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La Pandemia in USA: La Grande Mela Sbucciata

Pandemia in USA

La Pandemia in USA ha come epicentro New York, la Grande Mela sbucciata. Lo scoppio dell’epidemia in ritardo rispetto all’Europa sta modificando turbinosamente le dinamiche politiche e colpendo l’economia con un aumento record di disoccupati. Le richieste di sussidi per la disoccupazione sono arrivate a 10 milioni e il governo ha varato un programma di interventi valutato intorno a 2,2 trilioni di dollari suddivisi in garanzie ai debiti delle imprese, trasferimenti alle famiglie, la possibilità per il governo di entrare nel capitale delle imprese imprese private e sostegni ai settori in crisi come il trasporto aereo.

Si parla di aggiungere un mega piano di infrastrutture dal valore complessivo di altri 2 trilioni di dollari, su cui pero’ aleggia una sana dose di scetticismo. Solo per le valutazioni di impatto ambientale occorrono in media 4 anni e in alcuni casi come una bretella autostradale di 18 Km sono occorsi 9 anni e oltre 9mila pagine di documenti. Anche dimezzando i tempi di approvazione i cantieri delle opere più ambiziose aprirebbero fra non meno di 2 anni, quando lo stimolo all’economia avrebbe il sapore di una beffa.

Trump che già in passato non si era mai preoccupato della sostenibilità del debito pubblico ha abbandonato qualsiasi parvenza di disciplina fiscale in totale simbiosi con l’opposizione democratica inebriata dalla pioggia di denaro pubblico.

Gli Inglorious Globastards volgono lo sguardo oltreoceano dove la risposta all’emergenza sara’ cruciale per re-infondere vigore all’economia globale, mentre dopo i tracolli Wall Street crede pervicacemente ad una ripresa a V che al momento appare alquanto improbabile. Permangono seri interrogativi sulla tenuta di alcuni settori del sistema finanziario, soprattutto i junk bonds, e sul futuro dell’industria petrolifera in ginocchio.

Le elezioni presidenziali di novembre si giocheranno sulla capacita’ di Trump di convincere l’elettorato di aver gestito la crisi al meglio. Nel frattempo, il quasi sicuro sfidante Joe Biden e’ sparito dai radar, mentre le primarie democratiche sono state quasi ovunque sospese.

 

 

 

Alberto Forchielli

Managing Partner at Mandarin Capital I have developed my strategic abilities thanks to 35 years of managerial experience in international affairs development, with a particular focus on the United States, Europe, and China. Currently, I also deal with dynamics and themes related to the global labor market, as well as talent and skills management at an international level with special attention to problems youth are facing and professional training. I have worked and lived for long periods of time in Santiago, Lima, Buenos Aires, Boston, London, Rome, Turin, Singapore, Kuala Lumpur, Washington DC, Luxembourg, and Munich. Currently, I divide my time between Boston and Bangkok, and I am always aware of themes regarding the global economy, internationalization, and labor globalization. Pragmatic, passionate, and obsessive, I work for ideals not money.

1 comment

Il Mercato del Petrolio è una Completa Baraonda | Immoderati 22/04/2020 at 13:04

[…] Nel frattempo gli impianti di stoccaggio del petrolio in America sono stracolmi, le raffinerie non acquistano e hanno, a loro volta, i depositi di distillati pieni, perché gli Americani (e il resto del mondo) tengono l’auto in ferma in garage e quasi nessuno viaggia in … […]

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