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Lombardia Martoriata: dove ha fallito la catena di sorveglianza epidemiologica?

Corona Virus

Passata la moda delle cantate sul balcone e della retorica da hashtag #celafaremo, con la prospettiva si un altro mese di chiusura totale, nelle istituzioni della Lombardia martoriata qualcuno inizia a porre domande incresciose.

“Una prima buona notizia è la dichiarazione dell’assessore che sono stati attivati più laboratori di analisi per eseguire i tamponi, recependo (tra le altre) le mie indicazioni: da 22 i laboratori sono oggi 25, più altri quattro in via di approvazione e tredici altre candidature di laboratori in fase di valutazione. Questo aumenterà il numero di tamponi effettuati e ridurrà i tempi di refertazione dei tamponi. Abbiamo inoltre appreso che le Usca, le unità preposte alle visite mediche a domicilio, sono 36 in tutta la regione, composte da 2-3 medici ognuna. Si desume che ad oggi le visite a domicilio per 10 milioni di abitanti sono responsabilità di massimo 108, minimo 72 medici”.

Curve di contagio

E’ quanto spiega Michele Usuelli, consigliere della Regione Lombardia di +Europa nonché medico, commentando l’odierna seduta della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Lombardia.

“La mia domanda verteva sui meccanismi che non hanno funzionato nella di sorveglianza epidemiologica dalla periferia alla Regione – continua Usuelli.

“Già a gennaio la catena di comunicazione della segnalazione di polmoniti atipiche, mentre in Cina scoppiava una epidemia mondiale di polmoniti anomale, non ha raggiunto la catena di comando della Regione. Dove e come il meccanismo di comunicazione si è interrotto?”.

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“L’assessore non è entrato nel merito, ma il consigliere di maggioranza della Lega, Mariani, medico di medicina generale, ha sottolineato che lui e suoi colleghi hanno iniziato a vedere polmoniti atipiche addirittura a novembre. A maggior ragione, continueremo a chiedere come e dove la catena di sorveglianza epidemiologica ha fallito nel segnalare a Regione la presenza di malattie anomale fin da novembre”.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

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