Approfondimenti Speaker's Corner

Fioramonti, il Compagno di Merendine

La beatificazione dell’ex ministro Fioramonti da parte di commentatori di area “progressista” è uno spettacolo indecente. Come tutti i ministri grillini, Fioramonti ha dimostrato in continuazione di essere completamente inadeguato al ruolo.

Per esempio, quando ha cooptato Vandana Shiva in un improbabile “consiglio scientifico” presso il suo ministero. Arruolare nella più alta autorità italiana in materia di università e ricerca una persona che ha diffuso bufale anti scientifiche sugli Ogm è un grave segno di analfabetismo scientifico.

Le Iene

Ma l’arruolamento di Shiva è nulla rispetto alla nomina di una ex-Iena alla guida di un osservatorio ministeriale sui concorsi universitari. “Chi meglio di una ex-iena per farlo?”, spiegò all’epoca su Facebook. Nel mondo all’incontrario di Fioramonti, aver dato un contributo fondamentale alla diffusione della cultura antiscientifica è il miglior titolo per potersi occupare del reclutamento dei nuovi scienziati.

Le Iene: quelle delle campagna mediatica per Stamina che rese un truffatore come Davide Vannoni più credibile di biologi e genetisti agli occhi del Parlamento, forzando le istituzioni ad approvare una vergognosa sperimentazione coi soldi pubblici sulla pelle dei malati.

Le stesse Iene che hanno propalato la bufala dei vaccini causa dell’autismo, che sono andate a Cuba per magnificare le proprietà “antitumorali” del “veleno di scorpione”, intervistando un tassista locale su un fantomatico vaccino contro i tumori inventato da un agricoltore.

Numeri al Lotto

Ma è forse il caso di ricordare le difficoltà di Fioramonti coi numeri. Ricordate quando il nostro si vantò di aver “rilanciato la ricerca” stabilizzando 2mila precari negli enti pubblici?

Premesso che quella stabilizzazione era un provvedimento del governo Gentiloni fieramente osteggiato dai grillini in Parlamento, la stabilizzazione costò 60 milioni: circa lo 0,8% del “fondo di finanziamento ordinario” (FFO) delle università, pari a 7,5 miliardi.

Briciole, rispetto a ciò che servirebbe per “rilanciare la ricerca”. Fioramonti mostra continuamente di non conoscere l’ordine di grandezza dei problemi. Come quando dichiarò che le risorse per il reddito di cittadinanza sarebbero state trovate tagliando le auto blu.

Con l’approvazione della finanziaria andò anche peggio. All’epoca Fioramonti si vantò nuovamente di aver rilanciato università e ricerca grazie a un aumento di 40 milioni del FFO. Un aumento dello 0,5%, inferiore agli aumenti degli anni precedenti, che portò la spesa per l’università dallo 0.16% del Pil allo 0.16% del Pil. Imbarazzante.

Le tassa sulle merendine

Per non parlare di quando l’ex ministro ha proposto di finanziare la scuola tassando le merendine. Ignorava che l’obiettivo delle tasse sul consumo di beni potenzialmente dannosi per la salute non è generare “gettito”, cioè risorse per finanziare altre spese.Bensì scoraggiarne il consumo mediante l’aumento del prezzo. Se, grazie alla tassa, i bambini mangiano meno merendine, si raccolgono meno risorse per la scuola. Se i bambini cambiano le loro abitudini e mangiano solo pane e salame, allora per la scuola non rimane 1€. Strafalcioni che mostrano una mancanza di familiarità con le basi della disciplina piuttosto grave per un accademico che si fa definire “economista”.

Ma è nel campo della decrescita che Fioramonti ha dato il meglio di sé (si fa per dire). Per esempio, quando ha suggerito che l’Eni, una delle maggiori aziende italiane per fatturato, dovrebbe abbandonare ogni sua attività e riconvertire totalmente i suoi asset produttivi entro 5 anni.

Il modo in cui l’ex ministro ha reclamato i 3 miliardi per la scuola è coerente coi tanti strafalcioni cui ci ha abituato. Fioramonti non ha mai avuto un piano per spenderli, quei soldi. Voleva distribuirli a pioggia, senza distinzioni basate sul merito.

Olezzo di incompetenza

Non si è mai presentato in consiglio dei ministri con una proposta concreta, non ha seguito i lavori sulla legge di bilancio e, quando la Camera ha approvato il Dl Scuola, non era nemmeno in aula, bensì a Coverciano con il ct Mancini.

Non solo Fioramonti non sapeva come spendere quei soldi. Ma ha sostenuto misure inefficienti come il reddito di cittadinanza e inique come quota 100 che, considerati i vincoli di bilancio, hanno sottratto risorse anche alla scuola, all’università e alla ricerca.

Quota 100 in particolare è una misura antagonista al finanziamento della scuola e dell’università, perché fa un regalo a chi vuole andare anticipatamente in pensione utilizzando risorse che si potevano destinare a chi deve formarsi per l’inserimento nel mercato del lavoro.

È pur vero che, considerato il livello del governo, al Miur arriva un’altra politica inadeguata al ruolo. Lo sdoppiamento del ministero poi sembra un’alchimia che serve solo ad accontentare le fazioni dell’esecutivo col rischio di raddoppiare i costi della struttura.

Ma le dimissioni di Fioramonti sono comunque una buona notizia, perché almeno eviteranno l’ingresso di propalatori di bufale antiscientifiche nelle stanze dei bottoni della più alta autorità italiana in materia di ricerca scientifica, e perché ci risparmieranno lo scempio delle “riforme” della valutazione e del reclutamento più volte “minacciate” da uno dei ministri più incompetenti eppure proattivi che abbia mai calcato la scena del Miur.

Dette queste cose, è stato giusto richiamare l’attenzione sulla necessità di finanziare scuola, università e ricerca, che sono sempre i primi comparti del settore pubblico a patire i vincoli di bilancio. Al netto della mancanza di credibilità di Fioramonti, sarebbe bello sapere se i 5 stelle e il Pd hanno in programma qualcosa a riguardo.

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