Economia & Finanza Inglorious Globastards

La Devastante Epidemia di Statalismo

Devastante Epidemia di Statalismo

Il Coronavirus ha provocato, oltre a tanti lutti, una devastante epidemia di statalismo nella classe politica italiana che era gia’ abbondantemente a rischio di contagio. In questa eccezionale puntata di Inglorious Globastards affrontiamo i nodi principali di questo momento tragico.

Le misure varate per sostenere l’economia sono un guazzabuglio delirante che e’ troppo sbilanciato verso le esigenze dettate dall’Agenzia delle Entrate.

La burocrazia rimane una morsa soffocante su tutte le attività economiche e umane, che non viene minimamante scalfita, mentre i politici si riempiono comicamente la bocca di semplificazione.

Inoltre, forzare le banche a condurre macchinose istruttorie sul merito creditizio di ogni impresa, implica tempi biblici per l’erogazione della liquidita’, incompatibili con l’urgenza del momento. Peraltro l’esito incerto della pratica distrugge il vero asset immateriale che il sostegno pubblico dovrebbe preservare: la fiducia.

E per colmo di insipienza le nuove norme contenute nei decreti non assolvono dalle responsabilità civili e addirittura penali che potrebbero scattare per la concessione di prestiti a società che finissero in bancarotta.

Sarebbe stato molto meglio adottare un sistema semplice ed “automatico”, come in Francia o in Svizzera. In sostanza ad ogni azienda verrebbe richiesta un’autodichiarazione recnte l’importo del fatturato perso nei mesi tra febbraio e giugno 2020 rispetto allo stesso arco temporale nel 2019.

Insomma invece di definire una strategia di lungo periodo sulla ripresa delle attivita’ economiche e sulle riforme strutturali che consentirebbero all’Italia di imboccare un sentiero di crescita che manca da 30 anni, il governo si affida a una pletora di “tecnici” spesso sicofanti e avanzi di sottogoverno.

Nel frattempo il governo Conte chiede trasferimenti a fondo perduto dall’Ue, cosa che ovviamente non avverra’ mai. E quindi figure governative di eccelsa caratura come Laura Castelli favoleggiano di Babbo Morto bond, definito (vi prego non ridete) come un prestito perpetuo senza interessi.

Per aggiungere un tocco da commedia dell’arte partenopea il Presidente della Regione Campania, il vulcanco De Luca, imbastisce una sceneggiata in cui minaccia di chiudere i confini della Campania, ignaro della circostanza che il Regno delle Due Sicilie e’ finito nel 1861.

E quindi un esercito di Franceschiello deputato a difendere il sacro suolo di Pulcinella non esiste piu’. Ne’ i Presidenti di regione hanno autorita’ alcuna su polizia, carabinieri, guardie municipali o accalappiacani per potersi asserragliare di fronte all’invasione di compatrioti.

 

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

2 comments

Aldo Mariconda - Venezia 24/04/2020 at 18:41

Sempre condivido. Con l’occasione segnalo una conferenza di Bini Smaghi di oggi, per l’Istituto Bruno Leoni, che fa chiarezza sullo SME:
https://www.facebook.com/watch/live/?v=3100889553289925&ref=external

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Aldo Mariconda - Venezia 24/04/2020 at 18:42

Chiedo scusa, si tratta del MES o ESM

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