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La Pandemia di Nevrastenia da Coronavirus

Pandemia da Nevrastenia

La Pandemia di Nevrastenia da Coronavirus si e’ concretizzata in una nuova proroga degli arresti domiciliari al 3 maggio (per chi crede che ci sara’ una riapertura in quella data). Nel frattempo in mezzo ad una vorticosa girandola di informazioni pseudo scientifiche, il numero di contagiati e di decessi purtroppo non sembra assolutamente in calo come abbiamo già avuto modo di puntualizzare in una precedente puntata.

Il trend con cui l’epidemia di Covid-19 si e’ diffusa e’ molto più ripido del trend con cui sta attenuandosi.

 

Pandemia di Nevrastenia

In Germania invece, dove le fabbriche non sono chiuse e il lockdown non ha le caratteristiche ossessive imposte in Italia, la situazione e’ sotto controllo e non si registra la pandemia di nevrastenia da Coronavirus.

Prosegue intanto la saga dei negoziati europei per decidere quali strumenti nuovi mettere in campo nella lotta alla recessione provocata dalla pandemia. Il compromesso raggiunto dall’Eurogruppo non ha superato lo stallo sugli Eurobond ma ha introdotto la novità del SURE e del Recovery Fund. L’Italia chiede di piu’, ma difficilmente l’otterrà in tempi brevi.

Conte non ha parlato di alternative. Se non passano gli Eurobond  cosa farà il governo italiano? Come in un assedio, il tempo in ogni caso gioca a sfavore del soggetto asserragliato. Quindi la Merkel e i suoi alleati giocano come il gatto con il topo.

Nel mese di marzo la Banca Centrale Europea ha acquistato 37,3 miliardi di euro di titoli di Stato. 11,8 miliardi di questi, cioè più del 30%, sono italiani, mentre 2 sono i miliardi dei titoli acquistati dalla Germania.

A beneficio di chi ha rapporti conflittuali con la realtà va reiterato che  senza l’euro e senza l’Europa l’Italia starebbe affogando sotto il peso di un debito pubblico insostenibile. Non ci sarebbero i soldi nemmeno per le garze e i cerotti.

Il governo sara’ incapace di approvare la Finanziaria 2021, quindi in estate o poco dopo collasserà. A quel punto l’unico che possa evitare il default e’ Draghi che il prestigio internazionale e le capacita’ di persuasione necessarie. Ma non e’ pensabile che accetti la mission impossible con questo Parlamento. Ci saranno elezioni in autunno?

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

1 comment

Le Strategie di Singapore contro il Covid-19 | Immoderati 14/04/2020 at 15:59

[…] Ogni misura viene prese in considerazione degli effetti socio economici a lungo temine. La comunicazione e’ improntata all’umiltà, evitando allarmismi. […]

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