Economia & Finanza Speaker's Corner

Pandemia: Gli Effetti Globali

Il virus

Man mano che la pandemia si diffonde a ritmo esponenziale in tutto il mondo, i paesi piu’ fragili subiscono le conseguenze piu’ drammatiche del contagio.
Oxford Economics, la maggiore istituzione privata a livello mondiale di previsioni e analisi economiche, ha stilato una lista delle economie maggiormente a rischio.

Questo grafico riassume le conclusioni del rapporto specificando quali economie sono maggiormente a rischio.

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Le previsioni prendono in considerazione principalmente le limitazioni alle attivita’ economiche imposte dai governi per limitare il contagio. La Nigeria che era in immense difficolta’ gia prima della diffusione del Coronavirus, col prezzo del petrolio in picchiata e un sistema sanitario primordiale verra’ investita da una catastrofe.

Ma il grafico probabilmente non tiene conto di tutti gli effetti collaterali. Per esempio la Russia che viene indicata come paese a basso rischio in realta’ soffre per la caduta verticale del prezzo del petrolio che ormai in Usa e’ sotto i 20 dollari al barile.

Analogamente gli Emirati Arabi Uniti, hanno cospicue riserve di fondi gestiti dal loro maggiore fondo sovrano Abh Dhabi Investment Authority (Adia) e quindi possono superare lo shock abbastanza agevolmente. Tuttavia Dubai, dove si doveva tenere l’Expo 2020, ha dovuto rimandare questa manifestazione e ha dovuto sospendere tutti i voli della Emirates Airlines.

Per contro la Cina sta riemergendo dal fondo del pozzo. L’indice PMI per l’industria manifatturiera diffuso oggi addirittura segnala un livello di 52 a marzo dopo un crollo a 35,7 in Febbraio. L’indice PMI per i servizi ha visto un rimbalzo ancora piu’ incredibile da 29,6 in febbraio a 52,7 in marzo. Le stime degli economisti puntavano piuttosto su un dato intorno a 45. Sull’affidabilita’ dei dati ufficiali cinesi si nutrono da sempre molti dubbi, ma per quanto si possa essere scettici, l’inversione di tendenza e’ chiara.

Insomma il quadro previsivo per il momento e’ abbozzato e frammentario. E rimarra’ tale almeno fino al prossimo autunno. Se tutto va bene.

 

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

3 comments

Il Governo Minkio-rosso e le Fake News dalla Cina | Immoderati 06/04/2020 at 21:28

[…] Anzi secondo fonti dell’Amministrazione Trump (da prendere con le molle) per colmo di ironia (usiamo un eufemismo) il governo cinese ha indotto Giggino a riacquistare la fornitura di DPI che l’Italia aveva inviato alla Cina a gennaio. Insomma cornuti e truffati dal paese che ha causato il disastro. […]

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La Fed fa Indigestione di Junk Bond | Immoderati 15/04/2020 at 16:53

[…] del”indipendenza energetica americana (propugnato sia da Obama che da Trump). Ora con il mercato del petrolio in crisi nera sono destinate a subire un’ondata di […]

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La Fed fa Indigestione di Obbligazioni Spazzatura | Immoderati 15/04/2020 at 16:56

[…] del”indipendenza energetica americana (propugnato sia da Obama che da Trump). Ora con il mercato del petrolio in crisi nera sono destinate a subire un’ondata di […]

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