Eventi

“Innovation days”, a Roma protagoniste le start-up

Si è svolta a Roma la sesta tappa del roadshow del Gruppo 24 Ore “Innovation days, le eccellenze del territorio”, con gli interventi di Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria e di Filippo Tortoriello, presidente Unindustria Lazio. Da registrare i saluti di Virginia Raggi, sindaca di Roma, e di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio.

“Innovation days” costituisce un’occasione di confronto, dibattito, ma soprattutto per lanciare lo sguardo verso il futuro. Una serie di appuntamenti incentrati sulla sfida dell’innovazione: essere pionieri, leggere e interpretare il cambiamento, anticipare i tempi. Finora “Innovation days” ha registrato complessivamente 3mila partecipanti. Nel 2020 toccherà altre otto città. Il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, nel suo intervento introduttivo ha snocciolato i numeri positivi relativi alla regione Lazio. “Quest’anno l’export farmaceutico del Lazio ha segnato un record nel primo semestre 2019 con un più 64 per cento e la provincia di Latina ha battuto quella di Milano. Ma il Lazio è una regione dinamica anche per la creazione d’impresa, con 2mila startup nate nel 2019.

E, ancora, questa regione è al primo posto nell’uso dei fondi comunitari, secondo l’ultima ricerca europea sulla competitività: ne ha ottenuti quasi un miliardo, 200 milioni in più di Milano e Lombardia”. Sulla stessa linea Filippo Tortoriello, presidente di Unindustria. “Nel primo semestre 2019 l’export laziale di servizi alle imprese è pari a 12 miliardi, di cui 4,5 solo dal settore ICT – ha ricordato. “Il Lazio è una regione che vanta eccellenze imprenditoriali nei settori quali aerospazio, life sciences, energie rinnovabili, circular economy, big data solo per citarne alcuni, ed ha una concentrazione irripetibile di centri ed istituti di ricerca. Con l’obiettivo di rendere stabile e continuativa la collaborazione tra imprese e università, Unindustria ha sottoscritto un accordo quadro con le principali università del Lazio proprio sui temi della ricerca, dello sviluppo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico per promuovere una nuova imprenditorialità con particolare riguardo alle pmi ed alle startup innovative”.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha rimarcato la consapevolezza di sapere che in ogni settore “abbiamo aziende che vanno bene, in fase di transizione e marginali”. Ha quindi precisato che “le imprese che vanno bene sono quelle che hanno particolarmente investito in beni immateriali e sono diventate eccellenti in ogni funzione”. Secondo il numero uno di viale dell’Astronomia “occorre sviluppare una capacità di analisi superiore, comprendere perché alcune imprese sono eccellenti e altre no, e fare in modo che le aziende in mezzo al guado seguano il gruppo di testa”. Boccia ha quindi sottolineato l’importanza di misurare le azioni di governo sulla capacità d’incidere nell’economia reale riscoprendo e rilasciando la centralità della questione industriale in Italia e in Europa. “Per Confindustria una politica dei fini responsabile dovrebbe mirare a creare lavoro e a ridurre le disuguaglianze attraverso la formazione e la riattivazione dell’ascensore sociale”.

Il dibattito si è spostato sulla spinta e le sfide poste dai mercati globali: su questo tema si sono confrontati Sergio Marullo di Condojanni, vicepresidente di Angelini Holding, Enrico Savio, chief strategy & market intelligence officer di Leonardo e Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. L’incontro è proseguito approfondendo l’evoluzione in atto sul fronte del settore energetico: a discuterne sono stati Antonio Cammisecra, amministratore delegato di Enel Green Power, Claudio Farina, executive vice president digital transformation & technology di Snam, Massimiliano Garri, chief information and innovation officer di Acea, Claudio Levorato, presidente di Manutencoop e Federico Testa, presidente di Enea.

