Economia & Finanza

La produttività è Fatale

La classe dirigente italiana ha contribuito al declino del Paese, anzi ne è stata addirittura protagonista. Non si parla solo dei politici, ma di quasi tutti coloro che hanno avuto visibilità pubblica. Tuttavia, le generazioni più giovani, che hanno hanno ereditato un Paese sfasciato, stanno dimostrando che con il merito, lo studio e la competenza si può essere una buona guida. Matteo Fatale, studente di Quantitative Finance a Torino, ne è un esempio.

Le previsioni di decrescita del Pil calcolate dalla Commissione Europea e dal FMI sono molto negative. Ci sono possibilità di limitare i danni?

No, neanche lontanamente. Anche se ritengo le previsioni della Commissione troppo negative, quelle del FMI sono più realistiche. Il frutto di non aver mai messo in ordine i conti è che lo Stato italiano non ha nessun margine di manovra.

Data l’incapacità della politica di tenere i conti in ordine, può essere una soluzione il vincolo esterno di cui tanto si parla a proposito dei fondi UE?

Il vincolo esterno non è mai determinante, al massimo può funzionare come palliativo. Il cambiamento deve arrivare dalla politica, al massimo da tecnici con un sostegno politico. La politica non potrà lavarsi le mani di questi problemi in eterno.

Gli ultimi dati della CGIA hanno evidenziato che nel 2021 la PA avrà più pensionati che lavoratori. Quanto è urgente una riforma del sistema pensionistico?

In realtà questi dati si sapevano, ora sono solo nero su bianco. Riformare adesso il sistema pensionistico non basta. L’unico modo per renderlo sostenibile è la crescita della produttività. Il problema è che il governo, a causa del blocco dei licenziamenti prorogato fino a Dicembre, va nella direzione opposta.

Come mai?

In questo modo le imprese non potranno mai riorganizzarsi e diventare più efficienti.

L’idea di Stato imprenditore sembra essere dominante, in misura ancora maggiore rispetto agli scorsi anni. Cambierà mai questa narrazione?

Nel breve periodo no. La stessa opposizione si distingue solo perché chiede sussidi diversi o più consistenti. Le differenze di visione sulla politica economica, sulla rigidità del mercato del lavoro e sulla politica industriale sono marginali. L’80% degli elettori vuole più Stato, è questa la verità. Il Paese resta in piedi grazie ai tecnici dei ministeri, che limitano i danni della politica.

Ma è possibile che prenda finalmente forma una forza politica normale, magari anche liberale?

Sarebbe il momento perfetto per una svolta. Serve ragionevolezza, la retorica e l’ideologia hanno fatto solo danni. La domanda c’è, difficilmente rimarrà insoddisfatta per molto tempo.

Ha in mente dei nomi?

No, non so chi potrebbe essere in grado di farlo con un consenso sufficiente. Ma è il momento.

Leonardo Accardi

Leonardo Accardi

Bergamasco a Roma, studente di Scienze politiche presso l’Università Roma Tre e Coordinatore di Istituto Liberale-Lazio e della Scuola di Liberalismo di Roma. Amo i fatti spiegati con dati, numeri e ironia, disprezzo le semplificazioni e i luoghi comuni.

1 comment

Dario Greggio 25/07/2020 at 19:27

godo.

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