Attualità Regionali 2020

Olio di Fegato di Sardine

Alberto Forchielli e Fabio Scacciavillani commentano nello stile caustico degli Inglorious Globastards i risultati delle elezioni regionali in Emilia Romagna (e in Calabria).

L’olio di fegato di sardine ha irrobustito un partito anemico e senza appeal soprattutto per i giovani. La profusione di contenuti emozionali veicolati con le manifestazioni di piazza e il richiamo alla politica identitaria che fa molta presa sull’elettore di sinistra, hanno fatto lievitare l’affluenza alle urne e gonfiato i risultati del PD nelle elezioni in Emilia Romagna. La fama di buon amministratore di Bonaccini ha fatto il resto in una regione dove bene o male il malcontento non e’ cosi’ radicato.

Bacioni a Salvini

In Calabria invece l’effetto sardine al massimo non ha evitato al PD di ricevere un pesce in faccia.

Tra gli sconfitti oltre a Salvini vanno annoverati i sondaggisti. I dati diffusi segretamente negli ultimi giorni hanno fatto un flop colossale: quasi tutti prevedevano per i risultati delle elezioni regionali in Emilia Romagna la Borgonzoni in netto vantaggio, talora addirittura di 7 o 8 punti percentuali.

Per il futuro il governo trova pace, dopo l’estrema confusione in cui e’ stato trascinato dalla fine di dicembre, i pentastellati si sono inabissati dopo che Capitan Schettino Di Maio ha abbandonato la nave insieme ai roditori. Le truppe grilline alla fine hanno votato l’odiato partito di Bibbiano e hanno lasciato.perdere le paturnie di Casaleggio che ha imposto la presentazoine delle liste.

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

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