Economia & Finanza Inglorious Globastards

La Fed fa Indigestione di Obbligazioni Spazzatura

La Fed fa Indigestione di Obbligazioni Spazzatura

Da tempo il ruolo della banca centrale negli Usa e’ surrettiziamente mutato. Invece di assicurare la stabilita’ dei prezzi la Fed e’ diventata un’istituzione che deve garantire i profitti della Borsa. Pertanto le misure di politica monetaria oramai vengono giudicate da come reagiscono i mercati nelle ore successive all’annuncio.

La congerie di interventi messi in campo dalla Fed in 4 settimane hanno immesso nei mercati 1,6 trilioni di dollari. Ma la misura che ha attirato le critiche più’ feroci riguarda il programma di acquisto delle obbligazioni spazzatura, cioè le obbligazioni con basso rating emesse da società ad alto rischio di bancarotta.

Appena tre settimane fa, la Fed si era impegnata ad acquistare solo obbligazioni societarie “investment grade” cioè poco rischiose nel quadro del nuovo quantitative easing per irrorare di liquidità i mercati del credito. Nel nuovo programma la Fed si carica in pancia obbligazioni dei cosiddetti fallen angels che gli investitori istituzionali come i fondi comuni e molti fondi pensione non possono inserire nei loro portafogli.

Ad essere la Fed puo’ acquistare solo titoli con un rating “almeno BBB- /Baa3” assegnato da due o più agenzie al 22 marzo 2020 e al momento dell’emissione doveva essere giudicata “almeno BB- / Ba3“.

Nonostante questi tenui paletti, si e’ parlato del “più grande bailout della storia” o del “più grande moral hazard della storia“. Più prosaicamente e’ il vecchio schema di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.

Tra i maggiori beneficiari di questa follia sono le compagnie petrolifere che estraggono dai giacimenti di shale oil (e gas). Sono cariche di debiti da sempre e sono state mantenute in vita dai crediti facili stimolati da una politica monetaria dissennata. Il tutto con la benedizione dei politici (Obama come Trump) obnubilati dal mito nazionalistico del”indipendenza energetica americana. Ora con il mercato del petrolio in crisi nera gli shalers sono destinati a subire un’ondata di fallimenti.

Gli Inglorious Globastards discutono di questa ennesima discesa della Fed negli inferi di un mercato drogato come un junkie della Bowery negli anni ’70.

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

4 comments

Dario Greggio 15/04/2020 at 18:47

😀 the future’s gonna be BRIGHT!

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Il Mito dell'Helicopter Money e lo Spettro dell'Hell-icopter Money | Immoderati 18/04/2020 at 15:35

[…] le presse della stampa di moneta. Addirittura la Fed ha annunciato un QE senza limiti quantitiativi per comprare addirittura junk bonds, di fatto ripercorrendo le orme dei peggiori regimi sudamericani degli anni ’70 e […]

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Fronteggiare una Recessione Economica Sconvolgente | Immoderati 18/04/2020 at 17:44

[…] è semplice: la Federal Reserve stamperà denaro per pagare ogni fattura e garantire ogni debito (anche di dubbia qualita’), per la tutta la durata della recessione. E, più o meno, garantire che nessun investitore in titoli […]

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POLITICA-STRUTTURA E SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE | Mondorosso 13/05/2020 at 19:28

[…] F. Scacciavillani, La Fed fa Indigestione di Obbligazioni Spazzatura, Immoderati.it, 15 aprile […]

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