Finestra sull'Europa In evidenza

L’Italia è una Repubblica fondata sulle mance elettorali

L’argomento della settimana è stato l’accordo europeo sul Recovery Fund. Al suo ritorno in Italia Conte è stato accolto con toni trionfali dalla maggioranza che lo supporta, Forza Italia e Fratelli d’Italia gli hanno riconosciuto di essersi battuto ed aver portato a casa la pagnotta, mentre la Lega ha parlato di colossale fregatura.

Le condizioni ci sono

Non è stato un trionfo in realtà, ma nemmeno una fregatura: il premier era partito chiedendo che il Recovery Fund non avesse condizioni, mentre non solo le condizioni ci sono, ma sono anche più rigide di quelle del MES. I paesi riceventi dovranno infatti seguire le indicazioni di riforme della Commissione Europea e stilare un piano che dovrà essere votato dalla maggioranza del Consiglio Europeo, pena la non erogazione dei fondi.

Dall’altra parte, i paesi cosiddetti frugali non sembravano voler concedere altro che prestiti, ed il diritto di veto su ogni spesa eseguita da parte dei governi. Alla fine, anche grazie a tagli del budget europeo (pessima notizia), l’ammontare del fondo perduto sarà di 390 miliardi invece che di 500 come inizialmente proposto, ed i singoli paesi avranno la possibilità di portare davanti al Consiglio Europeo i loro dubbi circa le spese dei governi recettori dei fondi. La loro erogazione verrà automaticamente interrotta per 3 mesi, i dubbi saranno risolti dalla Commissione, che deciderà poi se questi sono fondati o meno. Insomma, sarà la Commissione a decidere.

Avevamo parlato delle richieste del leader dei paesi frugali la settimana scorsa, dicendo che Mark Rutte, premier olandese, avesse ragione a pretendere condizioni nell’erogazione dei fondi. E la politica italiana ci ha messo ore, nemmeno giorni, a darci ragione.

Pensano già a come buttare i miliardi in arrivo

A niente sono serviti i moniti di (pochi) giornalisti ed (ancor meno) esponenti politici sulla necessità di essere responsabili nella spesa dei fondi che arriveranno, presumibilmente a parte dell’estate 2021. Da martedì mattina infatti, poche ore dopo l’accordo raggiunto a Bruxelles alle 5 del mattino, è stato un via vai di dichiarazioni, di maggioranza ed opposizione, su dove impiegare la “pioggia di miliardi” (cit.) in arrivo.

Di Maio è stato il primo, come da abitudine quando si tratta di spararle grosse: bisogna usare i soldi per abbassare le tasse! Si, bellissimo, peccato che non sia possibile, e per più ragioni. In primis, non si possono abbassare le tasse con entrate una tantum, ma deve esserci un aggiustamento strutturale nel bilancio dello stato. Secondo, i fondi europei dovranno essere usati per investimenti, specie per digitalizzazione e transizione verso l’energia verde.

È stato poi Salvini, ex fido compagno del grillino e capo del partito tutt’ora accreditato come preferito dagli italiani, a dire la sua: usiamo i soldi per rendere esentasse le pensioni dei nostri anziani del Sud! Nel paese con la più alta spesa dell’Occidente dopo la Grecia, non sembra una grande idea.

Chiudiamo la rapida rassegna con il ministro per il Sud, scuola PD, Peppe Provenzano: tagliamo gli oneri contributivi del 30% per gli uomini e del 100% per le donne! (ed un set di pentole in omaggio!!, aggiungiamo noi). E dire che si poteva pensare ad investimenti in centrali eoliche, solari, reti di telecomunicazioni a banda ultra larga. Ma no, tutte cose che non rappresentano una priorità per il Sud, giusto?

Finirà malissimo

Insomma, tre esponenti dei tre maggiori partiti italiani hanno già detto la loro: i fondi vanno utilizzati per elargire mance elettorali. Qualche giornale importante si è permesso di tirare loro le orecchie, primo per le balle raccontate (come detto, i fondi sono destinati a spese ben precise), secondo per le pessime idee? Nemmeno per sogno.

Di questo passo non solo i soldi non arriveranno, perché se è vero che Francia e Germania ci hanno appoggiato durante le negoziazioni, è altrettanto vero che non esiteranno a frenare le follie della nostra classe politica spendacciona. Ma crescerà anche il vittimismo, spinto da ogni colore politico, verso l’Europa matrigna e quei paesi cattivoni che, guarda un po’ te, pretendono che i LORO soldi non vengano buttati nella spazzatura.

Ma fino a quando saremo noi elettori a non pretendere serietà dalla nostra classe politica, anziché applaudire ogni baggianata detta, sarà solo colpa nostra. Ce lo meritiamo, il declino.

Saul Giordani

Laureato in Ingegneria informatica, liberal-incazzato, tento dall'estero di fare qualcosa per la mia derelitta Italia. Chi la dura la vince!

1 comment

Dario Greggio 28/07/2020 at 01:39

😀 #fuckderelittaitalia

Reply

Leave a Comment

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com