Economia & Finanza

La Verità sui Pensionati, oltre le Menzogne dei Talk Show

Il report dell’Istat sulle condizioni di vita dei pensionati evidenzia una realtà molto diversa da quella mostrata dai tanti talk show che descrivono il mondo delle pensioni come il più colpito dalla crisi e dall’indigenza. È vero l’esatto contrario. Partiamo da un punto: la spesa pensionistica nel 2018 è salita del 2,2%, è quasi 300 miliardi, cioè il 16,6% del Pil: il livello più alto nell’area Ocse dopo la Grecia, in aumento rispetto al 2017 “segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente”.

Partiamo da un punto: la spesa pensionistica nel 2018 è salita del 2,2%, è quasi 300 mld, cioè il 16,6% del Pil%: il livello più alto nell’area Ocse dopo la Grecia, in aumento rispetto al 2017, “segnando un’interruzione del trend decrescente osservato nel triennio precedente”.

Dopo l’aumento a causa della crisi (con picco del 17,0% nel 2014), la spesa pensionistica è tornata sotto controllo e si è addirittura ridotta grazie alla riforma Fornero. Poi è tornata a salire nel 2018, ma i dati della Tabella in alto ancora non mostrano gli effetti deleteri di Quota 100.

L’altro dato interessante è la divaricazione tra pensioni e stipendi negli ultimi 20 anni: dal 2000 l’importo medio delle pensioni è aumentato del 70% mentre i salari medi solo del 35%, in un contesto di crisi economica con le due curve che mostrano un andamento divergente.

A pagare di più per la crisi non sono stati i pensionati, ma i giovani: il generoso sistema previdenziale ha tenuto i pensionati al riparo dal ciclo economico negativo, scaricando il peso sugli altri. Durante la crisi il divario tra giovani e anziani è aumentato nettamente.

Già la Banca d’Italia nell’indagine sui “Bilanci delle famiglie italiane” aveva mostrato della Grande Divaricazione degli ultimi 20 anni: per gli over 64 reddito e ricchezza sono aumentati del 15 e del 60%, mentre per gli under 34 sono scesi rispettivamente del 10 e del 60%.

Queste variazioni di reddito e patrimonio si riflettono ovviamente nei dati sulla povertà. Se l’immagine televisiva della povertà è quella del pensionato che non riesce a pagare le bollette, nella realtà è quella delle giovani famiglie soprattutto se con figli.

L’Istat mostra chiaramente come il rischio di povertà delle famiglie con pensionati sia 8 punti inferiore a quello delle altre famiglie: “La presenza di un pensionato all’interno di nuclei familiari vulnerabili consente quasi di dimezzare l’esposizione al rischio di povertà”.

Ma la cosa più interessante è l’andamento: secondo l’Istat la povertà assoluta si è triplicata tra i minori e i giovani, mentre è in costante calo (nonostante la crisi) tra gli over 65, l’unica fascia d’età in cui è in calo e che segna anche il valore più basso (sotto il 4%).

La disuguaglianza generazionale è esplosa e continua a crescere secondo una tendenza meccanica. E, incredibilmente, l’unica riforma che ha operato in senso opposto a queste spinte per riequilibrare i rapporti tra generazioni, la legge Fornero, è la più contestata e odiata.

Senza considerare che a causa della demografia la spesa è destinata ad salire. Ma anziché preoccuparsi di distorsioni e sostenibilità del sistema previdenziale, partiti e sindacati si impegnano a gonfiarla: non è ancora scaduta Quota 100 e già si pensa a Quota 102. Chi paga?

Una versione di quest’articolo è apparsa su www.ilfoglio.it

Luciano Capone

Giornalista de Il Foglio

1 comment

Dario Greggio 21/01/2020 at 13:08

ovvio.

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