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Attualità In short(s)

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Buongiorno immoderate e immoderati

Più si approssimano le elezioni, più crescono le fibrillazioni nel governo. Il M5s cerca di marcare la differenza: Draghi farebbe ombra a Conte, il grande statista venuto dal nulla, che fece entrare l’esercito russo in Italia. Occorrerà vedere se si tratta solo di una manovra a favore delle telecamere o se fanno sul serio (ovvero fanno cadere il governo), ma sempre a favore di telecamere. Salario minimo: misura utile o dannosa? Resta sempre da chiarire, che i salari e la ricchezza non crescono in forza di legge. Ope legis, invece, si sono assegnate in passato (in modo evidente) le cattedre all’università, e ne paghiamo ancora le conseguenze. D’accordo, è un altro discorso, anche se ha molto a che fare con gli intellettuali rosso bruni.

Sul tema dei rosso bruni e della convergenza della destra populista e della sinistra estrema (ma io direi non solo) in funzione antiliberale e antioccidentale c’è da leggere un post dell’analista economico Massimo Fontana, che rintuzza le strombazzate populiste. Dati alla mano, non è vero che le sanzioni facciano più male a noi che alla Russia (il Pil russo è infatti in discesa del 7,9% mentre il Pil italiano sarà in crescita, anche se in modo inferiore alle aspettative). La crescita dell’inflazione segue (vedi qui) una tendenza costante che precede la guerra in Ucraina. Allora? L’aumento dei prezzi dice (e ripete da anni) Massimo è dovuto all’enorme quantità di denaro messo in circolo dai governi e dalle banche centrali. Da tenere presente a proposito della solita questione, se la sinistra deve riscoprire la “questione sociale”, e del modo di affrontarla in modo non populistico. Sul prezzo del gas occorre notare, scrive Massimo, che i dati ufficiali italiani mostrano che “nel periodo gennaio-maggio, l’Italia ha consumato 34,8 miliardi di metri cubi di gas” ma di questi solo “8,3 sono arrivati dalla Russia”.

Dopo che la Russia ha gettato la maschera, il mondo si riorganizza. Oggi occorre guardare alle mosse dell’Iran e della Turchia, sempre tenendo presente l’interesse comune delle élite degli stati autoritari a tenersi in sella, isolando i loro cittadini dalla liberaldemocrazia occidentale. A futura memoria per chi agita il “però la Finlandia e la Svezia”, va ricordato che, tolti i curdi in Turchia (che hanno poco da giocarsi) e quelli in Iraq e in Iran, i curdi si trovano in Siria dove ci sono però anche i russi, oltre naturalmente all’esercito siriano. Intanto, l’India ha sviluppato un suo “uccellino” più governativo e vorrebbe che Twitter fosse più controllabile.

Roger Water, quello dei Pink Floyd, si conferma un principe della nota retorica tra complottismo e finta profondità contro il potere. Da quanto riporta un giornale (indovinare quale), sostiene che “le armi occidentali stanno distruggendo l’Ucraina”. Nel mondo della musica si registra anche un’altra vibrata protesta, questa volta contro i Måneskin: qualcuno, di cui nessuno ricorda il nome, sostiene che i giovani di oggi non capisco proprio niente signora mia, pensate quanta poca profondità in “Ucraina libera, fuck Putin”!

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