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La Brexit Danneggia i Poveri

Un consiglio domenicale prima di andare a messa con mio figlio. Sta ripartendo, sull’onda della Brexit, la tiritera sull’uscita dell’Italia dall’Unione Europea. Scimmie malamente ammaestrate impestano le timeline con scemenze di ogni tipo (sono sempre i soliti fake squinternati che usano nickname diversi), spinti dalle dichiarazioni di politici dall’abilità consumata nel vendere pozioni magiche.

Quello che interessa sapere è questo: con la Brexit, dal referendum del maggio 2016, i “poveri”, per ora, soffrono, come indicato in questo grafico:

La coppia Claudio Borghi e Alberto Bagnai può sparare qualsiasi baggianata che attraversi le loro teste se riescono a scrivere nonostante il tremore dello sgabello su cui poggiano le Onorevoli Natiche.

Questi sono i fatti. E questo dovete puntualizzare se li incrociate in trasmissioni televisive, radiofoniche, cocktail e comizi vari. Questo conta. E questo spiega come mai Nigel Farage, il leader dei Brexiters, abbia richiesto il passaporto tedesco mentre i suoi figli già ne sono in possesso. Sovranisti si, ma con il passaporto straniero pronto in valigia.

3 comments

Dario Greggio 02/02/2020 at 18:39

i poveri sono merda, si sa 😉

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Fabrizio Bercelli 02/02/2020 at 19:38

Sbaglio, o comunque il reddito cresce molto? A occhio un 6% annuo? Certo, dall’annuncio della Brexit cresce meno, ma questo quanto dipende dalla Brexit?

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Aldo Mariconda - Venezia 02/02/2020 at 21:22

Continuo a scrivere che il trio Borghi., Bagnai e Rinaldi nasconde probabilmente una sgradita sorpresa. Poiché anche la Lega non è capace di esprimere un progetto di sviluppo in un Paese fermo da oltre 20 anni, e col governo giallo/verde non hanno fatto altro che espandere la spesa corrente (con Quota 100 e Reddito di Cittadinanza), in presenza di un debito pubblico sempre in crescita, non vedano altra soluzione che la ripresa della sovranità della moneta con il ritorno alla Lira e l’assoggettamento di Bankitalia al governo. Così torneremmo all’inflazioni degli anni ’70, con impoverimento delle classi più deboli e dei percettori di reddito fisso, mentre oggi nessuna categoria imprenditoriale chiede l’uscita dall’Europa e dall’Euro.
la buona fede è sempre presunta, si usa dire. Stavolta mi sorgono molti dubbi!

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