Speaker's Corner

Pannella, Cicciolina e l’importanza dell’uninominale

Ieri notte mi è tornato alla mente “il processo” a Marco Pannella di Linea Rovente, trasmissione condotta da Giuliano Ferrara.Tema: lo scandalo e il servirsi dello scandalo in politica, alla luce della candidatura di Cicciolina al Parlamento. Un botta e risposta sugli effetti ingeneratu dalla scelta di candidare e fare eleggere una pornostar, non solo sulla politica ma soprattutto sulle istituzioni, sulla dignità di esse.

Naturalmente il tutto oggi rimane attuale, come spesso accade nella politica italiana. 
Bellissimo il botta e risposta fra i due, con un Ferrara che considerava un errore, appellandosi al senso comune, l’aver portato una figura estranea al mondo politico fra gli scranni di palazzo Chigi e un Pannella che in maniera sottile poneva l’accento sul fine ultimo di uno scandalo voluto anche per mostrare, nella sua nudità, le storture di un sistema elettorale che permetteva di traghettare in Parlamento qualsiasi figuro, tramite i meccanismi di una legge puramente proporzionale (qualche anno dopo si sarebbe avuto il referendum abrogativo del ’93 e l’apertura ad un sistema prevalentemente maggioritario) che come ogni legge elettorale di questo tipo, sacrificava la scelta del cittadino in nome dei un maggior pluralismo tra partiti e, di conseguenza, di una più ampia rappresentativà degli stessi. 

Costruzione cui Pannella contrapponeva -con lungimiranza- il più diretto e trasparente sistema maggioritario con collegi uninominali, che avrebbe innalzato, data la sfida diretta fra candidati, l’asticella qualitativa dei concorrenti, innescando una competizione basata sulla scelta tra competenze, capacità di analisi, carismi, formazioni diverse e che avrebbe permesso con minore probabilità l’elezione di un personaggio così distante dall’agone politico. 

In questi giorni si è aperto l’ennesimo e inconcludente dibattito sulla legge elettorale, con sogno malcelato di un ritorno al passato, ad un sistema di voto che predilige i soliti meccanismi partitocratici (causa vera dell’allontanamento e della pessima qualità degli eletti in parlamento) basati sulla presenza di una miriade di partitini e progetti che formano coalizioni -a volte improbabili- il cui scopo è la mera conservazione del potere, senza nessun interesse e nessuna probabilità, dati i numerosi ricatti perlopiù perpetrati dai partiti minori ai danni delle forze maggiori, di attuare riforme innovative e molto spesso impopolari. La nuova proposta di legge, dettata anche dalle esigenze correttive dovute al probabilissimo taglio dei parlamentari che ridurrebbe la rappresentatività degli eletti rispetto al corpo elettorale, appare addirittura peggiorativa del già terribile Rosatellum, ne conferma infatti le liste bloccate e scaccia ogni schizzo di maggioritario inserendo una soglia farsa del 5%, annullata dal cosiddetto diritto di tribuna, ovvero la possibilità per le liste che superino la percentuale suddetta in almeno tre circoscrizioni di eleggere propri candidati.

In un contesto tale abbiamo bisogno di ripristinare prima di tutto il senso delle istituzioni magari con una nuova Cicciolina che mostrasse quanto sia stato mortificato il ruolo del parlamento in questi anni, tanto da permettere, questo si, a gente spesso impreparata, con un bagaglio culturale e conoscitivo esiguo, di sedere nel luogo in cui le istanze e gli interessi, non i banali malumori o risentimenti, dei cittadini dovrebbero essere rappresentati e trovare nel confronto tra parti la loro realizzazione. Occorre tornare a scandalizzarsi, abbiamo bisogno di considerare scioccanti le tesi antidemocratiche e antiparlamentariste tanto quanto le cosce per fuori di Cicciolina durante le sedute della Camera sul finire degli anni ottanta. 

È cambiato il senso comune e ne è la dimostrazione il fatto che ci si pieghi senza pudore alla agenda politica di un movimento che vorrebbe che la democrazia rappresentativa si trasformi in una grande piattaforma Rousseau.  Il dibattito pubblico abbisogna di una nuova Ilona Staller, capace questa volta di ripristinare con lo scandalo, la primazia del buonsenso sul senso comune.

Gianmarco Cimorelli

Molisano, nato il 09/05/97, studente di giurisprudenza. Impegnato in politica fin dal liceo. Già coordinatore di Radicali Molise. Militante radicale e dell'Associazione Luca Coscioni.

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