fbpx
Finestra sull'Europa

La Guerra del Governo spagnolo alla Guardia Civil

L’epidemia del Covid-19 in Spagna non solo ha lasciato dietro di sé ufficialmente 28000 morti (ufficiosamente potrebbero essere stati addirittura 43000, la differenza con il numero di morti tra questo e lo scorso anno), ma ha anche scatenato una guerra tra governo e il corpo della Guardia Civil.

A scatenare lo scontro sono state le decisioni del ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska del Partito Socialista (PSOE), che nella giornata di lunedì ha rimosso dal suo incarico il direttore del comando di Madrid, il colonnello Diego Perez de los Cobos. A detta del ministro si tratta di un semplice ricambio dei vertici, ma il sospetto è che si sia trattato di una “purga”.

Proprio lunedì, infatti, era trapelata la notizia di un’indagine in corso del Tribunale di Madrid sui fatti dell’8 Marzo. Quella domenica centinaia di migliaia di manifestanti si erano riversati per le strade di Madrid per celebrare la festa della Donna, nonostante il coronavirus Covid-19 circolasse in Spagna da almeno due settimane. Negli stessi giorni il delegato del Governo della Comunidad de Madrid avrebbe però proibito altre manifestazioni, allegando ragioni sanitarie.

Il casus belli che avrebbe portato alla rimozione di Perez de los Cobos sarebbe il rapporto che la Guardia Civil avrebbe consegnato alla giudice che si sta occupando dell’indagine e il rifiuto del colonnello a condividerlo con il ministro.

AGGIORNAMENTO: è di pochi minuti fa lo scoop del giornale digitale “El Confidencial” che ha pubblicato un documento ufficiale e riservato che conferma la ragione della destituzione: il colonnello si rifiutò di comunicare il contenuto delle indagini al Ministro.

Il rapporto, che lo stesso lunedì era filtrato alla stampa, contiene errori. I media vicini ai partiti di governo (El Diario, El Pais, la catena televisiva La Sexta), hanno sottolineato i tanti errori del rapporto, diffondendo però loro stessi false notizie (qui un thread su Twitter che evidenzia le fake news). Purtroppo anche il quotidiano La Stampa sembra aver ripreso parte delle bugie dei tre media sopracitati.

Alla destituzione del colonnello sono seguite le dimissioni del vice direttore della Guardia Civil, mentre giovedì è arrivata anche la destituzione del “numero 3”. Una vera e propria rivoluzione.

Pablo Iglesias, segretario di Podemos e vice presidente del governo, non ha mai nascosto la sua antipatia per le forze dell’ordine, soprattutto la Guardia Civil. Da parte sua non sono mai mancate dichiarazioni denigratorie verso il Corpo armato, addirittura attacchi alla magistratura ed al Tribunal Supremo, ma ora che è vice presidente dovrebbe almeno contenersi. Ed invece continua imperterrito.

La vera e triste novità è l’azione del PSOE, partito sempre rispettoso delle forze di polizia e delle istituzioni.

Un ministro dell’Interno non può chiedere che gli venga svelato il contenuto di un rapporto prima che questo venga consegnato a un giudice.

Inoltre non può cercare di “comprare” i migliaia di componenti di Polizia e Guardia Civil annunciando, proprio lunedì, un aumento di stipendio, negato a fine dicembre per mancanza di fondi. Non c’erano a Natale e ci sono dopo l’emergenza COVID?

È un giudice e non un ministro a stabilire se imputare o no il delegato del Governo della Comudidad de Madrid, il direttore del Centro di Emergenze Sanitarie del Governo, o chicchessia. O a giudicare se un rapporto contiene errori o meno. Sempre che glielo si lasci fare.

Leave a Comment

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com