“Le nuove tecnologie e il digitale stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel nostro settore per accelerare la decarbonizzazione e rendere le reti energetiche più sostenibili, moderne e interconnesse con i territori – ha sottolineato Claudio Farina di Snam, ricordando che la sua azienda sta sperimentando soluzioni di machine learning, intelligenza artificiale e Internet of Things sulle proprie infrastrutture. Massimiliano Garri, parlando della sua azienda, ha evidenziato che Acea ha scelto un approccio all’innovazione molto pragmatico. “Ci piace parlare di innovation as a service. Un’innovazione al servizio del business con al centro la persona, la comunità ed il territorio in cui Acea opera. Rientra in quest’ottica il lavoro che stiamo svolgendo per innovare la nostra rete elettrica, dove uno degli ambiti di maggior rilievo è quello relativo all’automazione.

Altro tema di interesse è la mobilità elettrica secondo una logica di mobility as a service ed accessibile a tutti, evitando quindi il ‘mobility divide’. Abbiamo presentato un piano da 20 milioni di euro che prevede l’installazione entro il 2022 di duemila colonnine di ricarica. A nostro avviso però l’innovazione non può essere solo frutto della tecnologia: è importante infatti creare una cultura dell’innovazione a 360 gradi; noi lo stiamo facendo partendo proprio da noi stessi. Con l’iniziativa Innovation Garage, per esempio, abbiamo chiesto ai dipendenti di diventare imprenditori e rispondere con soluzioni concrete agli innovation needs dichiarati dal Gruppo. La risposta alla prima ‘call’ è stata straordinaria: in poco più di un mese sono stati presentati 120 progetti, 10 hanno avuto accesso alla ‘Pitch Battle’ e tre di questi dopo un periodo di incubazione hanno poi avuto la possibilità di illustrare il loro lavoro al top management”. Claudio Levorato, presidente di Manutencoop, ha detto che l’energia del futuro “sarà soprattutto quella che non consumeremo”. Spiegando che servirà investire in fonti di energie rinnovabili, ma anche e soprattutto ridurre i consumi, in particolare degli edifici. Ha aggiunto ricordando che “secondo la Commissione europea, ben il 36 per cento delle emissioni in atmosfera di CO2 e il 40 per cento dei consumi energetici totali derivano dall’edilizia. La principale causa è legata alle caratteristiche degli immobili che, specialmente in Italia, risalgono per oltre il 50 per cento a prima degli anni Settanta. Per questo motivo, lo sviluppo di un’economia sostenibile e la decarbonizzazione devono passare attraverso un aumento dell’efficienza energetica degli edifici. Inoltre, a fronte di una riduzione dei consumi di industria e trasporti nel corso degli ultimi anni, nel settore immobiliare la domanda energetica è parallelamente aumentata, specie in ambito civile, in cui sono compresi gli edifici adibiti a servizi, commercio e pubblica amministrazione.

L’efficientamento energetico su larga scala può dare, quindi, un contributo importante in termini ambientali, garantendo contestualmente risparmi economici grazie ai minori consumi, oltre ad un incremento del valore del patrimonio immobiliare riqualificato. Esistono peraltro in Italia strumenti contrattuali che favorendo la collaborazione tra pubblica amministrazione e imprese private possono rendere possibili rilevanti investimenti in efficientamento facendo fronte alla mancanza di risorse pubbliche”. Ad approfondire le potenzialità in termini di creazione di posti lavori connesse all’innovazione sono stati Gianni Cuozzo, founder di Exein, Michele Ederone, plant manager & managing director di P&G Italia, Marco Hannappel, amministratore delegato di Philip Morris Italia, Paolo Pandozy, ceo di Engineering Ingegneria Informatica, Chiara Russo, founder di Codemotion, Roberto Ziliani, presidente di Slamp. Paolo Pandozy, ceo di Engineering, ha annunciato: “Nel 2020 prevediamo di assumere altre mille nuove persone, di cui circa 300 nel Lazio. Un dato che conferma il trend degli ultimi esercizi al netto delle acquisizioni. Apriamo tante opportunità di crescita professionale, soprattutto per i giovani, e lo facciamo dal nord al sud indifferentemente”.

