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La nuova moda dell’odio anti-americano

americano
Siamo stufi dell’Occidente democratico?

Una nuova tendenza trovata nei social ha come obiettivo quello di sminuire il lavoro svolto dall’Occidente che, pur con i suoi difetti che non nego, prova a evolversi internamente. La difficoltà che l’Occidente affronta è quella di stare al passo con il tempo che corre più rapido rispetto a come le mode e le tendenze interessano i flussi di informazione.

“L’Occidente cattivo.” “Le bombe occidentali”. Ci capita di leggere queste e altre fantasiose corbellerie su giornali, ormai palesemente schierati. Oppure ascoltiamo programmi tv, che, in nome di una più che mai fantasiosa libertà di opinione invitano persone che addirittura, grazie a testimonianze familiari, ci raccontano che prima della liberazione dal fascismo c’erano bambini felici.

Non contenti ci propinano queste tesi come grandi ragionamenti. Invece, da questi voglio partire per offrire una discussione su un fenomeno più ampio. Infatti il ciò che più mi sta spaventando in questi ultimi mesi è il crescente sentimento anti-americano che serpeggia in Italia. Francamente, non me ne capacito, visto che storicamente le nostre fortune dipendono dalle ottime relazioni con gli Stati Uniti.

Connessioni storiche

Come al solito, nei miei articoli, faccio parlare i fatti, che sono quelli che poco si conoscono ma che facilmente possono essere manipolati. La storia come al solito parla chiaro. Lo fa in tutte le lingue del mondo, con le varie sottodimensioni linguistiche.

Ora, facendo un passo indietro nel tempo di 72 anni, torniamo a quel 10 giugno 1940. L’Italia di Benito Mussolini, un paese in default economico, con una grave crisi monetaria, di materie prime, di infrastrutture e di beni alimentari primari, che oltretutto viveva una crisi sociale (però qualche bambino stava bene ci dicono), entra in guerra al fianco del Fuhrer tedesco Adolf Hitler, per i sogni di espansione dell’asse Roma-Berlino.

Tutti conosciamo le grandi sconfitte italiane in Albania, Grecia, Nord Africa dell’esercito italiano. Sappiamo anche che parallelamente a queste difficoltà militari in Italia il sentimento antifascista comincia a dilagarsi in tutta la penisola. Passano gli anni e la penisola si spacca in due, dove al nord la Repubblica fascista di Salò è ancora controllata da Mussolini e tedeschi, mentre pian piano gli alleati, sbarcati in Sicilia nel 1943 (truppe a maggioranza naturalmente americana, guarda caso), riescono, con l’aiuto dal fondamentale peso specifico della Resistenza italiana, a penetrare in tutta la fascia centro sud del Paese.

Arriviamo al 1945: il 25 Aprile Roma è liberata, dagli americani, le bandiere italiane e statunitensi si mischiano in filmati in bianco e nero che suscitano al sottoscritto grandi emozioni patriottiche. Da un po’ di tempo credo però che qualcuno volesse essere liberato da qualcun altro, o forse non voleva essere proprio liberato, visto che all’improvviso sono diventati tutti antifascisti (proprio tutti no, ma una buona parte) dopo il 1945. Ma specialmente, la stragrande maggioranza degli italiani concordava in quel momento nel fatto che l’America, insieme agli altri Alleati, avesse salvato e liberato insieme il Belpaese dal giogo nazional-socialista.

Quindi, a una domanda possiamo rispondere. Quando la gente si domanda quali paesi siano stati effettivamente liberati dai bellicosi Stati Uniti d’America, potrebbe rispondere subito con il proprio paese d’origine: L’Italia.

Il boom economico, i boomers che rinnegano la causa principale della loro felicità negli anni ’70-’80

Quando vi capita di vedere i filmati degli anni ’70 e ’80, l’epoca del boom economico, vi viene mai in mente quali furono le cause di questa grande prosperità economica e di qualità della vita, di cui parlano spesso magari i vostri genitori e nonni? Ve lo dice la storia quali furono le cause, che ci riconducono, ancora una volta, al sogno americano.

Dopo la seconda guerra mondiale l’Italia si presenta da paese sconfitto. Dopo che la conferenza di Yalta aveva spartito le aree di influenza tra Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche di Josip Stalin e gli Alleati democratici, le neo nate Nazioni Unite sentono il bisogno di intraprendere un piano di ripresa per tutti quei paesi europei che sono sotto l’area di influenza occidentale.

Arriva così il piano Marshall, un cospicuo aiuto di 14 miliardi di dollari per ricostruire l’Europa. L’Italia, pur essendo stato un paese nemico degli Alleati occidentali sarà la terza beneficiaria di questo piano, visto che per fondi sarà inferiore solo a Regno Unito e Francia. In totale saranno 1,2 miliardi di dollari che il governo democristiano riuscirà a gestire meticolosamente, arrivando negli anni del cosidetto “boom economico” che comprende il lustro iniziale 1958-1963.

