Speaker's Corner

L’estremismo è il parto dell’ignoranza

Avevamo fatto ironia su Socrate e Platone, che avrebbero ispirato la lettera del premier inviata alla Commissione UE. Purtroppo è un’ironia mal posta. Anzi si tratta di una faccenda estremamente seria. Sono loro il vero problema, o meglio le loro ombre malamente insegnate nelle scuole.

Tra le tracce dei temi per la maturità è stato proposto un brano sull’illusione della conoscenza, tratto da un libro di Steven Sloman e Philip Fernbach. La traccia è stata la più scelta. Ho il sospetto perché fa fico, per gli studenti, sparare boiate a raffica su una cosa che non conoscono, soprattutto se sembra suonare come un rigetto del metodo scientifico, che crea solo mostri e pericoli. Ebbene, poiché non sono “nato imparato”, ieri sera mi sono studiato un interessante paper di cui i due sopracitati studiosi sono co-autori: Political Extremism Is Supported by an Illusion of Understanding – Philip M. Fernbach, Todd Rogers, Craig R. Fox, Steven A. Sloman. L’Abstract reassume molto efficacemente l’oggetto della ricerca: “We hypothesized that people typically know less about such policies than they think they do (the illusion of explanatory depth) and that polarized attitudes are enabled by simplistic causal models. Asking people to explain policies in detail both undermined the illusion of explanatory depth and led to attitudes that were more moderate (Experiments 1 and 2). Although these effects occurred when people were asked to generate a mechanistic explanation, they did not occur when people were instead asked to enumerate reasons for their policy preferences (Experiment 2). Finally, generating mechanistic explanations reduced donations to relevant political advocacy groups (Experiment 3). The evidence suggests that people’s mistaken sense that they understand the causal processes underlying policies contributes to political polarization”. Fernbach è psicologo dei consumi e di scienza cognitiva. Cosa si è chiesto questo professore talentuoso? Andiamo a vedere perché le posizioni politiche sono spesso cosi estreme! Il paper utilizza un metodo sperimentale, scientifico. E già qui, vendetta, rispetto a una lettura poco attenta della traccia del tema. L’esperimento consiste nel sottoporre a giudizio di persone scelte in modo casuale 6 policy complesse. Citiamole in inglese, così perdiamo per strada gli inutili somari: (a) imposing unilateral sanctions on Iran for its nuclear program, (b) raising the retirement age for Social Security, (c) transitioning to a single-payer health care system, (d) establishing a cap-and-trade system for carbon emissions, (e) instituting a national flat tax, and (f) implementing merit-based pay for teachers.

Utilizzando una scala di giudizio (Likert scale 7), gli intervistati devono decidere se sono del tutto, molto, poco, per nulla favorevoli con ognuna delle policy. Dopo il primo giudizio, gli intervistati sono sottoposti a una spiegazione standardizzata di ogni policy. A questo punto si chiede loro se molto o poco sicuri della comprensione che avevano prima della spiegazione.

Passo successivo è richiedere una valutazione su ogni policy. Ebbene, risultato? Dopo la spiegazione le posizioni diventano più moderate. Per chi avesse voglia di approfondire lo screenshot illustra il punto in modo rigoroso.

Si sarebbe portati a credere che un modo per “addolcire” gli estremismi siano le spiegazioni approfondite, tecniche, in modo che le persone comprendano le vere implicazioni di policy COMPLESSE.

Tuttavia per le uniche due policy economiche cosa accade? Che l’estremismo non si attenua! Gli individui sembrano avere idee molto polarizzate in campo economico, perché come gli studiosi sanno bene, ogni giudizio economico contiene anche un giudizio di valore su come le risorse debbano essere distribuite, non solo sull’efficienza, ahimè. È un trade off noto. Quindi per tornare al discorso iniziale nella scuola italiana si propongono buone cose, senza però che gli studenti abbiano i mezzi per giudicarle in modo adeguato. Ma almeno una speranza si potrebbe nutrire. A scuola si dovrebbe dedicare meno tempo a Socrate e Platone (spiegati troppo spesso attraverso semplificazioni da Bignami e su libri antiquati), e molto di più alla matematica e alla statistica. Quantomeno aiuterebbero a capire anche meglio Socrate e Platone. Perché la logica è matematica.

Dalla scuola verrebbero formate persone più preparate, meno estremiste su questioni politiche, seppure sempre polarizzate su questioni economiche che risentono degli interessi individuali. Ma sarebbe già un paradiso, rispetto all’abissale inferno di ignoranza che prevale.

Platone, Socrate, Fernbach, Maturirà, scuola, ignoranza, estremismo, Savona

Thomas Manfredi

Statistico-Data analyst. Lavora nella divisione di analisi del mercato e delle politiche del lavoro dell’OCSE, dove si occupa di analisi econometriche per l’Employment Outlook oltre a essere co-autore di diversi working papers. Milanista sfegatato, papà di Flavio. Twitter: @thmanfredi

1 comment

Stefano Spagocci 03/07/2019 at 16:38

Di matematica ne so molto più della media (e credo, escludendo la statistica, più di lei), la matematica applicata nel mio piccolo la faccio oltre che applicarla; riguardo al metodo scientifico, credo di avere al mio attivo più ricerche scientifiche di lei (sui working papers potremmo discutere a lungo), in ogni caso il metodo scientifico lo pratico quotidianamente. Detto ciò, le mie posizioni politiche da quelli come lei sarebbero definite decisamente estreme. Come la mettiamo? Lei è uno scientista sfegatato, oltre che milanista. Libero ovviamente di esserlo ma libero io di sottolineare il fatto che voi liberal in tutte le salse, dalla salsa destra a quella sinistra, credete di essere moderni ma siete terribilmente antiquati. Siete rimasti alle illusioni illuministe del ‘700 e positiviste dell’800 e non ve ne rendete conto. Per la cronaca non sono un militante di estrema destra, sono un libertario/identitario e per ciò stesso indipendentista. Ad ogni modo, chi chiede di sostituire Platone o Aristotele con la matematica dimostra la stessa ignoranza di fondo del geometra Odifreddi. Contento lei…

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