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Politica estera

Nobel a Greta, nel tramonto dei fatti risorgono le identità

I bookmaker scommettono sul Nobel per la pace a Greta Thunberg. Su Ladbrokes, Oddschecker e Betfair, i siti di scommesse online, le puntate sono tutte favorevoli a Greta.

La 16enne attivista svedese, diventata nel corso di un anno una icona globale del cambiamento climatico, potrebbe ricevere il Premio Nobel il prossimo 11 ottobre.

Greta sarebbe la persona più giovane di sempre a vincerlo, erede del presidente Obama e di Nelson Mandela. Sarebbe anche un nuovo Nobel agli attivisti per l’ambiente dopo quello ad Al Gore del 2007.

L’ex vicepresidente Usa Gore divise il Nobel con l’IPCC, il panel delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico. Panel travolto negli anni scorsi dallo scandalo del “climategate” (scienziati che si scambiavano email dove ammettevano di aver manipolato i dati sul clima).

Chi è Greta? Dall’ottobre del 2018, quando il New Yorker accende i riflettori sulla giovanissima attivista, si è discusso delle espressioni gelide della ragazza, dell’Asperger che le è stato diagnosticato, della madre di Greta che avrebbero cercato di manipolarla per renderla una star di successo e passare all’incasso.

Quando invece, secondo i ben informati, sarebbe proprio la figlia ad avere i pantaloni in famiglia, avendo Greta  ‘costretto’ a diventare vegani il padre e la madre.

Nel frattempo, un gran numero di giovani e giovanissimi hanno trasformato Greta in una sorta di eroina alla Hunger Games, con le manifestazioni del Fridays For Future.

Tutto questo ha provocato una alzata di scudi da parte della destra, soprattutto l’estrema che vede Greta Thunberg e Ocasio-Cortez, la congressista Usa paladina del Green New Deal, come fumo negli occhi.

Durante il primo mese trascorso al Congresso dalla Ocasio-Cortez, Fox News le ha dedicato oltre 70 servizi televisivi. In Europa, la destra tedesca, l’AFD, ha attaccato Greta in modo implacabile.

È sufficiente farsi un giro su Facebook e Twitter per vedere la ragazzina insultata e dipinta come una povera mentecatta petulante. Una reazione che salda scettici sul clima e destra antifemminista.

Questa deriva è pericolosa almeno quanto la strumentalizzazione che la sinistra sta facendo di Greta. Alla sinistra piace piangersi addosso e identificarsi con eroi perseguitati. La 16enne nordica che predica su la fine del mondo prossima ventura è perfetta allo scopo.

Ma che si tratti della misoginia destrorsa contro Greta o della sua trasformazione in martire da parte di una sinistra a corto di idee ed elettori, questa non è la strada giusta per occuparsi di clima.

In un caso o nell’altro, ci spostiamo dal terreno dei dati, dei fatti, della scienza, quello che dovrebbe guidarci con razionalità nella analisi della questione climatica, verso il campo polarizzante e più pericoloso delle identità.

L’ambiente diventa una questione identitaria. Trump contro Greta, scettici contro Social Warriors, Peppone vs Don Camillo. Tutto questo avrà delle conseguenze. Figuriamoci se Greta vincerà il Nobel!

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