Attualità

Le buone leadership sono quelle capaci di decidere

Popolo ed élite non sono mai state così distanti. Dobbiamo ammetterlo. E il nostro è un Paese alla ricerca di riferimenti solidi, di proposte efficaci. Dalla politica, dal sistema della istruzione, cioè dalla scuola e dalla università. E dalla nostra Pa, dalla amministrazione dello Stato e dagli enti locali. Ma se politici, sistema della istruzione, amministrazione pubblica, non saranno profondamente riformati e modernizzati da élite consapevoli della sfida della modernità, cioè da una classe dirigente capace di fare riforme anche impopolari ma necessarie, il distacco con il resto del Paese aumenterà invece di ridursi. È il senso del webinar di Ricostruire che si è svolto lunedì 22 giugno, presentando il volume “Popolo ed Elite, come ricostruire la fiducia nelle competenze” (Marsilio 2020).

Oggi tendiamo a identificare come leader chi sa esprimere la ‘pancia’, gli umori del Paese riuscendo a generare da questo consenso e quindi successo politico. Ma troppo spesso queste leadership mancano di vere proposte. Si limitano alla comunicazione politica. Non hanno idea di come costruire il futuro. Non riescono a immaginare come sarà l’Italia tra 10, 20 anni. L’incapacità di rompere con questi schemi fallaci, con una offerta politica che anche quando si presenta come nuova appare incompetente, sta appiattendo l’Italia, e getta il popolo, cioè i cittadini ed elettori, in uno stato di totale abbandono e confusione.

L’emergenza Covid in questo senso ha reso ancora più evidenti i punti deboli del nostro sistema. La mancanza di riforme strutturali, innanzitutto. E proprio la fase di uscita dalla emergenza e di ripartenza sarà decisiva per intraprendere strade nuove facendo tesoro degli errori che sono stati commessi, nel recente passato come negli ultimi decenni. Serve una politica fatta di persone competenti e che non abbiano paura di decidere. Serve una riforma della PA che renda la amministrazione dello Stato più moderna, efficiente, cogliendo le opportunità della sfida tecnologica.

Soluzioni che devono arrivare, sottolinea Maurizio Sacconi, sia sul breve che sul medio e lungo periodo. Sacconi plaude a esperienze come quella di Ricostruire, esperienze pre-politiche, in grado di favorire una elaborazione concreta sui temi strategici per il Paese che troppo spesso restano fuori dai radar del dibattito pubblico. Svecchiare e far ripartire davvero l’ascensore sociale, garantire pari opportunità a patto che ci siano crescita economica e istituzioni moderne (se no le pari opportunità restano vuota retorica), offrire alle famiglie libertà educativa, superare il valore legale del titolo di studio. Un grande investimento sul sistema della istruzione è centrale per avere una scuola nuova, più dinamica, più attenta a valorizzare i talenti al di là dei voti e della didattica tradizionale. Dobbiamo, infine, usare le tecnologie per migliorare la nostra società liberandoci nello stesso tempo dal rischio della manipolazione, della demagogia e delle fake news.

Così si formano e si selezionano buone leadership. Prendendo decisioni difficili che con il passare del tempo si riveleranno scelte giuste. Al webinar di Ricostruire hanno preso parte tutti gli autori del volume pubblicato da Marsilio. Una riflessione non scontata sull’idea di leadership che merita di essere approfondita.

Libro Popolo ed élite

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio

Alan De Giorgio ha studiato filosofia a Napoli. Classe 1975, si occupa di internazionalizzazione delle aziende.

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