Corsivi corsari Speaker's Corner

Ibra di Cittadinanza

Dopo i 5 schiaffi di Bergamo il Lazzaro-Milan prova a risuscitare con Ibrahimovic.  Si spera che un 38enne di ritorno dal letargo in America sia la bacchetta magica che dissipa i problemi. Ma perché gli Immoderati si dilettano di calcio? Perché questa storia e’ un paradigma dell’Italia.

Chi scrive è milanista e spera di essere smentito, ma sembra che il vero direttore sportivo del Milan sia il Mago Do Nascimento dell’INPS, al secolo Pasquale Tridico. Lo spot che fa dimenticare tutti i guai è la cifra e l’aspirazione suprema della politica italiana. Il piatto forte è il reddito di cittadinanza, ma il resto del menu è sempre molto ricco. Tutto questo mentre risultiamo il fanalino di coda tra i Paesi OCSE in ogni classifica che non sia il numero di governi dal 1945, ma questi sono dettagli.

Così come è un dettaglio il fatto che il Milan non vada oltre il quinto posto dalla stagione 2013-2014, che da allora abbia cambiato 9 (nove) allenatori e soprattutto che al primo dell’anno sia a +7 dalla zona retrocessione e a -21 dalla vetta. Pensare di risolvere tutto con un unico giocatore, peraltro attempato e fuori forma, sembra ed è una follia. Intanto però si parla del Milan e si vende qualche maglietta agli allocchi. Ma a fine campionato sarà un successo restare in Serie A.

Analogie politiche

Le analogie politiche sono incontrovertibili. Come la Curva Sud esalta Dio-Ibra, così gli ultras grillini da anni cantano “Reddito di cittadinanza, per l’Italia unica speranza!”. Di Maio, sicuro dei miracolosi moltiplicatori di Tridico, un anno fa celebrava dal balcone l’abolizione della povertà. Come era ovvio si sono rivelate tutte balle. Il reddito di cittadinanza si sta trasformando in un flop: secondo l’Istat tra luglio e agosto 2019 gli inattivi, invece che sparire dalla faccia della terra, sono aumentati (+73 mila), la Guardia di Finanza ha rilevato frodi nel 60-70% dei casi controllati, a settembre solo il 30% di chi ha fatto domanda risultava occupabile e di questi due su tre venivano dal Sud. E ci sarebbe tanto altro da dire.

Innanzitutto, se si vuole “abolire la povertà” bisogna cercare di capirne le cause. Questo, però, significherebbe indagare le radici del declino italiano e richiederebbe tempo e soprattutto competenza. Doti che la politica italiana non ha. Meglio comprare voti vendendo illusioni: è più facile e non costa nulla (o almeno, non adesso). E badate bene che il reddito di cittadinanza è solo un esempio, l’approccio della nostra classe dirigente ai problemi è sempre identico.

L’Italia e il Milan andrebbero rifatti da capo a piedi, la bacchetta magica esiste solo nei cartoni di Walt Disney (e anche in quel contesto talora si traduce in disastri come ne L’Apprendista Stregone di Fantasia). Bisogna avere il coraggio di guardare in faccia quell’oggetto misterioso in Italia chiamato Realtà e diventare adulti. Altrimenti saranno lacrime e sangue. In ogni caso, è sempre più probabile che Ibra riporti il Milan in Europa piuttosto che il reddito di cittadinanza faccia ripartire l’Italia!

Andrea Pradelli

Mi sono laureato in Economic and Social Sciences all'Università Bocconi. Ho sempre amato scrivere, il mio primo articolo risale al 2007, sul giornalino del Modena F.C. Nel 2015 sono passato a cose più serie, iniziando a collaborare con il giornale studentesco della Bocconi Tra I Leoni, e dal 2017 faccio parte della redazione di Neos. I miei temi preferiti sono politica, economia e istruzione.

Leave a Comment