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Europa: Mario Draghi sul Financial Times

Mario Draghi Helicopter

Come nel racconto di Sherlock Holmes “The Adventure of Silver Blaze“, nell’editoriale di Mario Draghi sul Financial Times manca qualcosa che fornisce la chiave del mistero.

Nel racconto di Conan Doyle e’ il cane che non ha abbaiato al ladro. Nell’editoriale di Mario Draghi manca qualsiasi accenno a eurobond, coronabond, mutualizzazione del debito e altre forme surrettizie per accollare sulla groppa dei tedeschi lo stratosferico debito accumulato in 50 anni dai governi italiani per comprare voti. Insomma l’ex Presidente della Bce non viene a lanciare banconote al popolo come nel fotomontaggio che accompagna questo articolo.

Mario Draghi sul Financial Times viene a inoculare una dose di realismo alle scimmie al volante, inebriate dalla prospettiva di poter varare la Madre di Tutti i Voti di Scambio e impiantare il Padre di Tutti i Sistemi Clientelari a spese dei Tedeschi.

Chiamateli come volete, ma i titoli emessi congiuntamente dai paesi dell’euro area sono garantiti in solido da tutti, paesi che hanno tenuto una politica fiscale corretta e paesi governati da scimmie. Ma se un Paese non paga per la propria quota, ogni altro membro dell’euro area deve far fronte anche per il Paese insolvente. In parole povere e’ la Germania che dovrebbe garantire il debito italiano, non viceversa.

Gli Inglorious Globastards cercano di infondere un minimo di chiarezza in quella parte dell’opinione pubblica che attende eternamente la soluzione miracolistica e furbesca ai problemi del paese, covando la piu’ bieca irresponsabilita’.

La recessione sara’ tremenda, come ormai concordano tutte le maggiori istituzioni internazionali (qui trovate il recentissimo rapporto Ocse), quindi si salveranno solo i sistemi paesi forti, innovativi e coesi.

 

Fabio Scacciavillani

Sono nato a Campobasso nell’ormai lontano 1961. Finito il corso di laurea in Economia e commercio alla Luiss di Roma, sono stato ammesso al programma di Ph.D. in Economia all’Università di Chicago, dove ho anche insegnato alcuni corsi al College e alla Business School. Dopo aver preso il Ph.D. ho lavorato al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar alla Gulf Organization for Industrial Consulting (un’organizzazione internazionale tra paesi del Golfo), poi negli Emirati Arabi Uniti come direttore della Ricerca macroeconomica e statistica al Centro finanziario internazionale di Dubai e infine a Muscat per lavorare al fondo sovrano dell’Oman dove sono stato il capo economista per poi assumere il ruolo di Chief Strategist Officer. Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro, o quelle per cui ho lavorato in passato, né contiene informazioni di sorta su investiment passati, presenti o futuri. Nelle mie ricerche e nell’attività professionale mi sono occupato principalmente di tassi di cambio, politica monetaria, riforme strutturali e mercati finanziari. Ultimamente la mia interfaccia con la realtà si è arricchita di un nuovo sensore, il Consiglio di Amministrazione di Sigit, una multinazionale nella componentistica termoplastica auto (e non solo) con mente italiana e ambizioni globali. Nonostante manchi dall’Italia da oltre venti anni, non ho mai reciso il cordone ombelicale con il mio paese (contro ogni ragionevolezza), continuando a sperare (contro ogni evidenza) in un suo futuro migliore. Quindi, più che un cervello in fuga (che sarebbe un’esagerazione), direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.

2 comments

Le Ripercussioni Economiche del Covid-19: spegniamo la burocrazia o moriamo | Immoderati 14/04/2020 at 17:03

[…] e straordinario delle Banche Centrali. Questo è quello che Mario Draghi intendeva nel suo famoso articolo sul Financial Times. L’articolo è di libera consultazione e sarebbe auspicabile che lo leggessero […]

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Arriva Draghi? Quando arriva? | Immoderati 22/04/2020 at 01:51

[…] Draghi, che in un articolo sul Financial Times ha delineato i punti salienti di una strategia per uscire dalla crisi, non e’ cosi’ […]

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