È stata quindi la volta di un focus sul ruolo svolto dalle politiche universitarie nell’incidere sui cambiamenti di conoscenze e competenze richiesti dalle realtà produttive del territorio: su questo tema si sono confrontati Eugenio Gaudio, rettore della Sapienza di Roma, Danilo Iervolino, presidente dell’Università Telematica Pegaso e Andrea Prencipe, rettore dell’Università Luiss Guido Carli. I lavori sono proseguiti con un quadro dei nuovi servizi a disposizione per la crescita delle aziende: su questo fronte si sono confrontati Mauro Minenna, direttore generale di Aci Informatica, Elisabetta Romano, chief innovation & partnership officer di Tim, Luca Vergani, ceo di Wavemaker, e Giulio Marc D’Alberton, responsabile comunicazione Peugeot. “La trasformazione digitale in Aci si integra in un processo più ampio che la pubblica amministrazione deve compiere: da un contesto in cui il cittadino deve portare documenti da un ufficio all’altro si deve passare ad un sistema dove il cittadino è al centro, mettendolo in grado di ricevere le informazioni che gli servono in tempo reale senza dover fornire alla amministrazione dati che sono sovente già a sua disposizione – ha evidenziato il direttore generale di Aci Informatica Mauro Minenna. “In questa direzione va il Certificato di Proprietà Digitale (ne abbiamo emessi quasi 50 milioni dal 2015 a oggi) e il progetto PagoBollo che ha consentito solo nel 2019 di raccogliere quasi 4 miliardi di euro di tasse automobilistiche, attraverso PagoPA, con certezza del calcolo del dovuto e certificazione dell’esito del pagamento”.

“Abbiamo scelto Roma tra le prime città 5G e ancora prima abbiamo realizzato sperimentazioni della rete di nuova generazione presso l’Aeroporto di Fiumicino – ha dichiarato Elisabetta Romano di Tim. “Siamo convinti che il 5G aprirà nuove opportunità per le realtà territoriali, oltre a rappresentare uno strumento chiave per promuovere innovazione e digitalizzazione diffusa. Grazie alla 5G Digital Business Platform, la piattaforma innovativa di Tim che abilita i servizi digitali, e alle caratteristiche specifiche del 5G insieme alla robotica, all’intelligenza artificiale e all’Internet of Things, si stanno definendo scenari sfidanti che vogliamo percorrere anche insieme a grandi aziende partner, alle imprese, alle amministrazioni pubbliche, alle università, alle start up per accelerare lo sviluppo di soluzioni digitali: la Virtual Reality per il turismo, la sanità, l’industria 4.0, il monitoraggio del territorio e la nuova mobilità connessa e autonoma”.

“Per gestire la trasformazione le aziende devono fortemente rivisitare l’organizzazione e la cultura stessa dell’impresa – ha dichiarato il Ceo di Wavemaker Luca Vergani. “La stessa Wavemaker, per affrontare il cambiamento, ha posto in essere un vero e proprio cambio di dna, passando da media agency a consultancy agency, offrendo una consulenza che spazia dalla comunicazione attraverso il marketing più allargato focalizzando tutte le attività ai risultati di business. Per noi affrontare la tranformation significa sempre più aiutare i clienti nella loro crescita: con il nostro approccio all’e-commerce, ad esempio, stiamo guidando le aziende con una consulenza end to end, con una metodologia ad hoc che può prevedere un’offerta di prodotti dedicata, politiche di pricing, specifiche tecniche di generazione di traffico e conversione online”. I lavori si sono conclusi con un approfondimento dedicato al futuro del cibo, che ha visto intervenire il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il direttore generale di Ismea Raffaele Borriello e il co-fondatore di Elaisian Giovanni Di Mambro. In particolare il direttore generale di Ismea ha sottolineato: “Ismea è al servizio della competitività dell’intero sistema agricolo ed agroalimentare italiano, abbiamo messo in campo misure capaci di mettere in circolo capitale e lavoro, fornire sostegno alle iniziative imprenditoriali e dare speranza ai giovani che vogliono investire il loro futuro in agricoltura. I giovani agricoltori italiani sono la migliore certezza per la crescita dell’agroalimentare ‘Made in Italy’, nella sfida imposta dall’economia digitale. Nel 2020 metteremo a disposizione 100 milioni di euro per premiare iniziative promosse da giovani che rappresentano l’energia e la creatività culturale del settore”.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

Leave a Comment