Politica estera

L’ultima di Trump: gli Usa si ritirano? Dalla Siria in Iraq

Il presidente Trump sta cambiando idea sul ritiro delle truppe americane dalla Siria?

Ieri Trump ha twittato che la tregua negoziata da Washington nel nordest della Siria “tiene molto bene” e che “i curdi si reinstallano in nuove aree”.

Trump citava, virgolettandolo, il Dipartimento della Difesa guidato da Mark Esper.

Trump ha aggiunto che i soldati Usa “non sono in zone di combattimento o del cessate il fuoco” e che “abbiamo messo al sicuro il petrolio. Porteremo i soldati a casa!”.

Quella del ritiro dalla Siria è una delle grandi promesse fatte in campagna elettorale da Trump.

Il cessate il fuoco invece dovrebbe prevedere il ritiro dei curdi dalla frontiera turca, in cambio dello stop alla offensiva di Erdogan.

Ma a leggere il documento ufficiale del Dipartimento della Difesa americano, si nota che Donald Trump ha virgolettato il DOD aggiungendoci, come dire, qualcosa di suo.

Nell’originale non c’è scritto che la tregua “tiene molto bene” bensì che “in generale sembra tenere”.

Non solo. Esper ha comunicato che i mille soldati americani che si stanno ‘ritirando’ dal nord della Siria saranno dispiegati nell’ovest dell’Iraq.

Quindi non si torna a casa ma si resta in Iraq per impedire che in Siria torni ISIS.

Sempre ieri, Re Abdallah di Giordania ha incontrato ad Amman la speaker della Camera Nancy Pelosi.

Pelosi ha spiegato che la delegazione Usa è “impegnata in discussioni vitali sull’impatto per la stabilità regionale, il crescente afflusso di rifugiati e la pericolosa apertura offerta all’Isis, all’Iran e alla Russia”.

“Apertura offerta a ISIS“, appunto.

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio ha studiato filosofia a Napoli. Classe 1975, si occupa di internazionalizzazione delle aziende.

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