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Hammamet Uccide il Cinema

Temevo l’agiografia, mi aspettavo il biopic.

Hammamet non è né l’uno né l’altra.
Amelio tenta presuntuosamente di andare oltre il cinema e portare sul grande schermo un soggetto parateatrale senza riuscire a racccontare nulla oltre la incredibile maschera di Favino, più riuscita della più riuscita imitazione.

Fra carboidrati avidamente trangugiati dal Craxi diabetico, improbabili personaggi mentalmente squilibrati senza nome, recitazioni da soap opera brasiliana, le oltre 2 ore di pellicola passano lentamente e noiosamente per poi concludersi con un sogno a piedi scalzi (perché?) prima dell’ultimo respiro.

Di film su personaggi politici se ne son visti tanti, da Il Divo a Frost Nixon, fino a Vice, tanto per citare i primi che mi vengono in mente, e sono tutti di un livello infinitamente superiore. Hammamet invece uccide il cinema. Evviva il cinema

Quanto alla realtà sulle tangenti ascoltiamola dalla viva voce del protagonista

Costantino De Blasi

Padre di 2 figli, puglio-campano di origine trapiantato a Milano dove mi guadagno da vivere come risk manager e financial advisor. Nel poco tempo libero mi diletto con onanistica passione di politica ed economia perdendo tempo su improbabili documenti di economia e finanza elaborati dal governo italiano. Faccio anche cose serie, tipo ascoltare musica alternativa, andare al cinema o ammirare pittura astratta.

1 comment

Dario Greggio 12/01/2020 at 14:45

logico, nell’era del politically correct (che speriamo sia anche l’Ultima era 😉

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