Giustizia

Giulia Crivellini: “abolire la prescrizione dopo il primo grado priva i cittadini di uno strumento di garanzia essenziale”

Il testo reca il suggestivo titolo “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”. Entrato in vigore ad inizio anno, in sostanza interrompe i termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di assoluzione sia di condanna.

Secondo i sostenitori della riforma, da oggi si eviterà che le lungaggini della giustizia penale provochino la prescrizione dei reati, lasciando i colpevoli impuniti. Inoltre, sempre secondo Bonafede e gli altri sostenitori, per lo più pentastellati, gli imputati avrebbero maggiori garanzie contro i tempi dilatati della giustizia.

Ben diversamente la pensano gli oppositori, secondo i quali il provvedimento, oltre ad avere un’anima giustizialista, non farebbe altro che allungare ancor di più la durata dei processi.

Questa, ad esempio, è l’opinione dell’avvocata Giulia Crivellini, tesoriera dei Radicali Italiani, presente al sit it di fronte a Montecitorio contro la legge Bonafede che si è tenuto questa settimana. « Abolire la prescrizione dopo il primo grado —spiega l’avvocato Crivellini— significa, innanzitutto, privare i cittadini di uno strumento di garanzia essenziale» .

« Non solo, le ripercussioni negative toccheranno anche il piano economico, poiché a causa dell’enorme carico giudiziario delle Corti d’appello e del boom di risarcimenti per irragionevole durata dei processi che potrebbe verificarsi. Non è vero, infatti, che i processi saranno più rapidi: al contrario il rischio è che si protraggano molto più a lungo. Tutto questo, però, ai cittadini non è stato raccontato, fornendo loro una visione parziale e distorta che oscura le conseguenze sfavorevoli di questa legge».

“Occorre una riforma complessiva della giustizia, che avvenga nei giusti tempi e modi e metta al primo posto la tutela di ogni cittadino – conclude Crivellini.

In ogni caso la nuova disciplina sarà posta di nuovo in discussione il 9 gennaio 2020, data in cui è stato fissato un vertice per tentare di risolvere le frizioni tra i partiti sul tema e cercare una soluzione di compromesso che non sembra, al momento, un obiettivo così facile.

Giampiero Castellotti

Romano, sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dal 1983. Ho lavorato per quotidiani e riviste, occupandomi in particolare di temi economici e sociali. Sono stato consulente di parlamentari, enti locali, Anci Servizi, Anev, Cna, Confindustria, Formez, Legambiente, Retecamere, ecc. Sono stato caposervizio della casa editrice dello Snals ed attualmente responsabile dell'Ufficio comunicazione dell'Unsic, sindacato datoriale con 2.100 Caf in tutta Italia.

1 comment

Bonafede in Malafede | Immoderati 18/02/2020 at 16:39

[…] per il clan dei casaleggesi il problema è il cittadino comune, che stranamente (secondo la stringente logica incarnata da Piercamillo Davigo, musa ispiratrice del […]

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