Regionali 2020

Acquaroli non è ancora il candidato del cdx. Perchè?

Gli accordi sanciti al tavolo nazionale assegnano le Marche a Fratelli d’Italia. Così, Giorgia Meloni ha annunciato anzitempo il suo prescelto. Con un comunicato inviato agli organi di stampa a dicembre, ha proclamato il deputato Francesco Acquaroli, ex sindaco di Potenza Picena, candidato alla presidenza della Regione Marche per il centrodestra.

Un annuncio improvviso che ha colto di sorpresa gli alleati. I quali, a distanza di oltre un mese, continuano a tentennare e a ribadire che le valutazioni sul candidato governatore sono ancora in corso. Insomma, Acquaroli resta in sospeso, senza conferma, nonostante il passo in avanti della Meloni.

Un impasse legato all’esito delle elezioni in Emilia Romagna. Infatti, sebbene Acquaroli resti in netto vantaggio, esiste ancora la possibilità che si debba fare da parte per lasciare il posto ad un esponente della Lega. Può succedere, infatti, che, qualora Lucia Borgonzoni dovesse perdere la competizione contro Stefano Bonaccini, Salvini chieda di rivedere gli accordi nazionali. Accordi che al momento assegnano le Marche a Fdi e la Toscana alla Lega.

Perche?

In primavera andranno al voto sei Regioni. La Lega, stando agli attuali accordi nazionali, esprimerebbe un proprio candidato presidente solo in Toscana. Regione che però è considerata difficilissima da conquistare. Perdere nelle uniche due regioni in cui esprime un proprio candidato, in un lasso di tempo così ravvicinato, potrebbe danneggiare il consenso e l’immagine della Lega. Che, quindi, qualora Borgonzoni uscisse sconfitta in Emilia Romagna, potrebbe correre ai ripari chiedendo per sé una Regione considerata più espugnabile.

E la scelta potrebbe ricadere sulle Marche.

Anche perché nelle altre Regioni sarebbe più complicato riaprire i giochi: in Veneto e in Liguria si va verso la riconferma degli uscenti Zaia e Toti, la Campania spetta a Forza Italia e in Puglia c’è l’accordo per Fitto, ex di Forza Italia vicino a Fratelli d’Italia.

A quel punto, quindi, Salvini potrebbe spingere per lasciare la Toscana alla Meloni e prendersi le Marche. In caso di inversione Fdi-Lega, il candidato presidente potrebbe essere Paolo Arrigoni, coordinatore regionale della Lega. Il quale, però, essendo di provenienza lombarda, potrebbe anche lasciare il posto ad un politico locale, maggior conoscitore dei problemi del territorio. E a quel punto potrebbe ritornare in gioco Mirco Carloni, consigliere regionale fanese.

Si fa anche il nome di Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche, su cui punterebbero alcuni civici, capeggiati dall’industriale Paolo Mattei, che cinque anni fa sostennero il governatore uscente Luca Ceriscioli (Pd) e che questo giro si presenteranno nella coalizione di centrodestra.

Ma è difficile che Salvini, considerati i rapporti non così amichevoli con la Meloni, riesca ad ottenere uno stravolgimento degli accordi nazionali.

Leave a Comment