. Currently, I also deal with dynamics and themes related to the global labor market, as well as talent and skills management at an international level with special attention to problems youth are facing and professional training. I have worked and lived for long periods of time in Santiago, Lima, Buenos Aires, Boston, London, Rome, Turin, Singapore, Kuala Lumpur, Washington DC, Luxembourg, and Munich. Currently, I divide my time between Boston and Bangkok, and I am always aware of themes regarding the global economy, internationalization, and labor globalization. Pragmatic, passionate, and obsessive, I work for ideals not money.

3 comments

Dario Greggio 19/03/2020 at 19:04

😀 😀
qualsiasi cosa faccia del danno agli umani, è bella!!

Reply
Un Mare di Petrolio | Immoderati 28/03/2020 at 08:03

[…] a parlare di petrolio dopo che gli effetti della decisione di Putin di non tagliare l’offerta si stanno pienamente dispiegando sui mercati internazionali. Addirittura si paventano prezzi […]

Reply
Pepo 07/04/2020 at 22:28

sempre interessante ascoltare Scacciavillani, mi ha chiarito alcune dinamiche sul petrolio che per pigrizia non ho voluto approfondire in questo periodo di calo “anomalo”.

Reply

Leave a Comment