In cambio dell’adesione al piano Marshall la condizione delle Nazioni Unite era quello di entrare a far parte della Nato, una organizzazione difensiva internazionale. Condizione che il governo dell’epoca non ha esitato minimamente ad accettare. Il cospicuo aiuto monetario internazionale occidentale ha continuato a favorire l’economia italiana per decenni. Dunque l’Italia, in parole povere, deve i suoi anni più floridi dal punto di vista economico, al “nemico” americano. La cosa divertente è che questo tipo di illazione mitologica, anzi quasi delirante, arriva dalla fascia di popolazione che più ha goduto degli aiuti economici americani. “Sputare nel piatto dove si è mangiato” non fu frase più adatta per concludere questo discorso.

Veniamo ai giorni nostri

Arriviamo al 2022, dove la situazione di guerra a est tra la Russia e l’Ucraina, costretta a difendersi da una invasione, continua a generare tendenze particolarmente pericolose. Una di queste è il rinato odio per l’Occidente libero, democratico, quella parte del mondo così cattiva che neanche ti mette in prigione se non sei allineato alla politica nazionale, pensate un po’.

Questo però è frutto di un’opera mastodontica di propaganda straniera. Propaganda eseguita in maniera magistrale sulla fascia di popolazione culturalmente più debole, incitando dubbi, facendo confluire notizie false, che le vittime della tastiera, neanche si sforzano di mettere in discussione, perché non hanno le basi per controbattere. Ed ecco che, in un clima di disinformazione e non cultura, si arriva all’esaltazione di personaggi stranieri dei quali non si conoscono le idee politiche, ma si conosce solo il personaggio.

Diventa quindi tutto un discorso da stadio, un discorso da bar, di fazioni, che arriva anche a considerare come nemici e violentatori della libertà coloro che hanno aiutato il nostro paese ad essere quello che è adesso (con tutte le defezioni possibili e immaginabili): libero, democratico, civile.

Concludo questo discorso ricordando che non sono un fan accanito della cultura americana, non ne apprezzo alcuni punti come il sistema sanitario. L’impronta di base capitalista e imprenditoriale ha però certamente aiutato l’Europa a crescere e diventare una potenza economica globale. In un momento così difficile dove bisogna prendere una posizione e stare al fianco di un alleato, io provo serenità nell’avere al fianco dell’Europa un vecchio collaboratore del benessere italiano. Se devo scegliere quali bandiere mettere sul terrazzo nel giorno più felice per me, amante dell’Italia, della libertà e della democrazia partecipativa, sono tre: Italia, Stati Uniti e NATO.

Fonti:
https://www.iusinitinere.it/le-politiche-economiche-del-piano-marshall-14113 https://www.corriere.it/lodicoalcorriere/index/16-04-2022/index.shtml https://www.ilfoglio.it/esteri/2022/04/02/news/sanzioni-uguale-globalizzazione-3871563/

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4 comments

Dario+Greggio 24/04/2022 at 18:21

Ti posso dire che lo stesso antimericanismo più o meno lo vivevo a scuola (infestata da comunisti in quei primi ’80 😀 ) e poi anche a seguire…
Io ero a favore degli USA anche quando ci capivo poco, ma era abbastanza ovvio che computer videogames musica cheeseburger e benessere stessero là, non altrove. Poi anche quando diventai “di sinistra” pur di dare in culo a berluska e alla sua feccia… non divenni antiamericano. Sì certo qualche dubbio sul 9/11 ce l’ho ma è dovuto ai generici “umani di merda” e non al “senso” USA.
E oggi sono naturalmente di nuovo di destra… ossia, come sempre – al netto dei ciarlatani.

eh sì.

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Antonio 25/07/2022 at 09:18

Bah sinceramente l’America la odio per la sua ipocrisia e per la mentalità che hanno i suoi abitanti e odio questo capitalismo estremo che hanno diffuso nel mondo, odio il fatto che la passino sempre liscia nonostante commettano atrocità in tutto il mondo, ma purtroppo è sempre maggiore il pro americanismo che l’anti perché ormai il processo di appropriazione culturale è andato a buon fine e la maggior parte delle persone prende come riferimento prodotti americani. Come ultima cosa odio la loro ignoranza e superficialità su quello che li circonda.

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Alessandro 08/05/2022 at 00:10

Se qualcuno ti aiuta in cambio di qualche cosa non e’ un aiuto bensi un ricatto
Gli USA hanno fatto quello che hanno voluto con l’Italia, dalle basi Nato a tutti i presidenti filoamericani imposti
Siete solo ipocriti.

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Alessandro 08/05/2022 at 00:25

Credo che il fumogeno Covid e la vigliaccata del Vaccino abbia, nell’ultimo anno, contribuito all’antiamericanismo e, forse, pure al all’antieuropeismo. Per non parlare delle elezioni farlocche che hanno portato alla presidenza degli USA un robotino piu’ telecomandato del solito.
Le persone che non possono lavorare perchè non vaccinate da un virsu che colpisce e che è letale per la maggior parte di persone molto anziane, con conseguenze pessime per moltissimi vaccinati giovani, costretti con brutale aggressione a fare da cavie ad un farmaco sperimentale, non potranno mai stare con gli USA nè con i filoamericani.
Ci vorranno anni, molti anni, prima che gli italiani si dimentichino di questo abominio che passera’ alla storia come una nuova strage degli innocenti che non avranno mai una giustizia e non troveranno mai pace finche i veri colpevoli non saranno giudicati e condannati.

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