Diritti civili

Il Pride Month del Partito Conservatore

pride month dei conservatori

Ci sono delle fette di libertà a cui il liberalismo italiano e la destra nazionale, sostanzialmente non sovrapponibili, hanno rinunciato. Inspiegabilmente. La tutela delle libertà civili è uno di questi.

Partiamo da una premessa doverosa: i conservatori non sono necessariamente un branco di reazionari clericofascisti e i liberali non hanno a cuore solo le libertà economiche. Chi la pensa in questo modo non ha banalmente capito nulla del conservatorismo e del liberalismo. O, più facilmente, non li ha studiati.

Mi rendo conto che, in Italia, questo è un tema spinoso: a destra praticamente solo GayLib e pochi altri individui in ordine sparso hanno cercato di portare avanti queste tematiche. Il risultato è stato lasciare amplissime fette di elettorato alla sinistra e trasformare radicalmente il tema, tanto che nella convinzione comune il movimento ha una matrice marxista. Nulla di più falso.

A questo punto del discorso, solitamente, finisce l’attenzione dell’italiano medio. Se è di sinistra, l’accusa è di legittimare i bigotti, se è di destra, l’accusa è di propalare la teoria del gender. È bene capire una volta per tutte che sono due narrazioni false e meschine. Senza scampo. Due narrazioni che vivono di stereotipi, che non si replicano in nessun altro paese civile.

Evitando di spingermi in un’analisi delle dottrine politiche sicuramente interessante ma non opportuna in questa sede, mi limito a riportare il comunicato dei Conservatives britannici rilasciato in occasione del Pride Month. A prescindere dalle proprie valutazioni personali sull’impianto ideologico e sull’operato dei Tory, non li si può certo definire limitati, ignoranti e bigotti.

Il comunicato inizia con un elogio del Pride Month, che viene definito “un momento importante nel calendario globale per celebrare i contributi delle persone LGBT alla vita nazionale e riconoscere gli incredibili risultati di generazioni di attivisti che hanno ottenuto così tanto”.

Oltre a ringraziare tutti gli attivisti per l’impegno a rendere il Regno Unito un paese migliore, si sono dichiarati orgogliosi di essere diventati, dopo le ultime elezioni generali, il partito conservatore con più deputati LGBT eletti.

Non mancano nemmeno i riferimenti puntuali alla storia del movimento. “Le basi del Pride Month sono state gettate a giugno per onorare uno dei momenti più importanti della storia LGBT: gli Stonewall Riots del 1969 a New York City. Lo stesso giorno dell’anno successivo fu segnato dalla prima marcia del Pride al mondo.”

Per il mese di giugno, inoltre, è stato deciso di modificare il logo azzurro del partito, che è stato sostituito da una versione arcobaleno per celebrare il Pride Month.

Il comunicato termina con una frase sicuramente suggestiva, sul ruolo della libertà nella presa di posizione del partito. “La libertà è al centro dei valori del nostro Partito e difenderemo sempre i diritti delle persone LGBT di vivere e amare senza paura.”

L’influenza liberale anglosassone, probabilmente, ha giocato un ruolo decisivo. La destra italiana ha storie e tradizioni completamente differenti, forse paragonarla a una tradizione di conservatorismo liberale e liberalismo conservatore non ha nemmeno senso. Una cosa è certa. La strada di Pillon, Ceccardi, Gandolfini, Adinolfi e tanti altri personaggi inquietanti non è l’unica possibile.

Buon Global Pride a tutti!

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