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Genocidio dei Curdi? Europa ipocrita su libertà e democrazia

Ma perché noi europei siamo così ipocriti? Adesso tutti vogliono una grande manifestazione per i curdi e da giorni l’hashtag #KurdishGenocide campeggia su Twitter. 

Però l’Europa quando Bush scatenò la “War on Terror” acconsentì a inserire il PKK curdo nella lista delle organizzazioni terroristiche. Il PKK è terrorista sia per la Ue che per la Turchia, insomma.  

Quando si combatteva per esportare la democrazia in Medio Oriente, pardon, quando gli Usa combattevano per esportare la democrazia in Medio Oriente, gli Arcobaleno che probabilmente vedremo sfilare in piazza stracciandosi le vesti per i peshmerga curdi erano lì a manifestare contro la Guerra in Iraq. 

Si manifestava contro l’America  guerrafondaia che aveva abbattuto la statua di Saddam, il quale Saddam i curdi li faceva gasare a migliaia. 5 mila morti ammazzati dopo l’attacco chimico di Halabja, centomila morti il frutto complessivo della repressione del Rais secondo il rapporto delle Nazioni Unite.

È un po’ come le manifestazioni dopo il Bataclan e gli attacchi jihadisti nelle città europee: tutti depongono corone di fiori ma guai a deporre una bombetta anche piccola sulla testa dei fascisti islamici nonché imperialisti medesimi. 

Quindi adesso tutti bravi a brandire i fumetti di Zero Calcare come se fossero il Libretto Rosso, ma nessuno che si chieda come mai noi europei abbiamo pagato milioni di euro al presidente turco Erdogan per bloccare i flussi dei migranti verso il corridoio balcanico. 

Nessuno che si chieda come mai, Italia compresa, abbiamo rifornito di armi il Sultano e il PKK, come le mine vendute a volontà ai curdi. Nessuno che si chieda che senso abbia affermare “Fuori la Turchia dalla Nato” visto che non è previsto da nessun trattato atlantico che si possa estromettere un Paese membro della Alleanza. 

Tanto più che a Erdogan sai che gli importa della Nato e della Ue, visto che ormai è proiettato tutto sull’Asia e il suo progetto neo-ottomano che tanto piace a Pechino. 

Nessuno che si chieda chi, visto che gli Usa di Trump se ne vanno dal Medio Oriente, riuscirà mai a garantire la nascita del libero Kurdistan stretto fra Turchia Iran Siria tutti portabandiera della democrazia. 

Del resto sarebbe davvero geniale replicare lo schema Kosovo balcanizzando il Vicino Oriente e legittimando le aspirazioni nazionalistiche di tanti, un esempio per tutti gli alfieri dello Stato palestinese

La verità dietro la maschera ipocrita dell’Europa senza coraggio e senza qualità è un’altra.

Abbiamo appaltato ai Curdi e, finché ci sono stati, agli Americani, la battaglia sul campo contro lo Stato islamico perché ormai la guerra noi pacifici europei non la facciamo più a nessuno, giusta o sbagliata che sia. 

La guerra la facciamo per delega, la facciamo dal cielo se proprio serve far vedere che facciamo qualcosa, ma guai a mettere on the ground i celebri boots. Che è il motivo per cui anche i curdi nel loro piccolo si incazzano con l’Occidente dei fumetti engage e delle candeline accese per non dimenticare. 

Ed è anche il motivo per cui il defunto Osama Bin Laden si raccomandava con i suoi fedeli assicurandogli il paradiso dei martiri e delle vergini: combattete amori miei, schiantatevi con gli aerei sulle Torri e immolatevi con i kamikaze nelle strade, tanto gli occidentali sono diventati tutti un branco di Chamberlain. E lo rivendicano pure!

Buona manifestazione per i Curdi a tutti, allora, con Zoro e le copertine del Foglio by Makkox sicuramente la democrazia la trionferà.

Roberto Santoro

Giornalista, ha scritto per la rivista Storie, il giornale online l'Occidentale, Fondazione Magna Carta, il Tempo, il Centro Studi Pens. Web Editor al Dipartimento Riforme Costituzionali durante il governo Letta, oggi segue la comunicazione digitale di Stefano Parisi. Ha pubblicato, tra gli altri, Natale che palle!, La vita privata dei fumetti, Googlecrazia, Italia Gratis, Trump Presidente.

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