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Il futuro del Green Pass nella quarta ondata

Vaccino e Green Pass

Il Governo Draghi si appresta in questi giorni ad elaborare delle misure che possano contenere l’avanzata della pandemia e ridurre il rischio di avere un’Italia in zona arancione/rossa nel periodo natalizio. Sulla scrivania di Palazzo Chigi vi sono numerose proposte che variano dall’obbligo vaccinale alla riduzione della durata dei tamponi, passando per il Green Pass a due velocità.

Ognuna di queste proposte ha dei lati positivi e dei lati negativi e l’Italia, per quanto si trovi in una posizione favorevole rispetto ai partner europei, sta osservando un lieve peggioramento della situazione pandemica.

Esaminiamo le soluzioni proposte:

1- Riforma del Green Pass: viene proposta una riforma del Green Pass che passi dalla riduzione della durata della certificazioe ottenuta tramite tamponi rapidi (da 48 a 24 ore), molecolari (da 72 a 48 ore) e dalla riduzione della durata del Green Pass ottenuto tramite guarigione/seconda dose (da 12 a 9 mesi).

Pro: Incentivo a fare la terza dose di vaccino in tempi brevi, minore probabilità di falsi negativi.

Contro: Problemi di elasticità per le farmacie e conseguente difficoltà di somministrazione dei tamponi.

2- Green Pass a due velocità: viene proposta una stretta sui tamponi che, se venisse adottata la strategia, permetterebbero di lavorare ma non di frequentare bar e ristoranti al chiuso, concerti, teatri etc… Le attività elencate sarebbero possibili solo con un Green Pass ottenuto da vaccino/guarigione.

Pro: Incentivo maggiore a vaccinarsi, riduzione della circolazione dei no-vax.

Contro: Alta probabilità di fallimento dell’incentivo.

3- Obbligo vaccinale: improbabile, prevederebbe di seguire l’Austria e fissare una data oltre la quale il vaccino sarebbe richiesto per fare qualsiasi attività (lavoro compreso). Probabilmente si configurerebbe come una rimozione totale del tampone (anche molecolare) dal sistema di ottenimento del Green Pass o come un obbligo formale alla vaccinazione.

Pro: Copertura totale della popolazione, la maggioranza degli ospiti delle TI sono non vaccinati.

Contro: Elevata probabilità di conflitti e conseguente disordine sociale, misura politicamente controversa.

4- Estensione della campagna per la III dose: questa strategia è attualmente la prediletta dal Governo Draghi ed è, in una qualche misura, già iniziata con l’anticipazione delle prenotazioni per gli over 40.

Pro: La somministrazione di terze dosi sembra essere correlata con una riduzione dei rischi legati alla pandemia.

Contro: Non vengono offerti ulteriori incentivi alla vaccinazione.

A mio avviso la soluzione più probabile/auspicabile sarebbe l’adozione un Green Pass a due velocità con relativa riduzione della durata della certificazione ottenuta con seconda dose (la campagna per la somministrazione delle terze dosi è già in atto) in modo da aumentare la popolazione immune e aumentare la copertura nei già immunizzati. Escluderei l’obbligo vaccinale per via dell’elevato rischio di disordini sociali (vale veramente la pena di aumentare il conflitto sociale per aggiungere un 10% di popolazione alla platea di vaccinati?) e la riduzione di efficacia dei tamponi rapidi per via dell’oggettiva situazione di difficoltà delle farmacie che potrebbero non riuscire a gestire l’aumento della domanda di test rapidi.

1 comment

Dario+Greggio 28/11/2021 at 13:50

per fortuna sta arrivando la quinta 😀 😉 #nofuture4U

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