Speaker's Corner

Ferragnez, la donazione milionaria al San Raffaele e il nostro livore

In queste ore se ne leggono di ogni sulla donazione fatta dai Ferragnez (il nomignolo con cui sono noti Fedez e Chiara Ferragni) al San Raffaele di Milano: invidia sociale, livore e tante dietrologie.

Il “pudore” tutto cattolicissimo —per cui determinati gesti volti ad aiutare il prossimo si fanno ma non si dicono— diventa il mezzo per delegittimare un’iniziativa nobile e tutt’altro che scontata. Perché in questa nazione chi è più fortunato, capace o bello merita di essere gettato dalla cima della torre, sempre e, di pari, le iniziative messe in atto da costoro devono venire prontamente dequalificate.

Siamo noi che prossimamente voteremo un referendum sul taglio dei parlamentari perché “eh vabbè, sono solo dei privilegiati” con la nonchalance che continuamente ci spinge a votare e far eleggere persone inadatte a rappresentare il Paese, gli stessi “privilegiati” che si comporteranno da casta cui —alcune volte giustamente— rimproveriamo impasse e scandali. Insomma un circolo vizioso che ci deresponsabilizza dalle nostre colpe tramite la costante ricerca di un simbolo contro il quale scagliarsi.

E la vicenda dei Ferragnez è politica quanto il dibattito sul referendum. Non sia mai che un giovane rapper tatuato e partito dal nulla, affiancato dalla bellissima e capace moglie, dia il buon esempio mostrando molta più coscienza civica rispetto a tanti altri vip o persone comuni che potrebbero —logicamente nei propri limiti, e non solo economicamente— rinunciare a fare qualcosa o dare un contributo per fronteggiare l’emergenza.

Per moltissimi la donazione è stata compiuta per farsi pubblicità (non si comprende la logica data la mega fama di entrambi). Nel mentre in cui scrivo, le donazioni ammontano un milione di euro: contributi sicuramente versati da persone di ogni classe sociale unite in questa fantastica catena di solidarietà. Soldi volti a sostenere attività mediche pagate dallo Stato e di conseguenza finanziate con le tasse dei cittadini — anche di Fedez e della Ferragni, dunque. Un gesto di certo non dovuto, liberale, che qualora diventasse una gara tra persone benestanti —perché no, anche per farsi pubblicità— potrebbe rendere meno gravosa la spesa sanitaria.

Però sono belli, fanno gli influencer, sono vip, si fanno pubblicità e li schifiamo talmente tanto da rendere quel denaro demoniaco, sporco, inaccettabile.

Magari continueremo a condividere post sulla mancanza di risorse impiegate nel settore sanitario proponendo patrimoniali e più tasse per i ricchi, perché il denaro, quando preso tramite la longa manus statale, incontestabile, è tutt’altro che riprovevole.

Gianmarco Cimorelli

Molisano, nato il 09/05/97, studente di giurisprudenza. Impegnato in politica fin dal liceo. Già coordinatore di Radicali Molise. Militante radicale e dell'Associazione Luca Coscioni.

1 comment

Dario Greggio 11/03/2020 at 17:51

in realtà quelli che li schifano sono pochissimi, tra cui me 😉

Dovrebbero essere MOLTI di più – non per la donazione (chissene) ma per lo schifo che fanno cotidie.

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