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Regionali 2020

La sanità Modenese tra luci e ombre

Portavoce del comitato ‘Salviamo l’ospedale a Pavullo’, Maria Cristina Bettini ha alle spalle una decennale esperienza di impegno civico, che l’ha portata ad essere eletta consigliera comunale autonoma nel 2014 a Pievepelago, in provincia di Modena. Pur non iscritta a nessun partito, per le Regionali è candidata per Fratelli d’Italia nella provincia di Modena, a sostegno di Lucia Borgonzoni presidente.

Fino ad oggi, il suo impegno civico e politico si è concentrato soprattutto sulla sanità, in particolare sulla tutela degli ospedali nelle zone montane.

“Noi del Frignano lamentiamo innanzitutto la chiusura del Punto nascita. Non si spiega come mai da noi, dove si impiegano addirittura due ore di macchina per arrivare al Policlinico o a Sassuolo, lo abbiano chiuso. Nella vicina Toscana, a Barga, che è nelle nostre condizioni, è stata concessa una deroga. Quindi, sostengo che c’è una volontà politica dietro a questa chiusura: si è scelto di agevolare tre mega strutture ospedaliere a danno di un’area vasta montana dove si sarebbero dovuti garantire almeno i servizi primari di emergenza/urgenza. Per questo mi batto da anni e continuerò a battermi anche passate le Regionali”.

Quindi, se venisse eletta consigliera regionale, la sua prima battaglia sarebbe per la riapertura dei Punti nascita nelle zone montane?

“Più in generale sarebbe per il potenziamento e la riclassificazione degli ospedali periferici. L’ospedale di Pavullo, ma anche ad esempio di Vignola e Mirandola, sono stati declassati a causa del Piano attuativo locale (Pal) firmato di concerto fra tutti i sindaci della provincia di Modena nel 2011. Così certi servizi ci sono stati tagliati e determinati interventi non si possono più fare. Riavere la centralità di questi ospedali consentirebbe di fare determinate operazioni. E, di conseguenza, anche di tagliare  le liste di attesa degli ospedali a valle, dove adesso siamo costretti ad andare, intasandoli. Qui in montagna, anche recentemente, hanno inaugurato grandi e costosi impianti da sci e poi ci vengono a mancare i servizi sanitari di base. I nostri bambini oggi non hanno nemmeno un pediatra di base e servirebbe anche un medico geriatra”.

In questo momento, in caso di emergenza chi interviene?

Ricorriamo spesso all’elisoccorso, anche per codici gialli. Ma l’elisoccorso serve l’intera Emilia Romagna, quindi se lo si usa qui anche per un semplice parto, può succedere che non ci sia in caso di reale urgenza da qualche altre parte. Poi, l’elisoccorso ha dei limiti: non si alza in volo se c’è neve o nebbia”.

Altra battaglia che si impegna a portare avanti?

“Un altro punto dolente della zona appenninica è la viabilità, che è ferma da anni, con disagi continui. Abbiamo in particolare il problema dell’Estense. La Regione deve avviare un dialogo con Anas per allargare almeno alcuni tratti, non dico in un’unica soluzione perché ci vorrebbero troppi stanziamenti, ma qualcosa va sbloccato”.

Perché ha deciso di candidarsi con Fdi?

“Come civica in questi anni ho costruito atti che ho messo a disposizione di tutte le forze politiche, che poi li hanno portati in Regione. Con Fdi non avevo avuto la possibilità di lavorare perché non ha in Regione un rappresentante della provincia di Modena, ma ho trovato in questo partito coerenza e persone preparate, che mi hanno sostenuto. Sarò una civica all’interno di Fdi, senza tessera”.

Di Fdi condivide anche la posizione sulla gestione dei migranti?

“Il mio territorio è ancora un’isola abbastanza felice. Magari nelle città è più difficile controllare gli ingressi degli stranieri e ci sono più problemi di sicurezza. La montagna è ancora una zona tranquilla, giusto qualche episodio sporadico, e credo sia ancora possibile dare un’integrazione a tutti quanti, ma dall’altra parte è giusto che chi entra accetti le nostre usanze. Il buono e il cattivo ci sono ovunque, non credo sia una questione politica, ma di intelligenza”.

Nel centrodestra, gran parte dei civici ha aderito a Progetto Emilia Romagna (Per), convogliata nella lista ‘Borgonzoni presidente’. Perché lei ha scartato questa soluzione?

“Con Fdi mi sento libera e coerente di portare avanti un percorso lineare iniziato nel 2011. In altre liste ci sono persone che oggi mi parlano di sanità e in realtà sono state le artefici del depotenziamento del mio ospedale, visto che hanno firmato il Pal, quindi avrei avuto delle difficoltà a lavorare con loro”.

Aderendo a Fdi ha scelto anche di sostenere la candidatura di Lucia Borgonzoni…

“Alla mia candidata, se diventerà presidente, chiederò le medesime cose che ho chiesto fino ad oggi al presidente Bonaccini. Le ho già inviato lo scorso novembre una richiesta di colloquio per esporle tutto quanto in mio possesso, che credo possa essere utile, visto che ci ho lavorato per anni e anni”.

Che pregi vede nella Borgonzoni?

“Un presidente di Regione dovrebbe dare ascolto ad un comitato che ha cercato sempre di instaurare un rapporto tra lui e il cittadino. Invece Bonaccini non si apre e ha un modo supponente di porsi. La Borgonzoni ha un carattere più calmo, meno passionale. Bonaccini ha il vantaggio di avere avuto un’esperienza quinquennale da presidente, ma credo che anche la Borgonzoni, qualora dovesse vincere, acquisirebbe le stesse capacità in breve tempo”.

Quindi, ritiene che Borgonzoni sarà in grado di soddisfare le sue richieste sulla sanità, dalla riapertura dei Punti nascita al potenziamento degli ospedali montani?

“Per la riapertura del Punto nascita di Pavullo non servono grandi virtù: noi chiediamo che venga rimandata a Roma, al ministero, una nuova richiesta di deroga con i dati corretti. Ci deve essere indicato che abbiamo un laboratorio analisi e che la distanza per arrivare ai Punti nascita più vicini è superiore ai 50 minuti”.

Quante possibilità di essere eletta ritiene di avere?

“Non so quali sono le mie chance, ma so quello che ho fatto e quello che continuerò a fare indipendentemente dal risultato. Non nego che per soddisfazione personale mi piacerebbe avere un po’ di riscontro dalla mia popolazione, ma accetterò in modo democratico il risultato”.

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