Finestra sull'Europa Speaker's Corner

Lettera alla FAZ: La Recita da Straccioni

Carlo Calenda

Alcuni politici italiani di destra e sinistra (sempre unite nella devastazione di fondi pubblici), hanno pubblicato un annuncio a pagamento a tutta pagina sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) per inscenare la solita recita da straccioni ed indurre la Germania a pagare il debito pubblico italiano con la scusa della pandemia.

Come era prevedibile il testo e’ infarcito del trito repertorio di frasi vacue e retoriche del tipo: “Se l’Ue non prova che esiste ora, cesserà di esistere”.

In un paese serio ci sarebbe stata una reazione indignata all’auto-umiliazione che la paginata infligge all’Italia. Visto che nei media di regime non ce n’e’ traccia proviamo ad abbozzarla noi.

Il regime fiscale agevolato olandese non ruba soldi al nostro welfare. Al nostro welfare mancano soldi a causa delle pensioni concesse ai falsi invalidi, l’elefantiaca dimensione dell’INPS e della PA nonostante il fabbisogno, la scelta di pagare chi sta a casa perché vuole stare a casa e le pensioni ai trentenni. E’ colpa nostra, non degli Olandesi (che comunque, come si apprende nei meet up, sono malvagi più dei Belgi).

I debiti di guerra tedeschi

Poi si arriva alla memoria da pesce rosso “molti paesi vi hanno dimostrato” benevolenza sulla richiesta dei danni di guerra e sulla cancellazione dei debiti (faccenda peraltro molto complessa di cui i firmatari mostrano di non sapere granché).

In questo paragrafo avrebbero dovuto usare la particella pronominale CI, non VI. Ad El Alamein eravamo dalla stessa parte della depressione di Quattara, a Nikolajevka non eravamo in gita e neanche in Grecia. L’armistizio di Cassibile non era su chi pagava da bere. Gli aiuti li abbiamo avuti anche noi Italiani. I Tedeschi li hanno usati bene, noi no.

Ed è alquanto strana questa amnesia sulle responsabilità dell’Italia fascista, perché questi esimi statisti il discorso di De Gasperi a Washingtonnulla a parte la vostra personale cortesia….” avrebbero dovuto tirarlo fuori dalle incerte memorie degli studi.

Una parte in grassetto del testo afferma che “non si chiede la mutualizzazione dei debiti pregressi“. Ovviamente non è del tutto vero: perché il pagamento di un debito in solido è comunque influenzato dalla situazione debitoria pregressa e dalla capacità di pagare i nuovi impegni con gettito bastevole: se vi trovaste ad aprire una Snc con uno a rischio fallimento, lo fareste?

Secondariamente, quello di cui gli Olandesi non si fidano, e neanche i tedeschi, e neanche altri (incluso il sottoscritto oltre ad ogni uomo o donna con pollici opponibili) è la nostra qualità del debito, fatto non per fare linee ferroviarie, strade, centrali nucleari, scuole ( con la postilla del controllo output detestato dai sindacati) infrastrutture, ma in puttanate e spesa clientelare.

E peraltro il paragone col 45 non c’entra una togna e cozza. Il gruppetto sostiene che i tedeschi immemori degli sconti di cui han goduto dovrebbero pagare a pie’ di lista per le nostre cazzate senza rimostranze. Dimenticando che se fossero stati egoisti (secondo Calenda che sui temi economici oramai imita Sbirulino), nel 74 – per dirne una – non ci avrebbero prestato i 2 miliardi di dollari per pagare le importazioni di cibo e petrolio. Rimane infine il piccolo dettaglio, taciuto da tutti, che se noi non abbiamo l’industria tedesca è per scelta nostra di politica economica.

My Two Cents

Si dovrebbero fare i Coronabond? Si, ma con una mossa a monte. Costituzione di un Ministero dell’Economia federale dell’UE e cessione di sovranità con conseguente controllo della spesa da parte dell’Unione (e drastica riduzione del potere di mancetta elettorale dei partiti di Roma). Per chi non lo intuisse, sarebbe la fine degli stati nazionali, essendo l’approvazione del bilancio una funzione fondamentale dei Parlamenti nazionali.

In sostanza avrebbero dovuto scrivere una frase non una pagina: facciamoli ‘sti bond, ma creiamo prima un ministero federale che ne gestisca i proventi.

Davide Hauner

Davide Hauner

Nato a Brescia nel 83, laureato in economia aziendale all'Università' di Brescia.

3 comments

Dario Greggio 02/04/2020 at 14:03

grazie!

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Dario 02/04/2020 at 17:04

Bravissimo

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Aldo Mariconda - Venezia 02/04/2020 at 18:49

Avevo già pensato lo stesso. Vedo uno slancio di “patriottismo” che, posso anche capire, è dovuto alla pandemia in corso. Ma abbiamo un Paese fermo prima della pandemia, che non investe, che non fa le riforme atte al rilancio dell’economia, e col debito pubblico che cresce sempre, tutti a gara per aumentare la spesa corrente. Un Paese che ha anche un’imprenditoria valida, ma che opera malgrado il sistema, non favorita da questo.
Bisogna essere credibili per avere credito. Certo che l’Europa si sta sfaldando sempre di più, ma nessuna delle forze politiche in campo osa fare un esame di coscienza. E’ almeno dal governo Berlusconi 1994 che cresciamo meno quando la congiuntura è favorevole, ma perdiamo di più quando il ciclo diventa negativo. I dati OECD sull’Italia dell’aprile 2019 evidenziavano bene come in 20 anni tutti i Paersi membri sono cresciuti, fino al +30% circa della Svezia, mentre il ns. PIL/Pro-capite è addirittura leggermente sceso.
Mi aveva anche un po’ sorpreso lo slancio di Calenda, di solito assai concreto oltre che competente, che si è associato al coro che, francamente, pur patriottico quanto si vuole, aveva anche delle note stonate.
Solo che qui le riforme le suggerisce Cottarelli, tutti gli osservatori internazionali da OECD. IMF, EU ecc., ma vi è credo un “establishment” trasversale che non le vuole. E la politica oscilla tra il conservatorismo e la demagogia.

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