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Speaker's Corner

Opinione | Voce Libera, ottime idee ma ora Mara Carfagna deve spezzare i legami con Forza Italia

Nell’attuale scenario politico, in un continuo moltiplicarsi di progetti politici, fa molto piacere osservare che a destra si inizi a muovere qualcosa di differente. Voce Libera non è un partito ma in qualche modo getta il seme di un progetto ad ampio respiro — tutt’altro che subalterno, almeno nei fatti, alla Forza Italia degli ultimi anni, prigioniera di se stessa e dell’idealismo originario mai sbocciato in quella rivoluzione liberale continuamente rilanciata — difficilmente riconducibile alla vecchia dicotomia destra/sinistra. Ciò è evidente a partire dai nomi inseriti nel comitato scientifico Cottarelli e Puglisi fra tutti, di certo invisi all’attuale centrodestra statalista e dirigista. Una scelta forte, voluta e lungimirante, di rottura, tant’è che lo stesso Berlusconi ha  bollato come divisivo il progetto.

È ancora prematuro domandarsi se la scelta della Carfagna sia vincente, soprattutto oggi, alla luce di un contesto politico i cui tempi sono rapidissimi, tanto veloci da non permettere facili calcoli elettorali. Da ciò si comprende l’intenzione lodevole, di unire le varie voci dell’universo liberale in vista di una rivoluzione culturale prima ancora che politica.

Chiare le prorità: ridurre la pressione fiscale, tagliare la burocrazia che attanaglia il paese e disincentiva chi vuol fare impresa, ridurre i tempi della giustizia civile che spaventano chi investe nel nostro paese, ristabilire rapporti rassicuranti fra l’Italia e l’Europa per tutelare “l’interesse nazionale” nelle sedi comunitarie, spezzando le ambiguità che legano da un lato la destra al blocco di Visegrad e dall’altro la sinistra e il Movimento 5 Stelle alla Cina.

Le buone idee non mancano, le modalità con cui la Carfagna ha deciso di mettersi in gioco in prima persona appaiono discutibili. Negli ultimi mesi sono nati una serie di partiti ascrivibili a quel che comunemente chiamiamo “centro”, progetti nati con ambizioni importanti ma incapaci di rompere davvero con i rispettivi schieramenti di riferimento. Azione nasce guardando al PD, o meglio, a ciò che Calenda vorrebbe che il PD (e di conseguenza il suo elettorato) fosse. Idealità ben lontana da una realtà fatta di una serie di affinità che legano l’elettorato grillino e quello democratico sempre più spinto a sinistra, silente sulle nuove tasse e irrilevante nel dibattito sulla riforma della prescrizione che, stando alle ultime dichiarazioni del Ministro Bonafede, entrerà in vigore a Gennaio.

Renzi con la sua Italia Viva appare al contempo il primo detrattore nonché il primo sostenitore dell’esperimento gialloverde, pronto ad accogliere i molti fuoriusciti dai vari partiti di centrodestra o centrosinistra ma incapace di capitalizzare l’elettorato dei due poli. Voglioso di rompere col governo ma per mero calcolo elettorale (?) distante da tale scelta. 

Mara Carfagna ora deve soltanto avere il coraggio di irrompere nella scena politica, spezzando ogni collegamento con Forza Italia, ponendo fine ad un doppio legame che di certo spaventa gli elettori molto più dell’azzardo che si concreta nella creazione di un nuovo soggetto elettorale. Voce Libera è un contenitore pieno di proposte, sa dove andare ma è privo di audacia, abbisogna di mettersi in gioco, trasformandosi quanto prima in un partito, elevando se stessa a voce autorevole in un panorama stantio, ben oltre l’assurda ambizione di influenzare l’agenda del partitino di turno.

Avete letto un contributo di uno dei nostri collaboratori esterni. Le idee e le posizioni riportate nell’articolo non coincidono necessariamente con quelle della redazione e dell’editore de Gli Immoderati.

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