Speaker's Corner

La cultuva è il nostvo petvolio, ma guai a farla fruttare

La polemica su Chiara Ferragni e gli Uffizi ci ricorda che se da una parte c’è certamente stata una destra del famoso “con la cultura non si mangia”, follia opportunamente stigmatizzata in questi anni, dall’altra un’elite culturale ha portato avanti l’idea che con la cultura “sia peccato mangiare”. Che dovrebbe appartenere a una sfera sacra, distinta da ogni logica commerciale. Ed è una sciocchezza ancora più ideologica, perché la cultura è parte integrante di questo mondo, vive come tutto di risorse non sempre facili da reperire, adempie massimamente al suo compito quando mobilita persone di ogni estrazione culturale e non solo una cerchia ristretta autocompiaciuta del proprio perimetro ristretto. E quindi deve essere veicolata attraverso i canali di marketing del proprio tempo senza paura di risultare sacrileghi.

Ricordo ancora come esempio plastico di questa mentalità quando Franceschini spiegò da Fazio la capacità del Louvre di raccogliere enormi capitali grazie ai suoi negozi, ristoranti e centri commerciali di ogni tipo e Fazio replicò che il rischio era che poi le persone ci andassero per i negozi invece che per le opere d’arte. Iddio ce ne scampi, sterco del demonio. La cultuva è il nostvo petvolio, ma guai a farla fruttare.

Stefano Leanza

Nato a Milano un ventennio fa, studio Giurisprudenza a Roma. Penso liberale e scrivo di giustizia e garantismo. Blogger per hobby, sono appassionato di giornalismo politico e sportivo.

1 comment

Dario Greggio 25/07/2020 at 19:22

mah, su questo non sono d’accordo. Se la gente è scema e segue la ferragni, rimarrà scema anche dopo gli uffizi. E se gli uffizi si faranno i soldi sulla gente scema, saranno cmq da “esecrare” 😉

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